James S. A. Corey.
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Leviathan. Il Risveglio.
Ciclo: The expanse (la distesa) 1.
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Parte 4. 
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Titolo originale: Leviathan Wakes. 2011.
Traduzione di: Stefano A. Cresti.  
2015. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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43.
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Holden.
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Un'operaia della Tycho in tuta blu e maschera da saldatore sigill il foro su una delle paratie della cambusa. Holden la osservava coprendosi gli occhi con una mano, per ripararsi dal bagliore tagliente della fiamma azzurra. Quando la placca di acciaio fu al suo posto, la donna alz la maschera per controllare il lavoro. Aveva gli occhi azzurri e una boccuccia delicata su un viso da fatina a forma di cuore, e una massa di capelli rossi raccolti a ciocca. Si chiamava Sam; era il caposquadra del progetto di riparazione della Rocinante. Amos gli andava dietro da due settimane, senza successo. Holden ne era felice, perch la fatina si era rivelata essere uno dei migliori meccanici che avesse mai conosciuto, e gli sarebbe dispiaciuto vederla concentrarsi su qualcosa di diverso dalla sua nave.
Perfetto le disse mentre lei passava una mano guantata sul metallo che ancora stava raffreddando.
Pu andare replic lei, stringendosi nelle spalle. Lo smerigliamo per bene, ci diamo una mano di copertura e non ti ricorderai nemmeno pi che la tua bella nave si era fatta la bua. Aveva una voce sorprendentemente profonda, contrastante con il suo aspetto e la sua abitudine di usare ironicamente modi di dire infantili. Holden immagin che quell'aspetto combinato con la professione scelta avesse portato molte persone a sottovalutarla, in passato. Non voleva commettere lo stesso errore.
Hai fatto un gran bel lavoro, Sam disse. Immagin che Sam fosse il diminutivo di qualcosa, ma non glielo aveva mai chiesto e lei non l'aveva mai rivelato. Non riesco a smettere di dire a Fred quanto siamo contenti di averti come caposquadra per questo lavoro.
Ah, magari mi dar una bella stellina d'oro sulla prossima scheda di valutazione rispose lei mentre riponeva il cannello e si alzava. Holden cerc di trovare qualcosa da dire, ma non ci riusc.
Scusa disse lei, voltandosi per guardarlo. Ti sono grata per i tuoi apprezzamenti in presenza del capo. E, a dire il vero,  stato molto divertente lavorare sulla tua ragazza.  proprio una gran nave. Con le botte che ha preso, qualunque altra che abbiamo noi sarebbe andata in pezzi.
C' mancato poco, anche per noi replic Holden.
Sam annu, poi cominci a mettere via il resto dei suoi attrezzi. Mentre lavorava, Naomi scese per la scala dell'equipaggio dal ponte superiore, con degli arnesi da elettricista appesi alla tuta grigia.
Come vanno le cose, lass? chiese Holden.
Novanta percento rispose Naomi mentre attraversava la cambusa in direzione del frigorifero e prendeva una bottiglia di succo. Pi o meno. Prese una seconda bottiglietta e la lanci a Sam, che l'afferr al volo con una mano.
Naomi disse Sam, alzando la bottiglia in un brindisi ironico prima di scolarsene met con un sorso solo.
Sammy rispose Naomi con un sorriso.
Quelle due erano andate subito d'accordo, e ora Naomi passava un sacco di tempo con Sam e la sua squadra della Tycho. Holden odiava doverlo ammettere, ma gli mancava essere l'unica cerchia sociale di Naomi. Quando lo ammetteva a s stesso, come in quel momento, si sentiva un verme.
Gara golgo in sala, stasera? chiese Sam dopo aver scolato l'ultima goccia di bevanda.
Dici che quei fessi della C7 non si sono stancati di farsi fare il culo a strisce? rispose Naomi. A Holden sembrava quasi che parlassero in codice.
Possiamo lanciare la prima disse Sam. Li facciamo abboccare di brutto prima di gettare il martello e spazzare via il loro tiro.
Ci sto rispose Naomi, poi gett la bottiglietta vuota nel cestino di riciclo e fece per tornare su lungo la scala. Ci vediamo alle otto, allora. Rivolse un saluto sbrigativo a Holden. Ci vediamo, capitano.
Quanto tempo pensi che ci vorr, ancora? chiese lui alle spalle di Sam mentre finiva di rimettere a posto i suoi attrezzi.
Sam fece spallucce. Un paio di giorni, forse, per renderla perfetta. Potrebbe volare gi adesso, probabilmente, se non sei preoccupato di questioni estetiche e inessenziali.
Grazie ancora disse Holden, tendendo la mano a Sam mentre lei si voltava. La ragazza la strinse con il palmo pieno di calli, in una presa solida. Spero che gli facciate mangiare la polvere, a quei fessi della C7.
Lei gli rivolse un ghigno predatorio.
Su questo non c' alcun dubbio.
Tramite Fred Johnson, l'APE aveva fornito all'equipaggio degli alloggi sulla stazione durante la riparazione della Roci, e in quelle ultime settimane la cabina era sembrata a Holden quasi una casa. La Stazione di Tycho aveva parecchi soldi, e pareva propensa a spendere molto per i propri impiegati. Holden aveva tre stanze tutte per s, inclusi un bagno e una cucina a vista sul salotto. Sulla maggior parte delle stazioni, dovevi essere il governatore per godere di tutti quei lussi. Holden aveva l'impressione che, su Tycho, quello fosse lo standard per i quadri dirigenti.
Gett la sua tuta macchiata di grasso nel cesto della biancheria sporca e mise sul fuoco la caffettiera prima di entrare nel suo box doccia privato. Una doccia ogni sera, dopo il lavoro: un altro lusso quasi impensabile. Sarebbe stato facile farsi distrarre. Cominciare a pensare a quel periodo di riparazione della nave e di tranquilla vita casalinga come alla normalit, e non come a un interludio. Holden non poteva permetterselo.
L'assalto della Terra a Marte riempiva i notiziari. Le cupole di Marte erano ancora in piedi, ma due piogge di meteoriti avevano bucherellato le ampie pendici di Olympus Mons. La Terra aveva dichiarato che erano detriti provenienti da Deimos, Marte invece che si trattava di una minaccia intenzionale e di una provocazione. Le navi marziane stavano tornando a tutta velocit dai giganti gassosi verso i pianeti interni. Ogni giorno, ogni ora avvicinava il momento in cui la Terra avrebbe dovuto decidere se impegnarsi nella distruzione totale di Marte o ritirarsi. La retorica dell'APE sembrava costruita per assicurarsi che, chiunque vincesse, subito dopo si dedicasse a distruggere loro. Holden aveva appena aiutato Fred in quello che la Terra avrebbe visto come il pi grande atto di pirateria della storia della Fascia.
E un milione e mezzo di persone stavano morendo su Eros in quello stesso momento. Holden pens ai video che aveva guardato, a quello che stava accadendo alla gente su quella stazione, e rabbrivid anche sotto il getto d'acqua calda.
Ah... e gli alieni. Alieni che avevano cercato di invadere la terra due miliardi di anni prima e che avevano fallito perch Saturno si era messo in mezzo. Non possiamo dimenticarci degli alieni. Il suo cervello non aveva ancora trovato un modo di accettare quell'informazione, per cui continuava a far finta che non esistesse.
Holden afferr un asciugamano e accese il pannello a parete del salotto mentre si asciugava. L'aria era piena degli odori contrastanti del caff, dell'umidit della doccia e del profumo vagamente erboso e floreale che la Tycho pompava in tutte le sue residenze. Holden prov a cercare un notiziario, ma non sent altro che speculazioni sulla guerra, senza alcuna nuova informazione. Cambi canale e trov un gioco televisivo con regole incomprensibili e partecipanti frivoli ai limiti della psicosi. Esplor alcuni canali video che trasmettevano quelle che gli sembrarono commedie, perch gli attori facevano una pausa e annuivano in tutti i punti in cui ci si aspettava che ci fossero risate.
Quando cominci a sentire dolore alla mascella, si rese conto che stava digrignando i denti. Spense lo schermo e tir il telecomando sul letto nella stanza accanto. Si avvolse l'asciugamano attorno alla vita, poi si vers una tazza di caff e croll sul divano, appena in tempo prima che qualcuno suonasse alla sua porta.
Che c'? grid con tutto il fiato che aveva in corpo. Non ci fu risposta. Sapevano come isolare un appartamento, su Tycho. And alla porta, sistemandosi l'asciugamano per coprirsi meglio mentre si alzava, e la spalanc.
Era Miller. Indossava un abito grigio sgualcito che si era probabilmente portato da Ceres, e teneva goffamente il cappello tra le mani.
Ehi, Holden... cominci a dire, ma il capitano lo interruppe.
Che diavolo vuoi? chiese. Sei davvero venuto alla mia porta con il cappello in mano?
Miller sorrise, poi si rimise il cappello in testa. Mi sono sempre chiesto che cosa significasse, sai.
Ora lo sai replic Holden.
Hai un minuto? disse Miller.
Holden esit un momento, squadrando il detective allampanato. Si arrese subito. Doveva pesare una ventina di chili in pi di Miller, ma era impossibile sortire un effetto intimidatorio quando la persona che guardavi dall'alto in basso era trenta centimetri pi alta di te.
E va bene, entra pure disse, poi si diresse verso la stanza da letto. Fammi vestire, prima. L c' il caff.
Holden non aspett la risposta; chiuse la porta della stanza e si sedette sul letto. Lui e Miller non avevano scambiato pi di una decina di parole da quando erano tornati su Tycho. Sapeva che la situazione non poteva rimanere cos, anche se gli sarebbe piaciuto. Quell'ultima conversazione in cui dire a Miller di togliersi dai piedi gli era dovuta.
Si infil un paio di pantaloni caldi di cotone e un maglione, si pass una mano tra i capelli umidi e torn in salotto. Miller era seduto sul divano con una tazza fumante tra le mani.
Buono, il caff disse il detective.
Allora, sentiamo replic Holden, sedendosi su una poltrona di fronte a lui.
Miller bevve un sorso di caff e disse. Be'...
Cio, questa  la conversazione in cui tu vieni a dirmi quanto avevi ragione a sparare in faccia a un uomo disarmato, e quanto io sia troppo ingenuo per capirlo... giusto?
A dire il vero...
Te l'avevo detto, cazzo riprese Holden interrompendolo, sorpreso di sentire un calore salirgli alle guance. Niente pi stronzate da giudice, giuria e carnefice, o ti saresti dovuto trovare un passaggio su un'altra nave, e tu l'hai fatto lo stesso.
S.
Quella semplice affermazione colse Holden di sorpresa.
Perch?
Miller bevve un altro sorso di caff, poi pos la tazza. Alz una mano e si tolse il cappello, lo pos accanto a s sul divano, poi si appoggi allo schienale.
Stava per passarla liscia.
Come dici, scusa? replic Holden. Ti sei perso la parte in cui aveva confessato ogni cosa?
Non era una confessione. Era uno sfoggio. Era intoccabile, e lo sapeva. Troppi soldi. Troppo potere.
Stronzate. Nessuno pu ammazzare un milione e mezzo di persone e farla franca.
La gente la fa franca continuamente. Colpevoli come il diavolo, ma poi qualcosa si mette di mezzo. Le prove. La politica. Ho avuto una partner per un po' di tempo, si chiamava Muss. Quando la Terra si  ritirata da Ceres...
Basta cos lo interruppe Holden. Non m'interessa. Non voglio pi sentire le tue storie su come essere un poliziotto ti renda pi saggio e profondo e capace di affrontare le verit del genere umano. Per quel che posso dire io, tutto ci che ha fatto  stato distruggerti. Chiaro?
S, chiaro.
Dresden e i suoi amichetti della Protogen pensavano di poter decidere chi vive e chi muore. Ti dice niente? E non dirmi che  diverso, stavolta, perch lo dicono tutti, ogni volta. E non lo .
Non  stata una vendetta replic Miller, scaldandosi un po' troppo.
Ah, ma davvero? Quindi non si trattava della ragazza nell'albergo? Julie Mao?
Acciuffarlo, s. Ucciderlo...
Miller sospir e annu tra s e s, poi si alz e apr la porta. Si ferm sull'uscio e si volt, con un'espressione autenticamente addolorata in viso.
Ci stava convincendo disse Miller. Tutta quella storia sulle stelle da raggiungere, sul fatto di proteggerci da qualunque cosa abbia sparato quell'affare verso la Terra... Stavo cominciando a pensare che forse l'avrebbe passata liscia. Che forse erano semplicemente cose troppo grandi per distinguere giusto e sbagliato. Non sto dicendo che mi abbia convinto. Per mi ha fatto pensare che forse... hai presente? Soltanto forse...
E per questo gli hai sparato.
 cos.
Holden sospir, poi si appoggi alla parete accanto alla porta aperta, con le braccia conserte.
Amos ti definisce giusto disse Miller. Lo sapevi?
Amos pensa di essere un cattivone perch ha fatto cose di cui si vergogna rispose Holden. Non si fida sempre di s stesso, ma il fatto che se ne preoccupi mi fa capire che non  un tipo cattivo.
Gi... cominci a dire Miller, ma Holden lo interruppe.
Amos si guarda l'anima, vede le macchie e vorrebbe essere pulito spieg. Ma tu? Tu te le scrolli di dosso.
Dresden era...
Non sto parlando di Dresden. Sto parlando di te replic Holden. Non posso fidarmi di averti vicino alle persone a cui voglio bene.
Holden fiss Miller, aspettando la sua replica, ma il poliziotto annu mestamente, poi si rimise il cappello e si allontan lungo il corridoio dolcemente incurvato. Non si volt.
Holden rientr e cerc di rilassarsi, ma si sentiva teso e nervoso. Non sarebbe mai uscito vivo da Eros senza l'aiuto di Miller. Non c'erano dubbi: sbatterlo fuori gli sembrava un gesto sbagliato. Incompleto.
La verit era che Miller lo metteva a disagio tutte le volte in cui si trovavano nella stessa stanza. Il poliziotto era come un cane imprevedibile che ti poteva leccare la mano oppure azzannare un polpaccio.
Holden pens di chiamare Fred e di avvertirlo. Invece telefon a Naomi.
Ehi rispose lei al secondo squillo. In sottofondo, Holden sent un allegro rumore alcolico, da bar.
Naomi disse, poi fece una pausa e cerc di pensare a una qualche scusa per averla chiamata. Quando non ne trov alcuna, aggiunse:  appena passato Miller.
S,  venuto anche da me e Amos poco fa. Che cosa voleva?
Non lo so rispose Holden con un sospiro. Salutare, forse.
Che cosa stai facendo? chiese Naomi. Vuoi che ci vediamo?
S. S, mi piacerebbe.
All'inizio Holden non riconobbe il bar ma, dopo aver ordinato uno scotch a un cameriere professionalmente amichevole, si rese conto che era lo stesso posto in cui aveva osservato Naomi che cantava al karaoke una canzone punk cinturiana; sembravano passati secoli. Lei gli venne incontro e si accomod di fronte a lui al tavolo nello stesso momento in cui arrivava il suo drink. Il cameriere le rivolse un sorriso servizievole.
Ah, no disse lei svelta, agitando una mano. Ho bevuto anche troppo, per stasera. Solo acqua, grazie.
Mentre il cameriere si affrettava verso il bancone, Holden disse: Com' andato il tuo, uhm... che diavolo  questo golgo, esattamente? Com' andata la gara?
 un gioco di queste parti spieg Naomi, poi prese il suo bicchiere d'acqua dal vassoio del cameriere di ritorno e ne bevve la met in un sorso solo. Una specie d'incrocio tra freccette e calcio. Mai visto prima, ma a quanto pare ci so fare. Abbiamo vinto.
Ottimo esclam Holden. Grazie per essere venuta qui. So che  tardi, ma questa storia di Miller mi ha messo un po' d'angoscia addosso.
Credo che voglia che tu lo assolva.
Gi, perch sono giusto' disse Holden con una risata sarcastica.
Lo sei rispose Naomi senza alcuna ironia. Voglio dire:  un parolone... ma, tra quelli che conosco, tu sei la persona che pi di ogni altra si adatta meglio a questa definizione.
Ma se ho mandato tutto a puttane sbott Holden prima di potersi fermare. Ogni persona che ha provato ad aiutarci, o che abbiamo provato ad aiutare,  morta in modo spettacolare. Tutta questa fottuta guerra. E il capitano McDowell, Becca, Ade. E Shed... Dovette fermarsi per deglutire un improvviso nodo in gola.
Naomi si limit ad annuire, poi si allung oltre il tavolo e gli prese una mano tra le sue.
Ho bisogno che mi dica bene, Naomi continu lui. Ho bisogno di fare qualcosa che faccia la differenza. Il fato, il karma, Dio o chiss che altro mi hanno gettato in mezzo a questa roba, e ho bisogno di sapere che sto facendo la differenza.
Naomi gli sorrise e strinse la sua mano.
Sei carino, quando fai il nobile di spirito disse. Ma devi sospingere di pi lo sguardo in lontananza.
Ti stai prendendo gioco di me.
Gi disse lei. Proprio cos. Vuoi tornare a casa con me?
Io... cominci a rispondere Holden, poi si ferm e la fiss, pensando che fosse uno scherzo. Naomi continuava a sorridergli, senza nient'altro negli occhi se non calore e una nota di malizia. Mentre la fissava, una ciocca di capelli le scese davanti agli occhi, e lei la sistem senza distogliere lo sguardo da lui. Aspetta, cosa? Pensavo che tu...
Ho detto di non dirmi che mi ami per portarmi a letto ribatt. Ma ho aggiunto che sarei venuta nella tua cabina in qualunque momento me l'avessi chiesto, in questi ultimi quattro anni. Non pensavo di essere stata cos sottile, e sono piuttosto stanca di continuare ad aspettare.
Holden si appoggi allo schienale e cerc di ricordarsi come si facesse a respirare. Il sorriso di Naomi divenne pura malizia mentre inarcava un sopracciglio.
Tutto bene, marinaio? chiese.
Pensavo che mi stessi evitando rispose lui, una volta ritrovate le parole. Pensi che facendo questo mi dir bene?
Non essere offensivo replic lei, anche se non c'era traccia di rabbia nella sua voce. Ho aspettato per settimane che ti decidessi a prendere coraggio, e la nave  quasi riparata. Il che significa che probabilmente ci farai partire volontari per qualcosa di molto stupido, e stavolta la nostra fortuna potrebbe essersi esaurita.
Be'... disse lui.
Se dovesse succedere senza che ci abbiamo provato almeno una volta, la cosa mi darebbe davvero molto fastidio.
Naomi, io...
 semplice, Jim rispose lei, cercando la sua mano e attirandolo verso di s. Si chin oltre il tavolo che li separava finch i loro volti quasi non si toccarono.  un s o un no.
S.

44.

Miller

Miller sedeva da solo, fissando le grandi finestre panoramiche senza vedere quello che c'era dietro. Il whisky di muffe sul basso tavolo nero accanto a lui era rimasto nel bicchiere allo stesso livello di quando l'aveva comprato. Non era veramente un drink. Era un permesso di sedersi. C'era sempre stata una manciata di vagabondi, anche su Ceres. Uomini e donne che avevano esaurito la loro fortuna. Senza un posto in cui andare, senza nessuno a cui chiedere favori. Nessuna connessione con la vasta rete dell'umanit. Aveva sempre provato una sorta di simpatia per quegli individui, una comunanza di spirito.
Ora faceva davvero parte di quella trib disconnessa.
Qualcosa di luminoso apparve sulla pelle della grande nave generazionale; forse una matrice di saldatura che posizionava un'intricata rete di sottili connessioni. Oltre la Nauvoo, annidata nella continua attivit della Stazione di Tycho, simile a un alveare, c'era quella sorta di mezza arca che era la Rocinante, come una casa che un tempo era stata anche sua. Conosceva la storia di Mos, che vedeva una terra promessa in cui non sarebbe mai entrato. Miller si chiese come si sarebbe sentito il vecchio profeta se fosse stato fatto entrare per un istante - un giorno, una settimana, un anno - e poi ricacciato nel deserto. Sarebbe stato pi dolce non lasciare mai quelle lande desolate. Pi sicuro.
Accanto a lui, Juliette Mao lo guardava dall'angolino della sua mente, che Miller aveva ricavato apposta per lei.
Avrei dovuto salvarti, pens. Avrei dovuto ritrovarti. Trovare la verit.
E non l'hai fatto?
Lui le sorrise e lei gli restitu il sorriso, stanca del mondo tanto quanto lo era lui. Certo che l'aveva fatto. L'aveva trovata, aveva scoperto chi fosse stato a ucciderla, e Holden aveva ragione. Si era vendicato. Aveva compiuto tutto ci che si era ripromesso di fare. Solo che tutto questo non l'aveva salvato.
Posso portarle qualcosa?
Per mezzo secondo, Miller pens che fosse stata Julie a parlare. La cameriera aveva gi aperto la bocca per chiederglielo una seconda volta quando Miller scosse la testa. No, lei non poteva. E, se anche fosse stata in grado di farlo, lui non poteva permetterselo.
Sapevi che non sarebbe durata, disse Julie. Holden, il suo equipaggio. Lo sapevi che non era il tuo posto, quello. Il tuo posto  qui con me.
Una botta improvvisa di adrenalina risvegli il suo cuore stanco. Miller si guard intorno, cercandola, ma Julie era sparita. Il suo riflesso autoindotto di attacco o fuga non gli lasciava spazio per quelle allucinazioni a occhi aperti. Eppure... Il tuo posto  qui con me.
Si chiese quante persone conoscesse che avessero finito per imboccare quella strada. I poliziotti avevano una lunga tradizione di suicidi, che affondava le sue radici in tempi ben precedenti all'epoca in cui l'umanit era uscita dal pozzo di gravit. Eccolo l, senza una casa, senza un amico, con pi sangue sulle mani in quell'ultimo mese di quanto non ne avesse accumulato in tutta la sua passata carriera. Lo strizzacervelli della centrale su Ceres la chiamava ideazione suicida' nella sua presentazione annuale alle squadre di sicurezza. Qualcosa a cui prestare attenzione, come i parassiti genitali o il colesterolo alto. Non era un grosso problema, se si stava attenti.
Per cui sarebbe stato attento. Per un po'. Per vedere dove andava a finire.
Si alz in piedi, esit per tre battiti, poi afferr il suo bicchiere di bourbon e lo scol d'un fiato. Coraggio liquido, lo chiamavano, e sembr funzionare. Tir fuori il terminale, inser una richiesta di connessione e cerc di ricomporsi. Non era ancora al capolinea. E, se doveva vivere, aveva bisogno di un lavoro.
Sabez nichts, Pampaw disse Diogo. Il ragazzino indossava una maglietta a rete e pantaloni tanto giovanili quanto orribili; nella sua vita precedente, Miller l'avrebbe probabilmente catalogato come troppo giovane per conoscere qualche informazione utile. Ora Miller era in attesa. Se c'era qualcosa che poteva estorcere una promessa a Diogo, era la prospettiva di far ottenere a Miller un buco tutto suo. Il silenzio si protrasse. Miller si costrinse a non parlare per paura di dover supplicare.
Be'... disse Diogo cautamente. Be'. C' un hombre che potrebbe potere. Solo braccio e occhio.
Il lavoro di guardia di sicurezza mi sta bene rispose Miller. Qualsiasi cosa che possa aiutarmi a pagare le bollette.
Il conversa  do. Sento cosa  detto.
Ti sar grato per quello che potrai fare rispose Miller, poi fece un gesto verso il letto. Ti spiace se...?
Mi cama es tu cama disse Diogo. Miller si sdrai.
Diogo entr nella piccola doccia, e il rumore dell'acqua sulla pelle affog quello del riciclatore d'aria. Miller non aveva vissuto in circostanze fisiche tanto intime dal suo matrimonio, nemmeno su una nave. Eppure, non si sarebbe spinto tanto in l da definire Diogo un amico.
Su Tycho c'erano meno opportunit di quanto avesse sperato, e non aveva molte referenze. Le poche persone che lo conoscevano non erano propense a parlare in suo favore. Ma doveva pur esserci qualcosa. Tutto ci che gli serviva era un modo per ricostruirsi, per ricominciare da capo e diventare qualcuno di diverso da chi era stato fino ad allora.
Dando per scontato, naturalmente, che la Terra o Marte - chiunque fosse uscito vincitore dalla guerra - non decidesse di cancellare dal cielo l'APE e tutte le stazioni a essa leali. E che la protomolecola non uscisse fuori da Eros, portando sterminio su un altro pianeta. O su una stazione. O uccidendo lui. Ebbe un brivido passeggero al ricordo del campione di quella cosa che era ancora a bordo della Roci. Se fosse successo qualcosa, Holden e Naomi, Alex e Amos rischiavano di raggiungere Julie molto prima di lui.
Si disse che non era pi un suo problema. Per sperava che sarebbero stati bene. Voleva che stessero bene, anche se lui non stava bene affatto.
Ehi, Pampaw disse Diogo mentre apriva la porta sul corridoio pubblico. Hai sentito che Eros ha cominciato a parlare?
Miller si tir su appoggiandosi su un gomito.
S prosegu Diogo. Qualunque cosa sia quella merda, ha cominciato a trasmettere. Ci sono pure parole e altre merdate. Ho un video. Vuoi ascoltare?
No, pens Miller. No, quei corridoi li ho visti con i miei occhi. Quel che  successo a quelle persone, per poco non accadeva anche a me. Non voglio avere niente a che fare con quell'abominio.
Sicuro disse.
Diogo tir fuori il suo terminale palmare e digit qualcosa. Il terminale di Miller trill, segnalando di aver ricevuto un nuovo collegamento.
Chic perdda in plancia ne ha mischiato un po' con del bhangra disse Diogo, facendo un passo di danza con le anche. Tosta, eh?
Diogo e gli altri irregolari dell'APE avevano fatto breccia in una stazione di ricerca di altissimo valore, avevano affrontato una delle societ pi potenti e malvagie nella storia del potere e della malvagit. E ora facevano musica con le grida dei moribondi. O dei morti. Ci ballavano sopra nei loro club di quart'ordine. Come dev'essere, pens Miller; giovani e senz'anima.
Ma no. Non era giusto. Diogo era un bravo ragazzo. Era solo un po' ingenuo. L'universo se ne sarebbe occupato, con un po' di tempo a disposizione.
Tosta disse Miller. Diogo sorrise.
Il video era rimasto in coda, in attesa. L'ex poliziotto spense le luci, lasciando che la brandina sopportasse il suo peso nella pressione della rotazione. Non voleva sentire. Non voleva sapere. Ma doveva farlo.
All'inizio, il rumore non era niente; ronzii elettrici e fruscio elettrostatico incontrollato. Poi ci fu forse qualcosa in sottofondo, una musica. Un coro di viole che rimestavano insieme in un lungo, distante crescendo. Poi, con la stessa chiarezza di qualcuno che stava parlando in un microfono, giunse una voce.
Conigli e hamster. Ecologicamente squilibranti, rotondi e blu come raggi lunari. Agosto.
Quasi sicuramente non si trattava di una persona in carne e ossa. I sistemi computerizzati su Eros potevano generare un numero qualunque di dialetti e voci perfettamente convincenti. Di uomini, donne e bambini. E quanti milioni di ore di dati potevano esserci sui computer e nei depositi di memoria di tutta la stazione?
Un altro ronzio elettronico, come di fringuelli che volteggiavano in cerchio. Una nuova voce, stavolta femminile e dolce, con un battito insistente in sottofondo.
Il paziente lamenta un battito accelerato e sudori notturni. L'emergere della sintomatologia risale a tre mesi fa, ma con una storia...
La voce s'infiacch e il battito aument. Come un vecchio con dei fori da groviera svizzera nel cervello, il complesso sistema che era stato Eros stava morendo, cambiando, perdendo la testa. E, poich la Protogen l'aveva cablato tutto, ora Miller poteva starsene ad ascoltare mentre la stazione andava in rovina.
Non gliel'ho detto. Non gliel'ho detto. Non gliel'ho detto. L'alba. Non ho mai visto l'alba.
Miller chiuse gli occhi e sprofond verso il sonno, cullato dalla serenata di Eros. Mentre la sua coscienza si diluiva, s'immagin un corpo nel letto accanto a s, caldo e vivo, che respirava lentamente a tempo con il crescere e il diminuire del fruscio elettrostatico.
Il manager era un uomo magro, allampanato, con i capelli pettinati all'indietro sulla fronte come un'onda che non si infrangeva mai. L'ufficio si stringeva intorno a loro, ronzando di tanto in tanto quando l'infrastruttura - acqua, aria, energia - di Tycho incideva sulle sue risorse. Un giro d'affari costruito tra i condotti, improvvisato ed economico. Il fondo del fondo.
Mi dispiace disse l'uomo. Miller sent il suo stomaco indurirsi e sprofondare. Tra tutte le umiliazioni che l'universo aveva in serbo per lui, questa non l'aveva prevista. Lo rese furioso.
Pensa che non possa cavarmela? chiese, tenendo sotto controllo la voce.
Non  questo il punto rispose l'uomo rinsecchito. Il fatto  che... senta, detto tra noi, stiamo cercando un galoppino, ha presente? Il fratellino idiota di qualcuno che possa sorvegliare questo magazzino. Lei ha troppa esperienza... che ce ne facciamo dei protocolli di controllo antisommossa? O delle procedure investigative? Voglio dire... andiamo! Questo lavoro non prevede nemmeno un'arma di ordinanza.
Non m'importa replic Miller. Ho bisogno di qualcosa.
L'uomo allampanato sospir e si strinse nelle spalle alla maniera esagerata dei cinturiani.
Ha bisogno di qualcos'altro disse.
Miller cerc di non scoppiare a ridere, temendo che potesse suonare come un gesto di disperazione. Fiss la parete di plastica da due soldi alle spalle del manager finch il tipo non cominci a sentirsi a disagio. Era una trappola. Era troppo esperto per ricominciare tutto da capo. Sapeva troppe cose, per cui non poteva tornare indietro per ricominciare tutto dall'inizio.
E va bene disse alla fine, e il manager dall'altra parte della scrivania emise un sospiro, poi ebbe la grazia di apparire in imbarazzo.
Posso chiederle disse l'uomo allampanato perch ha lasciato il suo vecchio incarico?
Ceres  passata di mano spieg Miller, rimettendosi il cappello. Io non facevo parte della nuova squadra. Tutto qui.
Ceres?
Il manager sembr confuso, il che a sua volta confuse Miller. Diede un'occhiata al suo terminale palmare. L sopra c'era il suo curriculum lavorativo, proprio come l'aveva appena presentato. Il manager non poteva non averlo visto.
 l che ero disse Miller.
Per il lavoro di polizia. Ma io intendo l'ultimo incarico. Voglio dire, conosco il mondo, e capisco il non voler inserire l'attivit svolta per l'APE nel suo curriculum, ma deve rendersi conto che sappiamo tutti che ha fatto parte di questa cosa... ha presente, no, con la stazione? E tutto il resto.
Lei pensa che lavorassi per l'APE disse Miller.
L'uomo allampanato sbatt le palpebre.
S,  cos ammise.
Il che, dopotutto, era vero.
Niente era cambiato nell'ufficio di Fred Johnson, e al contempo tutto. I mobili, l'odore nell'aria, la sensazione di un'esistenza a met tra una sala di consiglio e un centro di comando e controllo. La nave generazionale fuori dalla finestra poteva essere di poco pi vicina al completamento, ma non era quello il punto. Era cambiata la posta in gioco, e quella che era stata una guerra adesso era qualcosa di diverso. Qualcosa di pi grande. Si vedeva negli occhi di Fred, nelle sue spalle pi strette.
Un uomo con le sue qualit potrebbe farci comodo disse Fred. Sono sempre le piccole cose che ci fanno inciampare. Come perquisire un uomo... questo genere di cose. Il reparto di sicurezza di Tycho se la cava bene ma, una volta fuori dalla stazione e in uno scontro a fuoco con un nemico determinato, non  pi cos abile.
Ha forse intenzione di farlo pi spesso? chiese Miller, cercando di assumere un tono scherzoso. Fred non rispose. Per un istante, Julie fu al fianco del generale. Miller li vide entrambi riflessi negli schermi; l'uomo pensieroso, il fantasma divertito. Forse Miller aveva frainteso tutto fin dall'inizio, e il divario tra la Fascia e i pianeti interni era qualcosa che andava ben oltre la politica e la gestione delle risorse. Sapeva bene quanto chiunque che la Fascia costringeva a una vita pi dura e pericolosa rispetto a Marte o alla Terra. Eppure c'era un richiamo che spingeva quegli uomini - gli uomini migliori - a uscire da quei pozzi di gravit per proiettarsi verso l'oscurit.
L'impulso di esplorare, di ampliare gli orizzonti, di lasciare la propria casa. Di andare il pi lontano possibile, fuori, nell'universo. E ora che la Protogen ed Eros offrivano l'opportunit di diventare degli di, di ricreare l'intera umanit in esseri che si sarebbero potuti spingere oltre ogni speranza e sogno meramente umani, Miller si rese conto di quanto sarebbe stato difficile per un uomo come Fred ignorare quella tentazione.
Ha ucciso Dresden disse Fred. Questo  un problema.
Doveva essere fatto.
Non ne sono sicuro replic Fred, ma il suo tono si fece cauto. Sondava il terreno. Miller sorrise, un po' mestamente.
 per questo che doveva essere fatto.
Una piccola risata tossicchiante disse a Miller che Fred capiva quel che intendeva. Quando il generale si volt per esaminarlo di nuovo, il suo sguardo era deciso.
Quando si arriver al tavolo dei negoziati, qualcuno dovr rispondere di quest'atto. Lei ha ucciso un uomo indifeso.
 cos riconobbe Miller.
Quando arriver quel momento, la consegner ai lupi come prima offerta negoziale. Non la protegger.
Non le chiederei di proteggermi replic Miller.
Anche se significasse essere un ex sbirro cinturiano in una prigione terrestre?
Era un eufemismo, e lo sapevano entrambi. Il tuo posto  qui con me, aveva detto Julie. E allora che importava, in fondo, come ci sarebbe arrivato?
Non ho rimpianti disse, e mezzo respiro dopo fu sorpreso di scoprire che era quasi vero. Se ci sar un giudice, l fuori, che vorr chiedermi qualcosa, io risponder. Sto cercando un lavoro, non protezione.
Fred si sedette sulla sua poltrona, con gli occhi socchiusi e pensosi. Miller si chin in avanti.
Mi mette in una posizione difficile disse Fred. Sta dicendo tutte le cose giuste. Ma ho difficolt a credere che si comporter di conseguenza. Tenerla sui miei libri contabili sarebbe rischioso. Potrebbe inficiare la mia posizione durante le negoziazioni di pace.
 un rischio ammise Miller. Ma sono stato sulle Stazioni di Eros e Thoth. Ho volato sulla Rocinante con Holden e il suo equipaggio. Quando si tratter di analizzare la protomolecola e come abbiamo fatto a ficcarci in questo casino, nessun altro sar in una posizione migliore per fornirvi informazioni. Potr sempre dire che sapevo troppo. Che ero troppo importante per lasciarmi andare.
O troppo pericoloso.
O quello. Certo.
Rimasero in silenzio per un istante. Sulla Nauvoo, una fila di luci brill d'oro e verde in un test di funzionamento, poi si spense.
Consulente per la sicurezza disse Fred. Indipendente. Non le conferir alcun rango.
Sono troppo sporco per l'APE, pens Miller divertito.
Se  compreso anche l'alloggio, ci sto rispose. Solo finch non fosse finita la guerra. Dopo, sarebbe stato carne per la macchina. Andava bene cos. Fred si appoggi allo schienale. La sua poltrona sibil piano adattandosi alla nuova posizione.
E va bene disse Fred. Ecco il suo primo incarico: mi fornisca la sua analisi. Qual  il mio problema maggiore?
Contenimento rispose Miller.
Lei crede che io non riesca a tenere sotto silenzio le informazioni sulla Stazione di Thoth e sulla protomolecola?
Certo che non pu riuscirci disse Miller. Tanto per cominciare, sono in troppi a sapere. Inoltre, uno di questi  Holden e, se non ha gi trasmesso la notizia su tutte le frequenze, lo far presto. Aggiunga che non pu stringere un accordo di pace senza spiegare che diavolo stia succedendo. Presto o tardi, verr fuori.
E che cosa consiglia?
Per un secondo, Miller fu di nuovo nell'oscurit, con i gemiti della stazione morente che gli riempivano le orecchie. Le voci dei morti lo chiamavano attraverso il vuoto.
Difendere Eros rispose. Tutte le parti vorranno un campione della protomolecola. Controllare l'accesso sar l'unico modo di ottenere un posto a quel tavolo.
Fred ridacchi.
Bella pensata disse. Ma come crede che possiamo difendere un oggetto della taglia della Stazione di Eros quando la Terra e Marte metteranno in campo le loro marine militari?
Era una buona osservazione. Miller sent una fitta di rimpianto. Anche se Julie Mao, la sua Julie, era morta e sepolta, sembrava sleale doverlo dire.
E allora dovr sbarazzarsene disse.
E come potrei farlo? replic Fred. Anche se tempestassimo la stazione di testate nucleari, come faremmo a essere sicuri che nemmeno un frammento di quell'affare non riesca a filtrare e a farsi strada verso una colonia o gi per un pozzo di gravit? Far esplodere quella cosa sarebbe come soffiare via la lanugine di un dente di leone nel vento.
Miller non aveva mai visto un dente di leone, ma capiva il problema. Anche una minima porzione di quella fanghiglia che riempiva Eros sarebbe potuta bastare a far ripartire da capo l'intero malefico esperimento. E la fanghiglia si nutriva di radiazioni; far brillare la stazione avrebbe potuto affrettare i progressi della protomolecola verso il suo obiettivo occulto invece che bloccarli. Per essere sicuri che quella mostruosit non si diffondesse mai, avrebbero dovuto distruggere tutto ci che era presente sulla stazione disgregandolo fino alle minime componenti atomiche.
Ah disse Miller.
Ah?
S. Non le piacer.
Mi metta alla prova.
E va bene. L'ha chiesto lei. Bisogna spingere Eros verso il sole.
Verso il sole disse Fred. Ha idea della massa di cui stiamo parlando?
Miller annu in direzione dell'ampia, chiara estensione della finestra, verso il cantiere a pochi metri da l. Verso la Nauvoo.
Avete dei motori belli grossi, su quell'affare osserv Miller. Mandi qualche nave veloce intorno alla stazione, si assicuri che nessuno possa entrare finch non arrivate l. Faccia schiantare la Nauvoo addosso alla Stazione di Eros, e la spinga verso il Sole.
Lo sguardo di Fred si fece assorto mentre pianificava, calcolava.
Bisognerebbe assicurarsi che nessuno vi acceda prima del contatto con la corona. Sar difficile, ma la Terra e Marte sono entrambi interessati a impedire all'altro di mettere le mani sulla protomolecola tanto quanto a ottenerla per s stessi.
Mi dispiace di non aver potuto fare di meglio, Julie, pens Miller. Ma sar un funerale spettacolare.
Il respiro di Fred si fece lento e profondo; lo sguardo brillava come se stesse leggendo qualcosa nell'aria, che soltanto lui poteva vedere. Miller non interruppe i suoi pensieri, nemmeno quando il silenzio si fece pesante. Pass quasi un minuto prima che Fred emettesse un secco respiro percussivo.
I mormoni non la prenderanno bene disse.

45.

Holden

Naomi parlava nel sonno. Era una delle decine di cose che Holden non sapeva di lei prima di quella sera. Anche se avevano dormito sui sedili a meno di un metro di distanza l'uno dall'altra in molte occasioni, non l'aveva mai sentita. Ora, con il viso di lei posato sul petto, percepiva le labbra che si muovevano e le soffici, accentuate esalazioni delle parole. Non riusciva a distinguere quel che diceva.
Aveva anche una cicatrice sulla schiena, appena sopra il gluteo sinistro. Era lunga quasi dieci centimetri e aveva i bordi irregolari e frastagliati che derivavano da uno strappo piuttosto che da un taglio. Naomi non era tipo da farsi accoltellare in una rissa da bar, per cui doveva essere accaduto a lavoro. Forse mentre risaliva negli angusti spazi della sala macchine, e la nave aveva compiuto una manovra inaspettata. Un chirurgo plastico competente avrebbe potuto farla sparire con una seduta. Il fatto che non si fosse presa la briga di farlo e che chiaramente non le importasse era un'altra cosa che Holden aveva imparato su di lei quella sera.
Naomi smise di mormorare e schiocc le labbra un po' di volte, poi disse: Sete.
Holden scivol via da sotto di lei e si diresse in cucina, sapendo che quella era l'ossequiosit che accompagnava sempre ogni nuova amante. Nelle due settimane seguenti, non sarebbe riuscito a impedirsi di soddisfare ogni possibile capriccio di Naomi. Era un comportamento che alcuni uomini si portavano nei geni; il loro DNA voleva assicurarsi che quella prima volta non fosse soltanto una coincidenza.
La stanza di Naomi era diversa dalla sua, e quell'improvvisa estraneit lo rese goffo mentre avanzava nel buio. Annasp per qualche minuto in cucina, alla ricerca di un bicchiere. Quando l'ebbe trovato, riempito e fu tornato nell'altra stanza, Naomi era seduta nel letto. Le lenzuola le si erano raccolte in grembo. La vista di lei, mezza nuda nella stanza fiocamente illuminata, gli procur un'imbarazzante erezione.
Naomi fece scorrere lo sguardo sul suo corpo, soffermandosi all'altezza della vita, poi sul bicchiere d'acqua, e disse:  per me, quello?
Holden non sapeva a quale delle due cose si riferisse, per cui si limit a rispondere: S.
Dormi?
Il viso di Naomi riposava sul suo addome; respirava piano e profondamente ma, sorprendendolo, gli rispose: No.
Possiamo parlare?
Naomi rotol via e sollev finch il suo viso non fu vicino a quello di Holden sul cuscino. Una ciocca di capelli le ricadde sugli occhi, e il capitano allung una mano e la spost; un gesto che gli parve tanto intimo e di possesso che dovette deglutire un nodo che gli si era formato in gola.
Hai intenzione di fare sul serio, con me? chiese lei, con gli occhi socchiusi.
S,  cos rispose lui, baciandola sulla fronte.
Il mio ultimo amante  stato pi di un anno fa disse lei. Sono una monogama seriale, per cui, per quanto mi riguarda, questo sarebbe un accordo di esclusiva finch uno di noi due decider altrimenti. Fintantoch sar avvertita in anticipo che hai stabilito d'interrompere l'accordo, non ci saranno risentimenti. Sono aperta all'idea che sia qualcosa di pi che semplice sesso, ma secondo la mia esperienza questo succeder da s, se cos dev'essere. Ho degli ovuli conservati su Europa e Luna, se la cosa t'interessa.
Naomi si rialz su un gomito, mettendo il viso sopra quello di Holden.
Ho previsto tutto? chiese.
No rispose lui. Ma acconsento ai termini dell'accordo.
Lei si ributt sul letto, di schiena, lasciando uscire un sospiro soddisfatto.
Bene.
Holden avrebbe voluto abbracciarla, ma si sentiva troppo accaldato e appiccicoso per il sudore, per cui si limit a cercarle la mano e a prenderla nella sua. Avrebbe voluto aggiungere che tutto ci voleva gi dire qualcosa, che per lui era gi pi di una semplice notte di sesso, ma ogni parola che gli veniva in mente sembrava falsa o eccessivamente sdolcinata.
Grazie disse alla fine, ma Naomi stava gi russando dolcemente.
La mattina dopo fecero di nuovo sesso. Dopo una lunga notte con troppo poco sonno, per Holden fu pi uno sforzo che un atto liberatorio, ma c'era del piacere anche in quello, come se del sesso meno strabiliante significasse qualcosa di diverso, pi divertente, pi delicato di quello che avevano gi fatto insieme. Dopo, Holden and in cucina e prepar il caff, portandolo a letto su un vassoio. Lo bevvero senza parlare, mentre un po' della timidezza che erano riusciti a vincere la notte prima si faceva di nuovo strada nella mattina artificiale dei LED della stanza.
Naomi pos la sua tazza vuota sul vassoio e tocc il bozzo mal guarito sul naso di Holden.
 orribile? chiese il capitano.
No rispose lei. Prima eri troppo perfettino. Cos ti conferisce pi sostanza.
Holden scoppi a ridere. Sembra pi un modo per descrivere un grassone o un professore di storia.
Naomi sorrise e gli accarezz delicatamente il petto con la punta delle dita. Non era un tentativo di eccitarlo, ma solo l'esplorazione che veniva naturale quando la saziet aveva rimosso il sesso dall'equazione. Holden cerc di ricordare l'ultima volta in cui la fredda razionalit che seguiva il sesso era stata cos gradevole, ma forse non lo era stata mai. Architett diversi piani per poter passare il resto della giornata nel letto di Naomi, ripassando a mente una lista di ristoranti della stazione che facevano consegne a domicilio, quando il suo terminale cominci a ronzare sul comodino.
Porca puttana esclam.
Non devi rispondere per forza disse Naomi, proseguendo la sua esplorazione sulla pancia.
C'eri anche tu in questi ultimi due mesi, giusto? chiese Holden. A meno che non abbiano sbagliato numero, probabilmente sar una qualche roba da apocalisse del sistema solare, e abbiamo cinque minuti per evacuare la stazione.
Naomi lo baci sul costato, cosa che lo solletic e contemporaneamente gli fece rivedere la precedente decisione sul suo periodo refrattario.
Non  divertente disse lei.
Holden sospir e raccolse il terminale dal tavolino. Mentre squillava di nuovo, sullo schermo comparve il nome di Fred.
 Fred disse.
Naomi smise di baciarlo e si mise a sedere.
Gi. Probabilmente non sono buone notizie, allora.
Holden premette con un dito sullo schermo per accettare la chiamata e disse: Fred.
Jim. Passi dal mio ufficio appena pu.  importante.
Va bene rispose Holden. Mezz'ora e sono l.
Chiuse la chiamata e tir il palmare sulla pila di vestiti che aveva lasciato ai piedi del letto, dall'altra parte della stanza.
Vado a farmi una doccia e poi a vedere che cos' che vuole Fred disse, gettando via le lenzuola e alzandosi dal letto.
Vuoi che venga anch'io? chiese Naomi.
Scherzi? Non ti lascer pi stare lontano da me, nemmeno per un istante.
Non fare l'appiccicoso, adesso rispose Naomi; mentre lo diceva per gli fece un gran sorriso.
La prima spiacevole sorpresa fu Miller, seduto nell'ufficio di Fred quando arrivarono. Holden lo salut con un breve cenno del capo, poi disse a Fred: Eccoci. Che succede?
Fred fece loro segno di sedersi e, quando ebbero obbedito, disse loro: Abbiamo discusso il da farsi con Eros.
Holden si strinse nelle spalle. Okay. Di che si tratta?
Miller crede che qualcuno cercher di atterrare laggi e di recuperare qualche campione della protomolecola.
Non ho difficolt a credere che qualcuno potrebbe effettivamente essere tanto stupido disse Holden, annuendo.
Fred si alz e picchiett qualcosa sulla sua scrivania. Gli schermi che normalmente mostravano una vista del cantiere della Nauvoo, all'esterno, passarono di colpo a far vedere una mappa in due dimensioni del sistema solare, con dei piccoli puntini luminosi di colori diversi a illustrare la posizione delle flotte militari. Un rabbioso sciame di puntini verdi circondava Marte. Holden dedusse che fossero le navi della Terra. Tra la Fascia e i pianeti esterni c'erano un sacco di puntini rossi e gialli. I rossi dovevano essere Marte, quindi.
Bella mappa disse Holden.  accurata?
Ragionevolmente rispose Fred. Con pochi tocchi sulla sua scrivania, zum l'immagine su una porzione della Fascia. Un grumo a forma di patata etichettato come Eros' riemp il centro dello schermo. Due piccoli puntini verdi si avvicinavano poco per volta da diversi metri di distanza.
Quella  la nave di ricerca scientifica terrestre Charles Lyell, che avanza verso Eros a tutta velocit.  accompagnata da quello che pensiamo essere un veicolo di scorta di classe Phantom.
La cugina terrestre della Roci disse Holden.
Be', la classe Phantom  un modello pi vecchio, e largamente relegata a incarichi di livello minore, ma  comunque pi che sufficiente per fare le scarpe a qualsiasi cosa l'APE sia in grado di mettere in campo in tempi rapidi replic Fred.
Esattamente il tipo di veicolo che userei per fare da scorta a una nave di ricerca scientifica, quindi disse Holden. Come hanno fatto a essere gi qui? E perch soltanto in due?
Fred allarg la visuale sulla mappa finch non torn a illustrare l'intero sistema solare.
Per puro caso. La Lyell era di ritorno sulla Terra dopo una missione di mappatura di asteroidi non cinturiani, quando ha cambiato rotta verso Eros. Era vicina; nessun altro lo era. La Terra deve aver intravisto l'opportunit di raccogliere un campione mentre tutti gli altri stavano ancora cercando di capire come muoversi.
Holden guard Naomi, ma il suo viso era impenetrabile. Miller lo fissava come un entomologo che studiava il punto migliore in cui infilare l'ago.
Quindi sanno tutto? chiese Holden. Della Protogen e di Eros?
Cos crediamo chiese Fred.
E vuole che li scacciamo? Voglio dire, credo sia possibile, ma funzioner soltanto finch la Terra non invier altre navi a supporto. Non riusciremo a guadagnare molto tempo.
Fred sorrise.
Non ce ne servir molto disse. Abbiamo un piano.
Holden annu, aspettando di sentirlo, ma Fred si sedette e si appoggi allo schienale della poltrona. Miller si alz e cambi la vista sullo schermo fino a un'immagine ravvicinata della superficie di Eros.
Ora finalmente sapremo perch Fred continua a tenersi intorno questo sciacallo, pens Holden, ma non disse niente.
Miller indic l'immagine di Eros.
Eros  una vecchia stazione. Con molte ridondanze, molti fori sulla sua pelle, perlopi piccoli portelloni di manutenzione inizi a spiegare l'ex detective. I moli principali sono divisi in cinque grossi gruppi attorno alla stazione. Pensiamo di inviare sei navi cargo di supporto verso Eros assieme alla Rocinante. La Roci impedir alla nave di ricerca scientifica di attraccare mentre i cargo si poseranno sulla stazione, uno per ogni gruppo di moli.
Avete intenzione di far entrare qualcuno l dentro? chiese Holden.
Non dentro rispose Miller. Soltanto sopra. Lavoro di superficie. Comunque sia, il sesto cargo evacuer gli equipaggi una volta che gli altri saranno attraccati. Ogni cargo abbandonato avr un paio di dozzine di testate a fusione ad alto impatto collegate con i sensori di prossimit della nave. Qualsiasi cosa tenti di attraccare provocher un'esplosione di qualche centinaio di megatoni. Dovrebbe bastare a far fuori qualunque nave in avvicinamento ma, se anche cos non fosse, i moli sarebbero troppo slabbrati per consentire l'attracco.
Naomi si schiar la gola. Ehm... le Nazioni Unite e Marte dispongono entrambi di squadre di artificieri. Troveranno un modo per superare le vostre trappole esplosive.
Se ne avessero il tempo concord Fred.
Miller prosegu, come se non fosse stato interrotto.
Le bombe sono soltanto una seconda linea deterrente. Prima la Rocinante, poi le bombe. Stiamo cercando di dare tempo sufficiente alle squadre di Fred per finire di preparare la Nauvoo.
La Nauvoo? disse Holden e, mezzo secondo dopo, Naomi fece un fischio sordo. Miller annu verso di lei, quasi come se stesse accettando un applauso.
La Nauvoo si lancer in una lunga corsa parabolica, raggiungendo un'elevata velocit. Colpir Eros con un'accelerazione e un angolo calcolati per spingere la stazione verso il sole. E azioner anche le testate. Tra l'energia dell'impatto e le testate a fusione, pensiamo che la superficie di Eros sar abbastanza calda e radioattiva da friggere qualsiasi cosa cerchi di atterrare l finch non sar troppo tardi concluse Miller, poi torn a sedersi. Alz gli occhi come se stesse aspettando una qualche reazione.
Questa  stata un'idea tua? chiese Holden a Miller.
La parte della Nauvoo, s. Ma non sapevamo della Lyell quando ne abbiamo discusso per la prima volta. La faccenda delle trappole esplosive  pi o meno improvvisata. Credo che funzioner, per. Ci far guadagnare il tempo che ci serve.
Sono d'accordo disse Holden. Dobbiamo mantenere Eros fuori dalla portata di chiunque, e non vedo un modo migliore per farlo. Ci sto. Scacceremo la nave di ricerca scientifica mentre voi farete quel che dovete.
Fred si sporse sulla poltrona con uno scricchiolio e disse: Sapevo che sareste stati dei nostri. Miller era pi scettico.
Sparare un milione di persone nel sole sembrava una cosa che avrebbe potuto farti tirare indietro disse il detective con un sorriso privo di allegria.
Non c' pi niente di umano su quella stazione. Qual  il tuo ruolo in tutto questo? Fai il consulente dalle retrovie, ora?
Gli usc con un tono pi aggressivo di quanto non intendesse, ma Miller non sembr prendersela.
Coordinamento squadre di sicurezza.
Squadre di sicurezza? A che gli servir la sicurezza?
Miller sorrise. Tutti i suoi sorrisi sembravano quelli di un uomo a cui veniva raccontata una barzelletta a un funerale.
In caso qualcosa dovesse strisciare fuori da un portellone per cercare di farsi dare un passaggio disse.
Holden si accigli. Non mi piace pensare che quella roba sia in grado di andarsene in giro per il vuoto. Non mi piace per niente.
Una volta che porteremo la temperatura di superficie di Eros a diecimila gradi centigradi, credo che non avr pi molta importanza replic Miller. Fino ad allora, meglio essere prudenti.
Holden si trov a desiderare di poter mostrare la stessa sicurezza del detective.
Quali sono le possibilit, invece, che l'impatto e le detonazioni spacchino Eros in milioni di frammenti e li disperdano in tutto il sistema solare? chiese Naomi.
Fred ha messo al lavoro i suoi migliori ingegneri per calcolare ogni cosa fino all'ultimo decimale, per assicurarci che non accadr rispose Miller. La Tycho ha aiutato a costruire Eros, all'inizio. Hanno tutti i progetti.
Allora disse Fred. Occupiamoci degli ultimi dettagli dell'accordo.
Holden attese.
Avete ancora la protomolecola disse Fred.
Holden annu di nuovo. E...?
E... rispose Fred. E l'ultima volta che vi abbiamo spediti in missione, la vostra nave  stata quasi distrutta. Una volta che Eros sar stata nuclearizzata, sar l'unico campione in circolazione, oltre a ci che potrebbe essere ancora su Phoebe. Non riesco a trovare alcun motivo per permettervi di tenerlo. Voglio che rimanga qui su Tycho quando partirete.
Holden si alz, scuotendo la testa.
Lei mi piace, Fred, ma non ho intenzione di consegnare quella roba a nessuno che possa considerarla come un elemento di trattativa.
Non credo che abbia molte... cominci a dire Fred, ma Holden alz un dito per interromperlo. Mentre Fred lo fissava sorpreso, tir fuori il suo terminale e apr la linea di comunicazione con l'equipaggio.
Alex, Amos, siete a bordo della nave?
Ci sono rispose Amos un istante dopo. Sto finendo di fare una...
Chiudila disse Holden, interrompendolo. Immediatamente. Sigillala. Se non ti richiamo tra un'ora, e se qualcuno che non sia io cerca di salire a bordo, lascia il molo e allontanati da Tycho alla massima velocit possibile. Scegli tu la direzione. Fatti largo sparando, se devi. Ricevuto?
Forte e chiaro, cap esclam Amos. Se Holden gli avesse chiesto di andargli a prendere una tazza di caff, Amos avrebbe risposto esattamente alla stessa maniera.
Fred continuava a fissarlo incredulo.
Non forzi la mano, Fred disse Holden.
Se pensa di potermi minacciare, si sbaglia di grosso rispose Fred, con voce inespressiva e spaventosa.
Miller scoppi a ridere.
Qualcosa la diverte? chiese Fred.
Quella non era una minaccia rispose Miller.
Ah, no? E come la definirebbe?
Un'accurata fotografia dei fatti disse Miller. Si stir lentamente mentre parlava. Se ci fosse stato Alex, a bordo, avrebbe potuto pensare che il capitano stesse cercando di intimidire qualcuno, e magari si sarebbe tirato indietro all'ultimo minuto. Ma Amos... Amos si far largo a cannonate, se deve, anche se significa che verr abbattuto con tutta la nave.
Fred si accigli e Miller scosse la testa.
Non  un bluff disse Miller. Non cerchi di vederlo.
Fred strinse gli occhi e Holden si chiese se in fin dei conti non si fosse spinto troppo in l con quell'uomo. Non sarebbe stato certamente il primo a essere fucilato su ordine di Fred Johnson. E accanto a lui c'era Miller. Quello squilibrato di un detective era capace di sparargli al minimo indizio che qualcuno potesse pensare che fosse una buona idea. Il semplice fatto che Miller fosse l presente aveva scosso ogni fiducia che Holden nutriva nei confronti di Fred.
Il che rese la situazione ancor pi sorprendente quando fu proprio Miller a salvarlo.
Ascolti disse il detective. Il fatto  che Holden  la persona migliore per portarsi appresso quella merda finch lei non avr deciso cosa farci.
Provi a convincermi replic Fred, con voce tesa per la rabbia.
Una volta che Eros sar andata, lui e la Roci se ne rimarranno con il culo scoperto. Qualcuno potrebbe essere abbastanza arrabbiato da bersagliarlo con una testata nucleare anche soltanto per principio.
E perch mai questo dovrebbe rendere pi sicuro lasciare a lui la cassaforte? chiese Fred, ma Holden aveva capito il concetto di Miller.
Potrebbero essere meno inclini a farmi saltare in aria se gli facessimo sapere che sono io ad avere il campione e tutte le annotazioni della Protogen spieg.
Non renderebbe pi sicuro il campione disse Miller. Ma sar pi probabile che la missione abbia successo. Ed  questo che conta, giusto? Inoltre, Holden  un idealista continu. Provi a offrire a Holden il suo peso in oro, e lui si limiter a offendersi perch ha cercato di corromperlo.
Naomi rise. Miller le scocc un'occhiata, si accord con il suo sorriso con un angolo della bocca, poi si volt verso Fred.
Sta forse dicendo che ci si pu fidare di lui, e non di me? domand Fred.
Stavo pensando pi all'equipaggio rispose Miller. Holden ha poca gente, e tutti fanno quello che dice. Pensano che sia un giusto, per cui si comportano di conseguenza.
La mia gente mi segue replic Fred.
Il sorriso di Miller era cauto e inattaccabile.
C' un sacco di gente all'interno dell'APE disse.
La posta in gioco  troppo alta ribatt Fred.
Lei ha scelto la carriera sbagliata, per giocare in sicurezza disse Miller. Non sto dicendo che sia un piano perfetto. Solo che non ne trover uno migliore.
Gli occhi a fessura di Fred brillarono di frustrazione e rabbia. La mascella si mosse silenziosa per qualche istante prima che giungesse la sua risposta.
Capitano Holden. Sono deluso dalla sua mancanza di fiducia, dopo tutto ci che ho fatto per lei e i suoi.
Se la razza umana esister ancora tra un mese, mi scuser rispose Holden.
Porti il suo equipaggio su Eros prima che cambi idea.
Holden si alz, salut Fred con un cenno del capo e se ne and. Naomi usc al suo fianco.
Wow, c' mancato poco disse lei sottovoce.
Una volta lontani dall'ufficio, Holden disse: Credo che Fred fosse a tanto cos dall'ordinare a Miller di spararmi.
Miller  dalla nostra parte. Non l'hai ancora capito?

46.

Miller

Quando aveva preso le parti di Holden contro il suo nuovo datore di lavoro, Miller era consapevole che ci sarebbero state delle conseguenze. La propria posizione nei confronti di Fred e dell'APE era gi debole in partenza, e far presente che Holden e il suo equipaggio erano non soltanto pi zelanti ma anche pi fidati della gente di Fred non era la cosa giusta da fare in luna di miele. Il fatto che fosse la verit non faceva che peggiorare le cose.
Si era aspettato una sorta di ritorsione. Sarebbe stato ingenuo a non farlo.
Alzatevi, o uomini di Dio, siate uniti' cantavano i manifestanti. Aprite la porta ai giorni di fratellanza, e serratela alla notte del peccato...'
Miller si tolse il cappello e pass le dita tra i capelli che diradavano. Non sarebbe stata una bella giornata.
L'interno della Nauvoo mostrava pi giunti e complicazioni di quanto non suggerisse la chiglia esterna. Lunga due chilometri, i suoi progettisti l'avevano disegnata per essere qualcosa di pi di una grossa nave. Grandi livelli impilati gli uni sugli altri; ponti a travata in lega elaborati organicamente con ci che sarebbero state radure dall'aspetto bucolico... L'intera struttura riecheggiava le grandi cattedrali della Terra e di Marte, elevandosi nello spazio e conferendo cos stabilit gravitazionale d'accelerazione e dando maggior gloria a Dio. C'erano ancora soltanto ossature metalliche e orditure di substrati agricoli, ma Miller vedeva bene che direzione avrebbe intrapreso il tutto.
Una nave generazionale era una dichiarazione di ambizione onnicomprensiva e di profonda fede. I mormoni lo sapevano bene. Avevano abbracciato quel progetto. Avrebbero costruito una nave che era al contempo preghiera, compassione e celebrazione. La Nauvoo sarebbe stato il pi grande tempio che l'umanit avesse mai edificato. Avrebbe guidato il suo gregge attraverso gli invalicabili golfi dello spazio interstellare, sarebbe stata la migliore speranza del genere umano di raggiungere le stelle.
Se non fosse stato per lui.
Vuoi che li gassiamo, Pampaw? chiese Diogo.
Miller consider i manifestanti; a occhio e croce potevano essere in duecento, disposti a catena lungo le rampe di accesso e i condotti di lavorazione. I montacarichi e le gru industriali rimanevano immobili, con gli schermi spenti e le batterie azzerate.
S, probabilmente dovremmo sospir Miller.
La squadra di sicurezza, la sua squadra, contava meno di tre dozzine di uomini e donne. Individui uniti pi dai loro bracciali dell'APE che dall'addestramento ricevuto, dall'esperienza, dalla lealt o dalla politica. Se i mormoni avessero scelto la via della violenza, sarebbe stato un bagno di sangue. Se avessero indossato le tute ambientali, la loro protesta sarebbe potuta andare avanti per ore. Forse per giorni. Diogo diede il segnale e, tre minuti pi tardi, quattro piccole comete tracciarono un arco nello spazio a gravit zero, lasciandosi dietro scie esitanti di NNLP-alpha e tetraidrocannabinolo.
Era lo strumento di controllo antisommossa pi blando e delicato che avessero in arsenale. Se qualcuno dei contestatori avesse avuto problemi polmonari, sarebbe probabilmente stato in pericolo ma, nell'arco di mezz'ora, si sarebbero tutti ritrovati in uno stato di rilassato torpore, fatti come pigne. NNLPa e THC era una combinazione che Miller non aveva mai usato su Ceres. Se avessero provato a metterla in magazzino, sarebbe stata rubata per i festini della centrale. Cerc di trarre un po' di conforto da quel pensiero. Come se avesse potuto compensare le vite di sogni e di fatica che stava mandando in fumo.
Accanto a lui, Diogo scoppi a ridere.
Gli ci vollero tre ore per completare un primo rastrellamento sulla nave, e altre cinque per acciuffare tutti i clandestini che si erano nascosti nei condotti e nelle stanze blindate, in attesa di dichiarare la loro presenza all'ultimo momento per sabotare la missione. Mentre venivano portati via in lacrime dalla nave, Miller si chiese se non avesse appena salvato le loro vite. Se tutto ci che avesse fatto nella sua vita fosse stato evitare a Fred Johnson la scelta di dover decidere tra il mandare a morire una manciata di innocenti sulla Nauvoo e il rischiare di tenersi Eros con i pianeti interni in agguato, in fondo non sarebbe stato male.
Non appena Miller diede il via libera, la squadra tecnica dell'APE si mise in azione, riattivando gru ed elevatori, riparando le centinaia di piccoli atti di sabotaggio che avrebbero impedito ai motori della Nauvoo di accendersi, portando fuori l'equipaggiamento che volevano salvare. Miller osserv montacarichi industriali, abbastanza grandi da ospitare una famiglia di cinque persone, spostare cassa dopo cassa, portando fuori cose che erano state appena portate dentro. I moli erano affollati come quelli di Ceres a met turno. Miller si aspettava quasi di vedere i suoi vecchi compagni di lavoro aggirarsi tra gli stivatori e i tubi di carico, mantenendo quella che passava per pace.
Nei momenti pi tranquilli, impostava il suo terminale palmare sui canali di Eros. Quando era bambino, c'era stata un'artista molto in voga... Jila Sorormaya, si chiamava. Da quel che ricordava, l'artista aveva intenzionalmente corrotto degli apparati d'immagazzinamento dei dati per poi far passare il loro flusso attraverso il suo impianto musicale. Era finita nei guai quando alcuni dei codici riservati del software dell'apparato d'immagazzinamento erano passati nella sua musica ed erano stati postati. Miller non era un tipo sofisticato. Aveva semplicemente pensato che un'altra artista svitata si sarebbe dovuta trovare un lavoro vero, e che l'universo non poteva che essere un posto migliore per questo.
Ascoltando la trasmissione radio di Eros - Radio Eros Libera, l'aveva chiamata - pens che forse era stato un po' troppo severo con la povera Jila. Gli stridii e i sussurri sovrapposti, il flusso di rumori insensati punteggiati da voci erano inquietanti e coinvolgenti. Proprio come quella marea di dati violati, era la musica della corruzione.
...blot away the pus so that they may feel better...'
...ja min nousivat kuolleista ja halventaa kohtalo pakottaa minut ja siskoni...'
...fa' quel che devi...'
Aveva ascoltato quelle parole per ore, individuando le singole voci. Una volta, l'intero canale aveva vacillato, andando e venendo come un altoparlante sull'orlo della rottura. Soltanto dopo che ebbe ripreso a trasmettere normalmente, Miller si chiese se quei momenti di silenzio fossero stati una sorta di codice morse. Si appoggi alla paratia, con l'immensa massa della Nauvoo che torreggiava sopra di lui. Una nave non ancora nata e gi segnata per il sacrificio. Julie era seduta accanto a lui, con gli occhi puntati verso l'alto. I suoi capelli le fluttuavano intorno al viso; i suoi occhi non smettevano mai di sorridere. Miller era grato a qualunque artificio dell'immaginazione avesse impedito che la sua Juliette Andromeda Mao tornasse da lui con l'aspetto del suo cadavere.
Sarebbe stato una bella roba, eh?, disse lei. Volare nel vuoto senza una tuta. Dormire per cento anni e risvegliarsi nella luce di un sole diverso.
Non gli ho sparato abbastanza in fretta, a quello stronzo disse Miller ad alta voce.
Avrebbe potuto darci le stelle.
Una nuova voce s'intromise. Una voce umana, vibrante di rabbia.
Anticristo!
Miller sbatt le palpebre, tornando alla realt, e spense il canale di Eros. Un veicolo di trasporto prigionieri si avviava pigramente lungo il molo, con una dozzina di tecnici mormoni incatenati ai suoi pali di contenimento. Uno di loro era un giovane uomo con il viso butterato e gli occhi carichi di odio. Stava fissando Miller.
Sei l'Anticristo, sei solo una caricatura di essere umano! Dio ti conosce! Si ricorder di te!
Miller si tocc il cappello in segno di saluto mentre i prigionieri venivano portati via.
Le stelle stanno molto meglio senza di noi disse, troppo piano perch qualcuno potesse udirlo a parte Julie.
Una dozzina di rimorchiatori precedevano la Nauvoo, con la ragnatela di nanotubi da traino invisibile da quella distanza. Tutto ci che Miller vide fu quell'enorme mostro, che faceva parte di Tycho quanto le paratie e l'aria che respiravano, spostarsi nel suo letto, stirarsi e cominciare a muoversi. I razzi propulsori dei rimorchiatori illuminavano lo spazio interno della stazione, scintillando nelle loro manovre perfettamente coreografate come tante luci di Natale, e un brivido quasi subliminale attravers le lunghe ossa d'acciaio di Tycho. In otto ore, la Nauvoo sarebbe stata abbastanza lontana da poter accendere i suoi giganteschi motori senza mettere in pericolo la stazione con la loro coda di scarico. Ci sarebbero volute pi di due settimane prima che raggiungesse Eros.
Miller l'avrebbe preceduta di diciotto ore.
Ehi, Pampaw disse Diogo. Fatto-fatto?
Gi rispose Miller con un sospiro. Sono pronto. Raduniamo tutti quanti.
Il ragazzo sorrise. Nelle ore passate dalla requisizione della Nauvoo, Diogo aveva aggiunto delle decorazioni di plastica rossa a tre dei suoi incisivi. A quanto pareva, avevano un significato profondo nella cultura giovanile della Stazione di Tycho: indicavano abilit, possibilmente con risvolti sessuali. Miller sent un istante di sollievo nel non dover pi condividere il buco del ragazzo.
Ora che stava a capo del servizio di sicurezza per conto dell'APE, la natura irregolare di quella milizia gli era pi chiara che mai. C'era stato un tempo in cui aveva pensato che l'APE potesse essere una forza in grado di contrastare la Terra o Marte, in caso di guerra reale. E, certamente, avevano molte pi risorse economiche di quanto avesse pensato. Avevano Fred Johnson. E avevano Ceres, ora, fintantoch fossero riusciti a tenerla. Avevano assaltato la Stazione di Thoth e avevano vinto.
Eppure, gli stessi ragazzini con cui era andato all'assalto erano stati impiegati come squadra antisommossa sulla Nauvoo, e pi della met di loro sarebbe stata sulla nave di demolizione quando sarebbe partita per Eros. Era la cosa che Havelock non avrebbe mai capito. Per quel che importava, era la cosa che neppure Holden avrebbe mai capito. Forse nessuno che avesse vissuto con la certezza e il sostegno di un'atmosfera naturale avrebbe mai potuto accettare completamente la forza e la fragilit di una societ fondata sul principio di ci che doveva essere fatto, del diventare rapidi e flessibili, come aveva fatto l'APE. Del diventare articolati.
Se Fred non fosse riuscito a costruire un trattato di pace, l'APE non avrebbe mai vinto contro la disciplina e l'unit d'intenti della marina militare di un pianeta interno. Ma non avrebbe nemmeno mai perso. Una guerra senza fine.
Be', del resto cos'era la storia, se non questo?
E come avrebbe potuto mai cambiare qualcosa il raggiungere le stelle?
Mentre si dirigeva verso il suo appartamento, apr una richiesta di linea sul terminale palmare. Sullo schermo comparve Fred Johnson: sembrava stanco ma all'erta.
Miller disse.
Ci stiamo preparando a salpare non appena le cariche saranno pronte.
La stiamo caricando in questo istante rispose Fred. Abbiamo abbastanza materiale fissionabile da far s che la superficie di Eros sia inavvicinabile per anni. Fate attenzione a come vi muovete. Se uno dei suoi ragazzi scende a fumarsi una sigaretta nel posto sbagliato, non saremo in grado di sostituire le mine. Non faremmo in tempo.
Non aveva detto sarete tutti morti'. A essere preziose erano le armi, non le persone.
S. Ci star attento disse Miller.
La Rocinante  gi in viaggio.
Non era qualcosa che Miller avesse bisogno di sapere, per cui doveva esserci un altro motivo per cui Fred gliene aveva parlato. Il suo tono attentamente neutro la rese quasi un'accusa. L'unico campione di protomolecola sotto controllo aveva appena lasciato la sfera d'influenza di Fred.
Saremo l fuori per accompagnarla e avremo tutto il tempo necessario per tenere lontano chicchessia da Eros assicur Miller. Non dovrebbe essere un problema.
Su quel piccolo schermo, era difficile dire quanto fosse genuino il sorriso del detective.
Spero che i suoi amici siano davvero all'altezza del compito replic Fred.
Miller sent qualcosa di strano. Un piccolo vuoto appena sotto lo sterno.
Non sono miei amici precis, mantenendo un tono di voce disinvolto.
Ah, no?
Non ho esattamente degli amici.  pi un gruppo di persone con cui ho lavorato spieg.
Lei sembrava fidarsi molto di Holden disse Fred, rendendola quasi una domanda. Una sfida, perlomeno. Miller mostr un sorriso, sapendo che Fred sarebbe stato incerto come lui sul fatto che fosse genuino o meno.
Fidarmi, non direi. Si tratta di valutare le persone replic.
Fred eruppe in una risata.
Ecco perch non ha amici, amico.
In parte disse Miller.
Non c'era nient'altro da dire. Miller chiuse il collegamento. Ad ogni modo, era quasi arrivato al suo buco.
Non era niente di pi. Un cubo anonimo sulla stazione, con ancor meno personalit del posto che aveva su Ceres. Si sedette sulla branda, controll il terminale per verificare lo status della nave di demolizione. Sapeva che sarebbe dovuto salire ai moli. Diogo e gli altri si stavano radunando e, bench fosse improbabile che la nebbia di droghe dei festeggiamenti precedenti la missione avrebbe permesso loro di arrivare puntuali, era comunque una possibilit da non escludere. Non aveva nemmeno quella scusa.
Julie sedeva nello spazio tra i suoi occhi. Aveva le gambe piegate sotto di s. Era bellissima. Era stata come Fred e Holden e Havelock. Una persona nata in un pozzo di gravit che era salita nella Fascia per scelta. Lei era morta per quella scelta. Era venuta a cercare aiuto, e aveva distrutto Eros nel farlo. Se fosse rimasta l, su quella nave mimetica...
Julie inclin la testa, con i capelli che pendevano contro la gravit di rotazione. Nei suoi occhi c'era una domanda. Aveva ragione, naturalmente. Forse avrebbe rallentato le cose. Non li avrebbe certo fermati. La Protogen e Dresden l'avrebbero trovata, alla fine. Avrebbero trovato la protomolecola. O sarebbero tornati e ne avrebbero estratto un nuovo campione. Niente avrebbe potuto fermarli.
E Miller sapeva, lo sapeva come sapeva di essere s stesso, che Julie non era come le altre persone. Che aveva capito la Fascia e i cinturiani, e il bisogno di spingersi sempre oltre. Se non verso le stelle, perlomeno vicino a esse. Il lusso che le era stato concesso in vita era qualcosa che Miller non aveva mai sperimentato, e mai l'avrebbe fatto. Ma lei l'aveva rifiutato. Era venuta l ed era rimasta perfino quando stavano per vendere la sua pinaccia da corsa. La sua infanzia. Il suo orgoglio.
Era per questo che l'amava.
Quando Miller raggiunse il molo, era chiaro che era successo qualcosa. Lo vide nella postura dei portuali e nell'espressione mezzo divertita, mezzo compiaciuta sui loro volti. Miller si registr e strisci attraverso il portellone stile Ojino-Gouch, in ritardo di settant'anni rispetto alla loro epoca e appena pi largo di un mortaio per missili, fin sull'affollato ponte dell'equipaggio della Talbot Leeds. La nave sembrava essere il risultato della fusione di due navi pi piccole, senza particolare attenzione per l'estetica. Le brande di accelerazione erano impilate a file di tre. L'aria puzzava di sudore vecchio e metallo caldo. Qualcuno aveva fumato marijuana abbastanza di recente da non aver lasciato il tempo ai filtri di eliminarne l'odore. Diogo era l con un'altra mezza dozzina di ragazzi. Indossavano tutti uniformi diverse, ma avevano tutti il bracciale dell'APE.
Ehi, Pampaw! Tenuto branda sopra  dir.
Grazie disse Miller. Lo apprezzo.
Tredici giorni. Avrebbe trascorso tredici giorni condividendo quello spazio angusto con la squadra demolizioni. Tredici giorni schiacciati in quelle brandine, con megatoni di mine a fissione stipate nella stiva della nave. Eppure tutti gli altri stavano sorridendo. Miller si iss sulla branda di accelerazione che Diogo aveva riservato apposta per lui, e indic gli altri con il mento.
 per caso il compleanno di qualcuno?
Diogo si strinse con fare innaturale nelle spalle.
Perch sono tutti cos fottutamente di buonumore? domand Miller, pi bruscamente di quanto non intendesse. Diogo non se la prese. Sorrise con i suoi grossi denti rossi e bianchi.
Audi-nichts?
No, non ho sentito, o non te lo chiederei replic Miller.
Mars ha fatto la cosa giusta disse Diogo. Ha ricevuto le trasmissioni da Eros, ha fatto due pi due, e...
Il ragazzo schiant un pugno contro il suo palmo aperto. Miller cerc di intuire che cosa intendesse dire. Avevano attaccato Eros? Avevano assaltato la Protogen?
Ah. Protogen. Protogen e Marte. Miller annu. La Stazione scientifica di Phoebe disse. Marte l'ha messa in quarantena.
Fanculo la quarantena, Pampaw. Autoclavata, l'hanno. La luna non c' pi. Le hanno rovesciato addosso abbastanza testate da disintegrarla in subatomiche.
Sar meglio che sia davvero cos, pens Miller. Non era una grossa luna. Se Marte l'aveva davvero distrutta e fosse rimasta una qualche protomolecola su un pezzo di detri...
Tu sabez? disse Diogo. Sono dalla nostra parte, ora. L'hanno capito. Alleanza Marte-APE.
Non ci crederai davvero? chiese Miller.
Nah rispose Diogo, compiaciuto con s stesso nell'ammettere che quella speranza era fragile, nel migliore dei casi, e probabilmente falsa. Ma sognare non fa male, que no?
Tu non credi? disse Miller, e si sdrai.
Il gel da accelerazione era troppo rigido per conformarsi al suo corpo al terzo di g dei moli, ma non era scomodo. Miller controll i notiziari sul suo terminale palmare, e in effetti qualcuno all'interno della marina militare marziana doveva essersi avocato la responsabilit di una decisione. Erano un sacco di esplosivi da usare, specialmente nel bel mezzo di una guerra cos accesa, ma avevano scelto di impiegarli. Saturno aveva una luna in meno, un altro piccolo anello non formato e filamentoso - sempre che ci fosse abbastanza materia rimasta dopo le detonazioni da formare perfino quello. All'occhio inesperto di Miller sembr come se quelle esplosioni fossero state progettate per gettare i detriti nella zona di gravit protettiva e schiacciante del gigante gassoso.
Era sciocco pensare che la cosa significasse che il governo marziano non avrebbe desiderato avere un campione della protomolecola. Era ingenuo pretendere che qualsiasi organizzazione di quelle dimensioni e complessit avesse un parere univoco su un qualunque argomento, figurarsi su qualcosa di tanto pericoloso e mutevole.
Eppure...
Forse era gi abbastanza sapere che qualcuno, dall'altra parte della trincea politica e militare, si era reso conto dell'evidenza degli stessi fatti che avevano visto loro ed era giunto alle medesime conclusioni. Forse lasciava un po' di spazio per sperare. Miller cerc di nuovo il canale con le trasmissioni di Eros. Una forte pulsazione danzava in sottofondo a una cascata di rumori. Voci che salivano, che scendevano e che salivano di nuovo. Flussi di dati che si allacciavano compenetrandosi l'un l'altro, e i server di riconoscimento modulari che bruciavano ogni ciclo rimanente, creando qualcosa dalla confusione che ne risultava. Julie lo prese per mano; quel sogno era cos convincente che poteva quasi far finta di sentirla.
Il tuo posto  qui con me, gli disse.
Non appena sar tutto finito, pens lui. Era vero che continuava a rimandare il punto finale del caso. Prima trovare Julie, poi vendicarla, e ora distruggere il progetto che aveva reclamato la sua vita. Una volta che avesse compiuto anche quello, avrebbe potuto lasciarsi andare.
C'era solo quell'ultima cosa che aveva bisogno di fare.
Venti minuti pi tardi, suon l'allarme. Trenta minuti dopo, i motori si accesero e lo schiacciarono nel gel a un'accelerazione tanto elevata da spaccare le articolazioni; sarebbe stato cos per tredici giorni, con pause a un g ogni quattro ore, per l'espletamento delle funzioni fisiologiche. E, una volta arrivati, quella ciurma tuttofare addestrata alla bell'e meglio si sarebbe ritrovata a maneggiare mine nucleari capaci di annichilirli completamente se avessero fatto il minimo errore.
Almeno, per, Julie sarebbe stata con lui. Non per davvero, ma era gi qualcosa.
Sognare non poteva far male.

47.

Holden

Perfino il sapore umidiccio delle uova artificiali strapazzate non era sufficiente a rovinare l'umore espansivo e soddisfatto di Holden. Si infil una forchettata di uova finte in bocca, cercando di non sorridere troppo. Seduto alla sua sinistra al tavolo della cambusa, Amos mangiava con tanto entusiasmo da schioccare le labbra. Alla destra di Holden, Alex giocherellava con quelle uova mosce nel piatto con un pezzo di toast ugualmente finto. Dall'altra parte del tavolo, Naomi sorseggiava una tazza di t e lo fissava da sotto i capelli. Holden represse il bisogno di farle l'occhiolino.
Avevano discusso su come comunicare la cosa all'equipaggio, ma non erano ancora arrivati a un accordo. Holden odiava dover nascondere le cose. Mantenerla segreta la faceva sembrare una situazione sporca o riprovevole. I suoi genitori lo avevano educato a credere che il sesso fosse una cosa che si faceva in privato non perch fosse sporca, ma perch era intima. Con cinque padri e tre madri, le sistemazioni dei letti erano state sempre piuttosto complesse a casa sua, ma le discussioni su chi andasse a letto con chi non gli erano mai state nascoste. Tutto questo gli aveva trasmesso una forte avversione nel dover nascondere le proprie attivit sessuali.
Naomi, d'altro canto, pensava che non dovessero fare niente che potesse mandare all'aria il fragile equilibrio che avevano trovato, e Holden si fidava del suo istinto. Aveva una comprensione delle dinamiche di gruppo che a lui era spesso mancata. Per cui, per il momento, stava seguendo le sue indicazioni.
E poi sarebbe sembrata una vanteria, e questo sarebbe stato scortese.
Mantenendo un tono di voce gentile e professionale, disse: Naomi, puoi passarmi il pepe?
Amos alz la testa e lasci cadere la forchetta sul tavolo con un rumore metallico.
Porca puttana, voi due state andando a letto!
Ehm disse Holden. Cosa?
C'era qualcosa che non mi quadrava da quando siamo tornati sulla Roci, ma non riuscivo a capire esattamente cosa fosse.  questo! State finalmente giocando a nascondi il salsicciotto'!
Holden sbatt le palpebre due volte fissando il meccanico, incerto su cosa dire. Lanci un'occhiata a Naomi per avere sostegno, ma lei teneva la testa bassa, con i capelli che le coprivano completamente il viso. Le spalle le tremavano per una risata silenziosa.
Cristo, cap esclam Amos, con un ghigno sull'ampio faccione. Ci hai messo un bel po', cazzo. Se mi si fosse gettata tra le braccia cos come ha fatto con te, mi ci sarei gi tuffato dentro fino al collo.
Uhm disse Alex, con l'espressione sorpresa di chi non aveva condiviso la stessa intuizione di Amos. Wow.
Naomi smise di ridere e si strofin via le lacrime dagli angoli degli occhi.
Beccati disse.
Sentite, ragazzi.  importante che sappiate che questo non modificher per niente la nostra... precis Holden, ma Amos lo interruppe con uno sbuffo.
Ehi, Alex disse Amos.
Yo rispose Alex.
Il fatto che la vicecomandante si scopi il capitano potrebbe renderti un pilota di merda?
Non credo che lo far replic Alex con un ghigno, esagerando la calata marziana.
E, stranamente, nemmeno io sento il bisogno di diventare un meccanico incompetente.
Holden prov di nuovo. Credo che sia importante che...
Capitano? continu Amos, ignorandolo. Tieni conto che a nessuno frega un cazzo, che non ci impedir di fare bene il nostro lavoro, e goditela, visto che probabilmente saremo comunque tutti morti tra pochi giorni.
Naomi riprese a ridere.
Bene intervenne. Voglio dire... Lo sanno tutti che lo sto facendo per ottenere una promozione. Ah, aspetta per. Giusto: sono gi il secondo in comando. Ehi, posso diventare capitano, ora?
No rispose Holden, ridendo.  un lavoro di merda. E non ti chiederei mai di farlo.
Naomi sorrise e si strinse nelle spalle come a dire:  Visto? Non ho sempre ragione.' Holden diede un'occhiata ad Alex, che lo guardava con affetto genuino, chiaramente felice all'idea che lui e Naomi stessero insieme. Tutto sembrava andare per il meglio.
Eros ruotava come un tappo a forma di patata, con la spessa pelle di roccia che nascondeva gli orrori al suo interno. Alex li port vicini per fare una scansione completa della stazione. L'asteroide s'ingross sullo schermo di Holden finch non sembr abbastanza prossimo da poterlo toccare a mani nude. Nell'altra postazione operativa, Naomi scansion la superficie con il lidar, alla ricerca di qualsiasi cosa potesse rappresentare un pericolo per gli equipaggi dei cargo della Tycho, ancora a qualche giorno di viaggio da l. Sul display tattico di Holden, la nave di ricerca scientifica della Marina delle Nazioni Unite continuava ad avvicinarsi in manovra frenante verso Eros, con la scorta a ruota.
Continuano a non volerci parlare, eh? chiese Holden.
Naomi scosse la testa, poi accarezz il suo schermo e invi le informazioni di monitoraggio delle comunicazioni alla postazione di Holden.
Niente disse lei. Ma ci vedono.  da un paio d'ore che ci stanno facendo rimbalzare addosso il loro radar.
Holden tamburell le dita sul bracciolo del sedile e riflett sulle scelte che aveva davanti. Era possibile che le modifiche che la Tycho aveva apportato allo scafo della Roci stessero ingannando il software di riconoscimento della corvetta. Poteva darsi che stessero semplicemente ignorando la Roci, pensando che si trattasse di un cargo cisterna cinturiano che era nei paraggi per caso. Ma la Roci stava navigando senza transponder, il che la poneva fuori dalla legalit a prescindere dalla configurazione dello scafo. Il fatto che la corvetta non stesse cercando di dissuadere una nave che volava al buio lo fece insospettire. La Fascia e i pianeti erano in piena guerra. Una nave cinturiana non identificata se ne stava intorno a Eros mentre due navi terrestri vi si stavano dirigendo. Non era possibile che un capitano dotato anche soltanto di mezzo cervello potesse ignorarli.
Quel silenzio significava qualcos'altro.
Naomi, ho la sensazione che quella corvetta prover a farci saltare in aria disse Holden con un sospiro.
 quello che farei io rispose lei.
Holden tamburell un ultimo, complicato ritmo sulla sua sedia, poi si rimise le cuffie.
E va bene, immagino che sar io a dover fare le presentazioni, allora disse.
Non volendo rendere pubblica quella conversazione, Holden punt la corvetta terrestre con il laser della Rocinante e segnal una richiesta di collegamento generica. Dopo pochi secondi, la luce del collegamento stabilito' divenne verde, e le sue cuffie cominciarono a sibilare con un debole fruscio di sottofondo. Holden rimase in attesa, ma la nave delle Nazioni Unite non offr alcun saluto. Volevano che fosse lui a parlare per primo.
Holden spense il suo microfono, passando sulla linea di comunicazione interna alla nave.
Alex, mettici in movimento. Un g, per ora. Se non riesco a raggirare questo tipo, dovremo far fuoco. Stai pronto ad aprire.
Ricevuto rispose Alex. Andiamo a dose, per stare sicuri.
Holden lanci un'occhiata verso Naomi, ma lei aveva gi richiamato lo schermo tattico e stava facendo tracciare alla Roci le migliori soluzioni di fuoco e le tattiche di disturbo contro le due navi in avvicinamento. Quella donna aveva partecipato a un'unica battaglia, ma ora stava gi reagendo come un'esperta veterana. Holden sorrise alla schiena di lei, poi si volt prima che potesse accorgersi che la stava fissando.
Amos? chiam.
Tutto carico e pronto quaggi, cap. La Roci sta scalpitando. Andiamo a prenderli a calci nel culo.
Speriamo che non ce ne sia bisogno, pens Holden.
Riaccese il suo microfono.
Qui  il capitano James Holden della Rocinante che vi parla. Sto chiamando il capitano della corvetta delle Nazioni Unite in avvicinamento, nominativo emittente sconosciuto. Rispondete, passo.
Ci fu una pausa piena d'interferenze elettrostatiche, seguita da: Rocinante, toglietevi immediatamente dalla nostra rotta. Se non comincerete ad allontanarvi da Eros alla massima velocit consentita con effetto immediato, apriremo il fuoco su di voi.
La voce era giovane. Una corvetta dei tempi andati con il noioso compito di seguire una nave per la mappatura degli asteroidi non doveva essere una missione molto invidiata. Il capitano doveva essere un tenente senza particolari sponsor n prospettive. Doveva essere inesperto, ma probabilmente vedeva lo scontro come un'opportunit di provare il suo valore ai superiori. E questo rendeva i momenti successivi molto insidiosi da gestire.
Chiedo scusa replic Holden. Continuo a non conoscere il vostro nominativo emittente, n il vostro nome. Ma non posso fare quel che mi chiede. A dire il vero, non posso lasciare atterrare nessuno su Eros. Devo chiederle di interrompere il vostro avvicinamento alla stazione.
Rocinante, non credo che abbiate...
Holden prese il controllo del sistema di puntamento della Roci e cominci a dirigere il mirino laser sulla corvetta in avvicinamento.
Lasci che le spieghi che cosa sta succedendo disse. In questo istante, lei sta guardando i suoi sensori e vede soltanto quel che sembra essere un cargo cisterna rappezzato alla bell'e meglio che sta creando parecchi problemi al software di riconoscimento navi di bordo. Ma, all'improvviso, e intendo dire in questo stesso istante, il cargo vi punta addosso un sistema di acquisizione bersaglio di ultima generazione.
Noi non...
Non menta. So bene quello che sta succedendo. Per cui eccole un accordo: nonostante quel che sembra, la mia nave  pi nuova, pi rapida, pi robusta e meglio armata della vostra. L'unico modo che ho per provarglielo sarebbe aprire il fuoco, ma spero di non doverlo fare.
Mi sta per caso minacciando, Rocinante? domand la giovane voce che aveva in cuffia, mentre il tono toccava tutte le note giuste di arroganza e incredulit.
Minacciando lei? No di certo rispose Holden. Sto minacciando la grossa nave lenta che si muove piano alle vostre spalle, disarmata, che lei dovrebbe proteggere. Se continuerete a volare verso Eros, vi lancer addosso tutto quello che ho. Le garantisco che possiamo cancellare quel laboratorio scientifico dal cielo. Ora,  possibile che lei riesca a beccarci mentre lo facciamo, ma per allora la sua missione sar comunque andata a puttane, dico bene?
La linea fu di nuovo silenziosa, e soltanto il sibilo delle radiazioni di sottofondo gli faceva capire che le sue cuffie non si erano guastate.
Quando giunse la risposta, lo fece sulla linea di comunicazione generale.
Alex disse: Si stanno fermando, capitano. Hanno appena cominciato a frenare a fondo. Il radar dice che arriveranno a una sosta relativa tra due milioni di chilometri. Vuoi che continui a volare verso di loro?
No, riportaci allo stazionamento su Eros replic Holden.
Ricevuto.
Naomi disse Holden, voltando il sedile per guardare verso di lei. Stanno facendo altro?
Non qualcosa che riesca a vedere attraverso le interferenze dei loro propulsori. Ma potrebbe darsi che stiano inviando messaggi a raggio diretto nella direzione opposta, e noi non potremmo saperlo rispose.
Holden chiuse il canale di comunicazione generale. Si gratt la testa per un istante, poi si slacci le cinture.
Be', per il momento li abbiamo fermati. Vado un attimo in bagno e poi mi faccio un drink. Vuoi qualcosa?
Non ha tutti i torti, sai disse Naomi pi tardi, quella notte.
Holden fluttuava a gravit zero sul ponte operativo, con la postazione a pochi metri da lui. Aveva abbassato le luci della plancia, e la sala era fiocamente illuminata come una notte di luna senza nuvole. Alex e Amos stavano dormendo, due ponti pi sotto. Potevano anche essere a milioni di anni luce da loro. Naomi fluttuava accanto alla sua postazione, a due metri da Holden, con i capelli sciolti che le galleggiavano intorno come una nuvola nera. Il pannello alle sue spalle le incorniciava il viso di luce: la fronte alta, il naso piatto, le labbra carnose. Holden riusciva a distinguerne gli occhi chiusi. Ebbe come l'impressione che lui e lei fossero le uniche due persone in tutto l'universo.
Chi  che non ha tutti i torti? chiese, tanto per dire qualcosa.
Miller rispose lei, come se fosse ovvio.
Non ho idea di cosa tu stia parlando.
Naomi rise, poi agit una mano per ruotare il proprio corpo e mettersi faccia a faccia con lui in assenza di gravit. Naomi aveva gli occhi aperti ora, anche se, con le luci dei pannelli alle sue spalle, Holden non vedeva altro che due pozze nere sul suo viso.
Ho riflettuto su Miller disse. L'ho trattato male, su Tycho. L'ho ignorato soltanto perch tu eri arrabbiato con lui. Avrei dovuto trattarlo meglio.
Perch?
Ti ha salvato la vita su Eros.
Holden sbuff, ma lei continu lo stesso il suo discorso.
Quando eri in marina, disse che cosa avresti dovuto fare se qualcuno avesse dato di matto a bordo della nave? Se avesse cominciato a fare cose che mettevano in pericolo tutto l'equipaggio?
Pensando che stesse parlando di Miller, Holden disse: Contenerlo e poi rimuoverlo in quanto pericoloso per la nave e per l'equipaggio. Ma Fred non ha...
Naomi lo interruppe.
E se fosse in tempo di guerra? chiese. Nel bel mezzo di una battaglia?
Se non potesse essere facilmente contenuto, il capo della sorveglianza avrebbe l'obbligo di proteggere la nave e l'equipaggio con qualunque mezzo si rendesse necessario.
Anche sparandogli?
Se fosse l'unica soluzione rispose Holden. Certo. Ma varrebbe soltanto nelle condizioni pi urgenti.
Naomi fece un cenno di assenso con la mano, facendo roteare lentamente il suo corpo dall'altra parte. Ferm il movimento con un gesto automatico. Holden si muoveva molto bene a gravit zero, ma non era mai stato come lei.
La Fascia  una rete disse Naomi.  come una grossa nave distribuita in pi parti. Abbiamo dei centri che producono aria, acqua, elettricit o materiali strutturali. Questi centri possono essere separati da milioni e milioni di chilometri di spazio, eppure non per questo sono meno interconnessi tra loro.
Capisco dove vuoi andare a parare replic Holden con un sospiro. Dresden era un folle su una nave, e Miller gli avrebbe sparato per proteggere il resto di noi. Mi ha gi fatto un discorso del genere quando eravamo su Tycho. Non ho abboccato nemmeno allora.
Perch?
Perch disse Holden Dresden non era una minaccia immediata. Era soltanto un ometto malvagio con un abito costoso. Non impugnava una pistola, n il detonatore di una bomba. E non potr mai fidarmi di un uomo che crede di avere il diritto di giustiziare unilateralmente un'altra persona.
Holden pos il piede sulla paratia e si diede una spinta appena sufficiente a fluttuare un po' pi vicino a Naomi, abbastanza da vedere i suoi occhi, da poter leggere la reazione che le sue parole suscitavano in lei.
Se quella nave di ricerca spaziale riprendesse a viaggiare verso Eros, le lancer addosso tutti i missili che abbiamo, e mi dir che  per proteggere il resto del sistema solare da ci che si trova su Eros. Ma non per questo mi metter a spararle adesso, soltanto perch penso che potrebbe decidere di dirigersi nuovamente su Eros, perch questo sarebbe omicidio. Ci che ha fatto Miller  stato un omicidio.
Naomi gli sorrise, poi gli afferr la tuta di volo e lo tir a s, abbastanza vicino da baciarlo.
Potresti essere la persona migliore che conosco. Ma sei totalmente irremovibile su ci che pensi sia giusto, ed  questo che odi in Miller.
Ah, s?
S rispose lei. Anche lui  totalmente irremovibile, ma ha un'idea diversa su come funzionino le cose. E tu detesti questo fatto. Per Miller, Dresden era una minaccia attiva per la nave. Ogni secondo in pi in cui restava in vita rappresentava un pericolo per tutti coloro che aveva intorno. Per Miller,  stata autodifesa.
Be', aveva torto. Quell'uomo era indifeso.
Quell'uomo ha convinto a parole la Marina delle Nazioni Unite a fornire navi di ultima generazione alla sua compagnia disse lei. Ha convinto la sua compagnia ad assassinare un milione e mezzo di persone. Tutto ci che Miller ha detto a proposito del fatto che fosse meglio lasciare la protomolecola nelle nostre mani era vero anche a proposito di Dresden. Quanto tempo avrebbe passato in una cella dell'APE prima di trovare un carceriere che si fosse fatto comprare?
Era un prigioniero rispose Holden, sentendo che perdeva il controllo della discussione.
Era un mostro con potere, conoscenze e alleati, disposto a pagare qualsiasi prezzo per continuare a mandare avanti il suo progetto scientifico replic Naomi. E ti dico, da cinturiana, che Miller non aveva torto.
Holden non rispose; si limit a fluttuare accanto a lei, mantenendosi nella sua orbita. Era pi arrabbiato per il fatto che Miller avesse ucciso Dresden, o perch aveva preso una decisione che era in disaccordo con lui?
E Miller sapeva quello che sarebbe successo. Quando Holden gli aveva detto di trovarsi un passaggio verso Tycho, l'aveva colto nel viso da bassotto triste del detective. Miller sapeva che sarebbe accaduto, e non aveva nemmeno tentato di controbattere o spiegarsi. Questo significava che Miller aveva compiuto la propria scelta con la piena consapevolezza del suo prezzo, e che era stato pronto a pagarlo. Questo significava qualcosa. Holden non sapeva bene cosa, ma qualcosa.
Un segnale rosso cominci a lampeggiare sulla paratia e il pannello di Naomi si riaccese, cominciando a sparare dati sullo schermo. Lei si tir gi aggrappandosi allo schienale del sedile, poi picchiett su diversi comandi rapidi.
Merda esclam.
Che cosa c'?
La corvetta o la nave scientifica devono aver chiamato aiuto rispose Naomi, indicando il suo schermo. Abbiamo navi in arrivo da tutto il sistema.
Quanti sono? chiese Holden, cercando di trovare un angolo migliore per osservare lo schermo.
Naomi emise un verso dal fondo della gola, a met strada tra una risatina e un colpo di tosse.
A occhio e croce? Tutti.

48.

Miller

Sei e non sei disse il canale di Eros in mezzo a un rumore bianco di interferenze semicasuali. Sei e non sei. Sei e non sei.
La piccola nave trem e sobbalz. Da una delle brande di accelerazione, uno dei tecnici dell'APE sciorin una sfilza d'imprecazioni, pi incisive per inventiva che per livore. Miller chiuse gli occhi, cercando d'impedire che gli aggiustamenti in microgravit di quell'attracco non convenzionale gli dessero la nausea. Dopo giorni di accelerazione spaccaossa e routine di frenaggio ugualmente logoranti, quei piccoli spostamenti e sbalzi sembravano arbitrari e strani.
Sei, sei, sei, sei, sei, sei, sei...
Miller aveva passato parecchio tempo ad ascoltare i notiziari. La notizia del coinvolgimento della Protogen su Eros era trapelata tre giorni dopo la loro partenza da Tycho. Incredibilmente, stavolta non era stato Holden. Da allora, l'azienda era passata dalla negazione totale, all'attribuzione di ogni responsabilit ai manigoldi della ditta subappaltante, fino alla pretesa d'immunit sotto statuto di secretazione militare terrestre. Le cose non sembravano mettersi bene per loro. Il blocco aereo terrestre ai danni di Marte era ancora attivo, ma l'attenzione si era spostata sulla lotta di potere interna alla Terra, e la flotta militare marziana aveva rallentato il suo precipitoso ritorno, concedendo alle forze militari terrestri un po' pi di respiro prima di arrivare a prendere decisione definitive. Sembrava che avessero posticipato l'Armageddon di qualche settimana. Miller scopr che riusciva a trarne gioia. E lo faceva anche sentire stanco.
Spesso aveva ascoltato la voce di Eros. A volte guardava anche i video, ma di solito si limitava ad ascoltare. Con il passare delle ore e dei giorni, cominci a distinguere, se non uno schema, perlomeno delle strutture pi comuni. Alcune voci che si srotolavano fuori dalla stazione in agonia erano ricorrenti; immagin che dovesse trattarsi di annunciatori e intrattenitori pi presenti e rappresentativi all'interno dei loro archivi audio. Sembravano esserci anche alcune tendenze specifiche in quella che si poteva definire, per mancanza di un termine pi appropriato, la musica che producevano. Ore di interferenze casuali, cristalline, e monconi di frasi incomplete collassavano su s stessi, ed Eros si avventava su una qualche parola o frase, fissandovisi con intensit sempre crescente finch non si fosse dissolta e la casualit delle interferenze avesse ripreso il sopravvento.
...sei, sei, sei, sei, sei, sei...
Non sei, pens Miller, e la nave sbalz improvvisamente verso l'alto, lasciando lo stomaco del detective a una ventina di centimetri sotto di lui. Segu una serie di forti tonfi metallici, e poi il breve lamento di un allarme.
Dieu! Dieu! grid qualcuno. Bombe son vamen roja! Ci stanno per friggere! Ci friggono toda!
Ci furono le solite risatine basse che quello stesso scherzo aveva provocato durante tutto il viaggio, e il ragazzo che l'aveva ideato - un cinturiano brufoloso che non doveva avere pi di quindici anni - sogghign compiaciuto per il suo senso dell'umorismo. Se non l'avesse fatta finita con quelle stronzate, qualcuno l'avrebbe preso a sprangate con un piede di porco prima di tornare su Tycho. Ma Miller pens che quel qualcuno non sarebbe stato lui.
Uno scatto violento in avanti lo premette sulla branda, e poi la gravit torn di nuovo al valore familiare di 0.3 g. O forse poco pi. Tranne che, con i portelloni rivolti verso il basso della nave, il pilota aveva prima dovuto agganciarsi alla pancia in rotazione di Eros. La gravit di rotazione aveva trasformato quello che era il soffitto in pavimento; la fila di brande pi basse era ora la pi alta; e, mentre infarcivano l'asteroide di bombe a fusione, sarebbero dovuti salire su per la superficie fredda e dura di quella roccia che avrebbe provato a scaraventarli via nel vuoto.
Tali erano le gioie del sabotatore.
Miller indoss la tuta. Dopo le tute di livello militare della Rocinante, il variegato assortimento di equipaggiamenti gli parve un mucchio di abiti di terza mano. La sua tuta puzzava del corpo di qualcun altro, e la visiera in mylar era deformata nel punto in cui si era spaccata ed era stata riparata. Non gli piaceva pensare a quello che era successo al povero cristo che l'aveva preceduto. Gli stivali magnetici avevano uno spesso strato di plastica corrosa e vecchio fango tra le piastre, con un meccanismo di attivazione tanto vecchio che Miller riusciva a sentire l'accensione e lo spegnimento che ticchettavano prima ancora di spostare il piede. Gli venne in mente un'immagine di quella tuta che si agganciava a Eros e che non lo lasciava pi andare.
Quel pensiero lo fece sorridere. Il tuo posto  qui con me, gli aveva detto la sua Julie privata. Era vero e, ora che era l, si sent assolutamente certo che non se ne sarebbe andato. Era stato uno sbirro troppo a lungo, e l'idea di riconnettersi di nuovo con l'umanit lo sommergeva di un presagio di esaurimento. Era l per completare il suo lavoro. E poi basta, aveva finito.
Ehi! Pampaw!
Arrivo disse Miller. Datti una calmata. Non  che la stazione se ne va da qualche parte.
Un arcobaleno  un cerchio che non puoi vedere. Non puoi vedere. Non puoi vedere disse Eros con una vocina cantilenante da bambini. Miller abbass il volume del canale.
La superficie rocciosa della stazione non presentava particolari punti di aggancio per le tute e le gru di controllo. Altre due navi avevano eseguito attracchi polari, in punti dove non c'era nessuna gravit di rotazione contro cui lottare, ma l'effetto Coriolis avrebbe imposto a tutti un senso di nausea subliminale. La squadra di Miller sarebbe dovuta restare sulle piattaforme metalliche esposte dei moli di attracco, aggrappati come mosche affacciate sull'abisso illuminato dalle stelle.
Pianificare il piazzamento delle bombe a fusione non era una sciocchezza. Se gli ordigni non avessero pompato sufficiente energia nella stazione, la superficie si sarebbe potuta raffreddare abbastanza da dare a qualcun altro la possibilit di farci atterrare la propria squadra scientifica prima che la penombra del sole inghiottisse Eros e qualunque altra parte della Nauvoo vi fosse rimasta attaccata. Perfino con le migliori menti della Tycho impegnate nel progetto, c'era comunque la possibilit che le cariche non detonassero simultaneamente. Se le onde di pressione attraverso l'asteroide si fossero amplificate in maniera non prevista, la stazione si sarebbe potuta aprire come un uovo, diffondendo la protomolecola attraverso l'ampio spazio vuoto del sistema solare come se fosse una manciata di polvere. La differenza tra un successo e un disastro poteva essere questione di metri.
Miller strisci fuori dal portellone pressurizzato e usc sulla superficie della stazione. La prima ondata di tecnici era intenta a installare sismografi di risonanza; il bagliore delle luci e dei display da cantiere era la cosa pi luminosa dell'universo tutto intorno. Miller piant i suoi stivali su un'ampia piastra di lega d'acciaio ceramico e lasci che la rotazione gli scrocchiasse via i nodi dalla spina dorsale. Dopo i giorni trascorsi sulla branda di accelerazione, tutta quella libert dava quasi un senso di euforia. Una donna dello staff dei tecnici alz una mano nell'idioma fisico dei cinturiani per richiamare l'attenzione. Miller alz il volume della tuta.
...insectes rampant sur ma peau...
Con un moto d'impazienza, pass dal canale di Eros a quello di comunicazione della squadra.
Dobbiamo spostarci disse una voce femminile. Il pannello di protezione  troppo spesso qui. Dobbiamo andare dall'altra parte dei moli.
Sono lunghi quasi due chilometri rispose Miller.
S concord lei. Possiamo sganciarci e spostare la nave accendendo i motori, o trainandola. Abbiamo cavi a sufficienza.
Qual  la cosa pi veloce da fare? Non abbiamo molto tempo.
Trainare.
E allora trainiamo disse Miller.
La nave si rialz lentamente, con venti droni di rimorchio legati al guinzaglio come se stessero tirando un gigantesco zeppelin di metallo. Sarebbe rimasta con lui, l sulla stazione, legata all'asteroide come un sacrificio per gli di. Miller avanz insieme alla squadra mentre attraversavano le ampie porte chiuse del molo. Gli unici rumori erano il tramestio delle sue suole quando gli elettromagneti si agganciavano alla superficie e poi un ticchettio quando lasciavano andare la presa. Gli unici odori erano quelli del suo corpo e della plastica del riciclatore d'ossigeno. Il metallo sotto i suoi piedi brillava come se qualcuno l'avesse lucidato. Polvere o detriti erano stati trascinati via da tempo.
Lavorarono rapidamente per posizionare la nave, armare le bombe e inserire i codici di sicurezza; erano tutti tangibilmente coscienti che il grande missile che un tempo era stata la Nauvoo si stava precipitando a tutta velocit verso di loro.
Se un altro veicolo avesse provato a scendere verso l'asteroide per disinnescare la trappola, la nave avrebbe inviato un segnale in simultanea a tutte le altre navi bomba dell'APE vincolate al satellite. Tre secondi dopo, la superficie di Eros sarebbe stata devastata dalle esplosioni. L'ossigeno e le provviste di riserva furono scaricati e accatastati, ed erano pronti per essere ricaricati. Non c'era motivo di sprecare risorse.
Niente di orribile strisci fuori da un portellone, cercando di attaccare la squadra, cosa che rese del tutto superflua la presenza di Miller durante quella missione. O forse no. Forse era stato soltanto un passaggio.
Quando tutto ci che doveva essere fatto fu compiuto, Miller diede il via libera, trasmesso attraverso i sistemi di tutte le navi ormai cadaveri. Il vettore di ritorno apparve lentamente, un punto di luce che diventava sempre pi luminoso e che si espandeva, con la ragnatela di imbarco a gravit zero che si apriva come un'impalcatura. Non appena giunse il via libera dalla nuova nave, la squadra di Miller spense i magneti degli stivali e attiv i semplici propulsori di manovra delle tute o, laddove le tute erano troppo vecchie, dei gusci di evacuazione ablativa. Miller li osserv mentre si allontanavano.
Chiama va e via, Pampaw disse Diogo da qualche parte. Miller non era sicuro di quale di loro fosse, da quella distanza. Questo tubo non ci aspetta.
Non vengo rispose Miller.
Sa que?
Ho deciso. Resto qui.
Ci fu un attimo di silenzio. L'ex poliziotto aveva aspettato quel momento. Aveva i codici di sicurezza. Se avesse avuto bisogno di strisciare di nuovo dentro la loro vecchia nave e serrare il portellone alle sue spalle, poteva farlo. Ma non voleva. Si era preparato le proprie argomentazioni: se fosse tornato su Tycho, sarebbe stato soltanto per fare da pedina politica nelle negoziazioni di Fred Johnson; era stanco e vecchio, in un modo che gli anni non bastavano a descrivere; era gi morto una volta su Eros, e voleva essere l per mettere un punto a quella faccenda. Se l'era guadagnato. Diogo e gli altri glielo dovevano.
Attese che il ragazzo reagisse, che cercasse di convincerlo a non farlo.
Tutto corretto, allora disse Diogo. Buona morte.
Buona morte ripet Miller, e spense la radio. L'universo era silenzioso. Le stelle sotto di lui si muovevano lentamente ma percettibilmente, mentre la stazione a cui era appeso continuava a ruotare. Una di quelle luci era la Rocinante. Altre due erano le navi che era stata inviata a bloccare. Miller non riusciva a distinguerle. Julie fluttuava accanto a lui, con i capelli scuri che galleggiavano nel vuoto e le stelle che brillavano attraverso di lei. Sembrava in pace.
Se dovessi farlo di nuovo, disse. Se potessi rifare tutto da capo?
Non lo farei rispose lui.
Guard la nave di trasporto dell'APE accendere i motori, con i propulsori che baluginavano d'oro e bianco, e allontanarsi finch non fu di nuovo una stella tra le altre. Una piccola stella. E poi si perse. Miller si volt e osserv lo scuro paesaggio spettrale dell'asteroide, in quella notte permanente.
Doveva solo restare con lei per qualche altra ora, e poi sarebbero stati salvi entrambi. Sarebbero stati tutti salvi. Era abbastanza. Miller scopr che stava sorridendo e piangendo; le lacrime gli risalivano dagli occhi, gocciolando tra i capelli.
Andr tutto bene, disse Julie.
Lo so rispose Miller.
Rimase l in silenzio per quasi un'ora, poi si volt e torn lento, cauto, verso la nave sacrificale, e strisci attraverso il portellone fin nella sua pancia buia. C'era ancora abbastanza atmosfera residua da permettergli di non dover dormire nella sua tuta. Si spogli completamente, scelse una brandina di accelerazione e si raggomitol sul duro gel blu. A meno di venti metri pi in l, cinque testate abbastanza potenti da offuscare il sole attendevano un segnale. Sopra di lui, tutto ci che un tempo era stato umano sulla Stazione di Eros mutava e si riformava, passando da una forma all'altra come uno Hieronymus Bosch fatto di materia. E, a un giorno da l, la Nauvoo, il martello di Dio, si precipitava verso di lui.
Miller fece suonare alla sua tuta delle vecchie canzoni pop che gli piacevano quand'era giovane, con le quali amava addormentarsi. Quando sogn, sogn di aver trovato un tunnel in fondo al suo vecchio buco su Ceres: sarebbe stato finalmente, finalmente, libero.
La sua ultima colazione fu una barretta croccante dura e una manciata di cioccolata rinvenuta in un sacchetto di sopravvivenza che qualcuno aveva dimenticato l. La sciolse in una tiepida tazza d'acqua riciclata che sapeva di ferro e marciume. I segnali ricevuti da Eros erano quasi affogati nelle frequenze di oscillazione sparate dalla stazione che aveva sopra di s, ma Miller riusc a distinguerli a sufficienza da sapere come stavano le cose.
Holden aveva vinto, come si era aspettato l'ex poliziotto. L'APE doveva rispondere a mille accuse furibonde lanciate dalla Terra, da Marte e, fedeli al loro stile, dalle fazioni interne all'APE stessa. Era troppo tardi. La Nauvoo sarebbe arrivata in poche ore. La fine era vicina.
Miller indoss la sua tuta per l'ultima volta, spense le luci e strisci fuori dal portellone pressurizzato. Per un lungo momento, la sicura esterna non rispose e le luci di sistema divennero rosse. Prov una fitta di paura all'idea che avrebbe dovuto passare l dentro i suoi ultimi momenti, intrappolato in un tubo come un missile pronto a essere sparato via. Alla fine per insistette sulla serratura, e il pannello si apr.
Il canale di Eros non trasmetteva pi parole, solo un delicato mormorio, come di acqua sulla pietra. Miller usc attraverso l'ampia porta dei moli di attracco. Il cielo sopra di lui gir, e la Nauvoo sorse all'orizzonte come un sole. La mano aperta del detective in fondo al braccio teso non bastava a coprire il bagliore dei motori. Lui rimase l appeso dalla suola dei suoi stivali, osservando la nave in avvicinamento. Il fantasma Julie la osservava con lui.
Se aveva fatto bene i suoi calcoli, il punto d'impatto della Nauvoo sarebbe stato al centro dell'asse principale di Eros. Lui sarebbe riuscito a vederlo nel momento in cui sarebbe successo, e la futile eccitazione che sentiva in petto gli ricordava di quando era stato giovane. Sarebbe stato uno spettacolo. Oh, sarebbe stato un vero spettacolo da vedere. Consider l'idea di registrarlo. La sua tuta sarebbe stata in grado di creare un semplice file visivo e di trasmettere i dati in tempo reale. Ma no. Quello era il suo momento. Il suo e di Julie. Il resto dell'umanit poteva accontentarsi d'immaginare come fosse stato, se voleva.
Il bagliore massiccio della Nauvoo riempiva quasi un quarto del cielo, ora, e il suo cerchio intero si era liberato dall'orizzonte. I dolci mormorii del canale di Eros mutarono in qualcosa di pi chiaramente sintetico: un suono in crescendo, spiraliforme, che a Miller fece tornare in mente, senza un motivo particolare, quegli schermi verdi dei radar nei vecchi film. C'erano delle voci, in sottofondo, ma lui non riusc a distinguerne le parole n la lingua.
Il gigantesco propulsore della Nauvoo copriva met del cielo, con le stelle tutto intorno inghiottite dalla luce dell'accelerazione. La tuta di Miller trill per avvertirlo delle radiazioni e lui la spense.
Una Nauvoo con equipaggio a bordo non avrebbe mai potuto sostenere un'accelerazione del genere; anche sul migliore dei sedili anti-g, quell'accelerazione di gravit avrebbe frantumato le ossa dei suoi occupanti. Miller cerc di indovinare a che velocit potesse andare la nave al momento dell'impatto.
Quanto bastava. Questo era quel che contava. Veloce abbastanza.
L, nel centro di quel feroce bocciolo di fuoco, Miller vide un puntino nero, non pi grande della punta di una matita. Era la nave. Fece un sospiro profondo. Quando chiuse gli occhi, una luce rossa si schiacci sulle sue palpebre. Quando li riapr, la Nauvoo si era allungata. Aveva una forma. Era un ago, una freccia, un missile. Un pugno che si levava dagli abissi. Per la prima volta da che aveva memoria, Miller si sent avvolgere da un timore reverenziale.
Eros grid.
Non ti azzardare a toccarmi, cazzo!
A poco a poco, la luce dei propulsori si trasform da un cerchio in un ovale, fino a diventare una gigantesca piuma, mentre la Nauvoo mostrava il suo profilo argenteo in lontananza. Miller rimase a bocca aperta.
La Nauvoo aveva mancato il bersaglio. Aveva virato. In quello stesso momento, in quello stesso momento, stava superando Eros a tutta velocit, invece di schiantarcisi contro. Eppure, non aveva visto attivarsi alcun razzo di manovra. E com'era possibile far virare una nave cos grossa, che si muoveva a quella velocit, tanto bruscamente da farle cambiare rotta da un momento all'altro senza peraltro spaccarla in due? Gi soltanto l'accelerazione...
Miller fiss gli astri come se potesse trovarvi scritta una qualche risposta. E, con sua sorpresa, la trov. La scia della Via Lattea, l'infinita distesa di stelle era ancora l. Ma l'angolazione era cambiata. La rotazione di Eros si era spostata. Era cambiata la sua relazione con il piano dell'ellisse.
Che la Nauvoo avesse mutato rotta all'ultimo minuto senza andare in pezzi era impossibile. Per cui non era successo. Eros misurava approssimativamente seicento chilometri cubi. Prima della Protogen, aveva ospitato il secondo porto pi attivo di tutta la Fascia.
E, senza nemmeno scomodare la presa degli stivali magnetici di Miller, la Stazione di Eros aveva schivato il proiettile.

49.

Holden

Porca puttana esclam Amos con tono impassibile.
Jim disse Naomi alle spalle di Holden, ma lui le fece segno con la mano di aspettare e apr una linea diretta con Alex, su nel cockpit.
Alex, abbiamo davvero visto quello che i miei sensori mi dicono che abbiamo visto?
S, cap rispose il pilota. Il radar e i telescopi dicono entrambi che Eros ha fatto un salto di un paio di centinaia di chilometri nel senso della rotazione in poco meno di un minuto.
Porca puttana ripet Amos con lo stesso tono spassionato. Il tonfo metallico dei portelloni che si aprivano e si chiudevano tra i ponti riecheggi attraverso la nave, segnalando l'arrivo di Amos su per la scala dell'equipaggio.
Holden scosse via l'ondata di irritazione che gli era salita dentro per il fatto che Amos avesse lasciato la sua postazione. Ci avrebbe pensato dopo. Doveva essere assolutamente sicuro che la Rocinante e il suo equipaggio non fossero appena stati vittime di un'allucinazione di gruppo.
Naomi, apri un canale di comunicazione disse.
La donna si volt sul suo sedile per guardarlo, bianca in viso.
Come puoi restare cos calmo? gli chiese.
Il panico non ci aiuter. Dobbiamo sapere che cosa sta succedendo prima di pensare a un piano intelligente. Per favore, trasferiscimi il pannello di comunicazione.
Porca puttana esclam ancora Amos, mentre saliva sul ponte operativo. Il portellone della plancia si richiuse con un tonfo, a sottolineare le sue parole.
Non ricordo di averti ordinato di lasciare la tua postazione, marinaio disse Holden.
Un piano intelligente ripet Naomi, come se fossero parole pronunciate in un'altra lingua, che riusciva quasi a capire. Un piano intelligente.
Amos si gett su un sedile tanto pesantemente che il gel ammortizzante lo afferr e gli imped di rimbalzare.
Eros  fottutamente grossa disse Amos.
Un piano intelligente ripet Naomi, parlando tra s e s.
Voglio dire, davvero fottutamente grossa ribad Amos. Lo sapete quanta energia c' voluta, per imprimere la rotazione a quel sasso? Voglio dire, ci sono voluti anni per far girare quella merda.
Holden si rimise gli auricolari per non sentire Amos e Naomi, e chiam di nuovo Alex.
Alex, Eros si sta ancora spostando?
No, cap. Se ne sta l immobile, come un asteroide.
Okay disse Holden. Amos e Naomi sono fuori gioco. Tu come ti senti?
Non toglier le mani dalla cloche finch quel bastardo sar nei paraggi, questo  poco ma dannatamente sicuro.
Rendiamo grazie a Dio per l'addestramento militare, pens Holden.
Bene, mantienici a una distanza costante di cinquemila chilometri finch non ti dir altrimenti. Avvertimi se si muove di nuovo, anche soltanto di un centimetro.
Ricevuto, cap rispose Alex.
Holden si tolse gli auricolari e si volt per fronteggiare il resto del suo equipaggio. Amos fissava il soffitto, contando sulla punta delle dita, con sguardo vacuo.
...non ricordo esattamente quale sia la massa di Eros, cos su due piedi... stava dicendo, rivolgendosi a tutti e nessuno.
Pi o meno sette milioni di miliardi di chili rispose Naomi. Chilo pi, chilo meno. E la traccia di calore  salita di un paio di gradi.
Cristo esclam il meccanico. Non riesco a fare il calcolo a mente. Tutta quella massa che sale di due gradi, cos?
 tanto disse Holden. Per cui vediamo di...
Circa dieci exajoule disse Naomi. Cos, a mente, ma non credo di sbagliarmi in termini di ordine di grandezza o altro.
Amos fece un fischio.
Dieci exajoule equivalgono a, vediamo... una bomba a fusione nucleare da due gigatoni?
Sono circa cento chili convertiti direttamente in energia disse Naomi. La sua voce cominci a riacquistare sicurezza. Cosa che, ovviamente, non potremmo fare. Ma almeno, qualunque cosa sia successa, non  magia.
La mente di Holden si aggrapp alle sue parole in maniera quasi fisica. Naomi era la persona pi intelligente che conoscesse. Aveva appena parlato direttamente alla paura inarticolata che aveva cominciato a crescere in lui dal momento in cui Eros aveva fatto un salto di lato: che fosse magia, che la protomolecola non dovesse sottostare alle leggi della fisica. Perch, se era cos, gli umani non avrebbero avuto alcuna possibilit.
Spiegati disse.
Be' rispose lei, picchiettando sulla tastiera. Non  stato il calore a muovere Eros. Per cui immagino che si sia trattato di calore di risulta da qualunque cosa sia quella che hanno fatto.
E che significa?
Che il principio di entropia esiste ancora. Che non possono convertire massa in energia con efficienza assolutamente perfetta. Che le loro macchine, o i loro processi, o qualunque cosa usino per spostare sette milioni di miliardi di chili di roccia, sprecano energia. Pi o meno l'equivalente di una bomba da due gigatoni.
Ah.
Non si potrebbe spostare Eros di duecento chilometri con una bomba da due gigatoni replic Amos con uno sbuffo.
No, non si potrebbe rispose Naomi. Questi sono solo i resti. Un prodotto del surriscaldamento. La loro efficienza  sicuramente strabiliante, ma non perfetta. Il che significa che le leggi della fisica sono ancora valide. E che non si tratta di magia.
Potrebbe pure esserlo, per quel che vale disse Amos.
Naomi guard Holden.
Allora, dovremmo... cominci di nuovo lui, ma Alex lo interruppe sulla linea di comunicazione interna.
Cap, Eros si sta muovendo di nuovo.
Seguilo, individuami una rotta e la sua velocit il prima possibile disse Holden, tornando a girarsi verso la console. Amos, torna gi in sala motori. Se uscirai di nuovo senza aver ricevuto un ordine diretto, ti far picchiare a morte dal vicecomandante con una chiave inglese.
L'unica risposta fu il sibilo del portellone che si apriva e il tonfo metallico mentre si richiudeva alle spalle del meccanico che riscendeva sul ponte inferiore.
Alex disse Holden, fissando i dati che la Rocinante gli continuava a fornire su Eros. Dimmi qualcosa.
Va verso il sole. Questo  tutto ci che sappiamo per certo rispose Alex, con voce ancora calma e professionale. Quando Holden era in marina militare aveva cominciato subito con la carriera da ufficiale. Non aveva mai frequentato la scuola dei piloti, ma sapeva che anni e anni di addestramento avevano diviso il cervello di Alex in due comparti separati: questioni di pilotaggio e, secondariamente, tutto il resto. Tallonare Eros e trovare una traiettoria faceva parte della prima met. L'esistenza di alieni spaziali al di l del sistema solare che stavano cercando di distruggere il genere umano non era una questione di pilotaggio e poteva essere tranquillamente ignorata finch non avesse lasciato il cockpit. Poteva darsi che dopo avrebbe avuto un crollo nervoso ma, fino ad allora, Alex avrebbe continuato a fare il suo lavoro.
Portati a cinquantamila chilometri da Eros e mantieni la distanza costante gli disse Holden.
Uhm replic Alex. Mantenere una distanza costante potrebbe essere dura, cap. Eros  appena sparito dal radar.
Holden si sent un nodo in gola.
Come dici?
Eros  appena sparito dal radar ripet Alex, ma nel frattempo Holden stava gi richiamando il pannello di sensori per controllare con i propri occhi. I telescopi mostravano l'asteroide ancora in corsa lungo la sua nuova rotta verso il sole. L'immagine termica lo mostrava come se fosse leggermente pi caldo dello spazio circostante. La strana trasmissione di voci e follia che continuava a percolare fuori dalla stazione era ancora distinguibile, anche se debolmente. Ma il radar diceva che l non c'era niente.
Magia, disse di nuovo una vocina in fondo alla sua testa.
No, non era magia. Anche gli umani avevano navi mimetiche. Si trattava semplicemente di assorbire l'energia del radar invece di rifletterla. All'improvviso, per, mantenere l'asteroide in vista divenne ancora pi importante. Eros aveva dimostrato di essere in grado di muoversi rapidamente e di compiere manovre incredibili, e ora era anche invisibile ai radar. Era del tutto plausibile che quell'asteroide della taglia di una montagna sparisse completamente.
La gravit cominci ad aumentare mentre la Roci rincorreva Eros verso il sole.
Naomi?
Lei alz lo sguardo verso di lui. C'era ancora una traccia di paura nei suoi occhi, ma stava riuscendo a non dare di matto. Per il momento.
Jim?
La linea. Potresti...
La mortificazione sul suo viso fu la cosa pi rassicurante che vedesse da ore. Naomi pass il controllo alla postazione di Holden, e lui apr una richiesta di connessione.
Corvetta MNN, qui  la Rocinante, rispondete prego.
Dite pure, Rocinante replic l'altra nave dopo mezzo minuto di interferenze elettrostatiche.
Vi sto chiamando per confermare i dati dei nostri sensori disse Holden, poi trasmise le informazioni riguardanti il movimento di Eros. Vedete la stessa cosa?
Un'altra pausa, stavolta pi lunga.
Affermativo, Rocinante.
So che stavamo giusto per spararci addosso a vicenda e tutto, ma credo che ormai siamo un po' oltre quello stadio disse Holden. Comunque sia, stiamo inseguendo l'asteroide. Se lo perdiamo di vista, rischiamo di non poterlo ritrovare mai pi. Volete unirvi? Potrebbe essere carino avere un po' di rinforzi se dovesse decidere di aprire il fuoco su di noi o qualcosa del genere.
Un'altra pausa, stavolta lunga quasi due minuti; poi, sulla linea giunse una voce diversa. Pi anziana, femminile, e che mancava completamente dell'arroganza e della rabbia della giovane voce maschile con cui aveva avuto a che fare fino a quel momento.
Rocinante, qui  il capitano McBride della nave scorta MNN Ravi. Ah, pens Holden. Ho parlato con l'ufficiale in seconda per tutto questo tempo. Finalmente il capitano ha preso il timone. Potrebbe essere un buon segno. Ho inviato una richiesta al comando della flotta, ma abbiamo una latenza di ventitr minuti, e quell'asteroide si sta muovendo sempre pi veloce. Ha un piano?
Non proprio, Ravi. Intendo semplicemente seguirlo e raccogliere dati finch non troviamo un'occasione per agire in qualche modo che faccia la differenza. Ma se venite anche voi, magari a nessuno dei vostri verr voglia di spararci accidentalmente mentre cerchiamo di capire cosa fare.
Ci fu una lunga pausa. Holden sapeva che il capitano della Ravi stava soppesando le possibilit che stesse dicendo la verit, in opposizione alle minacce che aveva mosso contro la loro nave di ricerca scientifica. E se fosse stato un complice in qualunque cosa stesse succedendo con quell'asteroide? Anche Holden avrebbe avuto gli stessi dubbi, nella loro posizione.
Ascolti riprese la parola. Vi ho detto il mio nome. James Holden. Ho prestato servizio come tenente nella Marina delle Nazioni Unite. Dovreste avere i miei file nel vostro archivio. Ci troverete un congedo con disonore, ma vedrete anche che la mia famiglia vive in Montana. Non voglio che quell'asteroide colpisca la Terra, non meno di quanto non lo vogliate voi.
Il silenzio dall'altra parte si protrasse per qualche altro minuto.
Capitano disse la donna. Credo che i miei superiori vorrebbero che vi tenessi d'occhio. Verremo con voi mentre gli strateghi decidono sul da farsi.
Holden emise un lungo sospiro rumoroso.
La ringrazio, McBride. Continui a cercare di contattare i suoi. Anch'io sto facendo altre chiamate. Due corvette non saranno sufficienti a risolvere il problema.
Ricevuto rispose la Ravi, poi chiuse il collegamento.
Ho aperto un collegamento con Tycho disse Naomi.
Holden si appoggi allo schienale del suo sedile, mentre la gravit crescente della loro accelerazione gli premeva sul petto. Un groppo gli si stava formando in pancia, e quel nodo gli faceva capire che non aveva la minima idea di cosa stesse facendo, che tutti i piani migliori erano falliti, e che la fine era vicina. Quel breve momento di speranza che aveva provato stava gi cominciando a scivolare via.
Come puoi restare cos calmo?
Mi sa tanto che sto assistendo alla fine della razza umana, pens Holden. Sto chiamando Fred, in modo che non sar colpa mia quando nessuno avr idea di come fare per impedire che sia cos. Ovvio che non sono calmo.
Sto solo suddividendo la colpa.
A che velocit? chiese Fred Johnson, incredulo.
Quattro g, in aumento rispose Holden, con voce strozzata quanto la sua gola. Ah, e ora  invisibile ai radar.
Quattro g. Ha idea di quale sia il peso di Eros?
Ne abbiamo, uhm, gi discusso disse Holden; l'unica cosa che impediva all'impazienza di farsi evidente nel suo tono era l'accelerazione di gravit. La domanda da porsi : e ora? La Nauvoo ha mancato l'obiettivo. I nostri piani sono andati a puttane.
Ci fu un altro aumento percettibile della pressione mentre Alex accelerava per restare al passo con Eros. Se la velocit fosse aumentata ancora, non sarebbero pi riusciti a parlare.
 diretta verso la Terra, ne  sicuro? chiese Fred.
Alex e Naomi lo sono al novanta percento o gi di l.  difficile essere del tutto accurati quando si hanno soltanto dati visivi a disposizione. Ma mi fido di loro. Anch'io andrei dove posso trovare trenta miliardi di nuovi organismi ospiti.
Trenta miliardi. Otto dei quali erano i suoi genitori. S'immagin padre Tom come un fascio di tubi che spandeva fanghiglia marrone. Madre Elise come una cassa toracica che si trascinava sul terreno con un solo braccio scheletrico. E, con tutta quella biomassa, che cosa avrebbe potuto fare? Spostare la Terra? Allontanare il sole?
Bisogna avvertirli disse Holden, cercando di non strangolarsi con la sua stessa lingua mentre parlavano.
Non crede che lo sappiano gi?
Vedono una minaccia. Potrebbero non vedere la fine di ogni vita originaria del sistema solare disse Holden. Voleva un buon motivo per sedersi al tavolo? Che ne dice di questo: uniamoci o moriamo.
Fred rimase in silenzio per un istante. Mentre Holden aspettava, una radiazione di sottofondo gli parl con mistici sussurri pieni di oscuri presagi. Novellino, diceva. Fatti un giro per quattordici miliardi di anni o gi di l. Vedi quel che ho visto io. Poi, tutte queste sciocchezze non ti sembreranno pi cos importanti.
Vedr quel che posso fare disse Fred, interrompendo la lezioncina dell'universo sul concetto di transitoriet. Nel frattempo, voi cosa avete intenzione di fare?
Farci dare una pista da un asteroide e poi starcene a guardare mentre la culla dell'umanit viene spazzata via.
Sono aperto a suggerimenti rispose Holden.
Forse potreste far detonare alcune delle testate nucleari che ha posizionato la squadra di demolizione. Deviare la traiettoria di Eros. Farci guadagnare un po' di tempo.
Sono impostate su detonatori di prossimit. Non possiamo innescarle replic Holden, e l'ultima parola fin con un grido quando il suo sedile lo trafisse in una dozzina di punti diversi, iniettandogli nel corpo un fuoco liquido. Alex aveva attivato la dose, il che significava che Eros continuava ad aumentare la propria velocit e che era preoccupato che potessero tutti perdere i sensi. Quanto ancora avrebbe accelerato? Anche sotto l'effetto della dose, non avrebbero potuto sostenere un'accelerazione prolungata oltre i sette o gli otto g senza correre gravi rischi. Se Eros avesse continuato a mantenere quel ritmo, li avrebbe seminati.
Potete innescarle da remoto disse Fred. Miller dovrebbe avere i codici. Fate calcolare alla squadra di demolizione quali sia meglio attivare per ottenere l'effetto maggiore.
Ricevuto rispose Holden. Lo chiamo.
Io mi lavorer gli interni disse Fred, usando un modo di dire cinturiano senza la minima traccia d'imbarazzo. Vedr che cosa riesco a fare.
Holden interruppe il collegamento, poi si connesse alla nave di Miller.
Yo rispose chiunque fosse addetto alla postazione radio del cargo.
Qui Holden, della Rocinante. Mi passi Miller.
Uhm... replic la voce. Okay.
Ci fu un ticchettio, poi un'interferenza, dopodich Miller lo salut con un po' d'eco nella voce. Indossava ancora il casco, quindi.
Miller, sono Holden. Dobbiamo parlare di quello che  appena successo.
Eros si  mosso.
Miller sembrava strano; la sua voce era distante, come se stesse facendo appena caso a quella conversazione. Holden si sent invadere dall'irritazione, ma la tenne a bada. Aveva bisogno di Miller, in quel momento, che gli piacesse o meno.
Ascolta disse. Ho parlato con Fred, e vuole che ci coordiniamo con i tuoi ragazzi della squadra demolizioni. Avete i codici remoti d'innesco. Se le facciamo detonare tutte dallo stesso lato, possiamo deviare la traiettoria dell'asteroide. Passami i tuoi tecnici, e vediamo che cosa si riesce a fare.
Uhm... s, mi pare una buona idea. Ti invio i codici rispose Miller, con voce non pi distante; stava trattenendo una risata. Come un uomo che stesse per raccontare la parte finale di una barzelletta davvero divertente. Ma, per quanto riguarda i tecnici, non saprei proprio come aiutarti.
Cazzo, Miller, hai litigato anche con quelli?
Il detective liber la risata; un suono aperto e facile che soltanto chi non era sotto una massiccia pressione di g poteva permettersi di emettere. Se per caso c'era una battuta finale, Holden se l'era persa.
Gi disse Miller. Forse s. Ma non  per questo che non te li posso passare. Non sono sulla nave con loro.
Cosa?
Sono ancora su Eros.

50.

Miller

Che vuol dire che sei ancora su Eros?
Vuol dire quello rispose Miller, mascherando un crescente senso di vergogna con tono noncurante. Sono appeso a testa in gi fuori dai moli terziari, dove abbiamo attraccato una delle navi. Mi sento come un cazzo di pipistrello.
Ma...
 buffo: quando questo affare si  mosso, non ho sentito niente. Verrebbe da pensare che, con un'accelerazione del genere, avrebbe dovuto sbalzarmi via o schiacciarmi come un moscerino. O l'una, o l'altra. E invece non  successo niente.
Okay, non ti muovere. Ti veniamo a prendere.
Holden disse Miller. Smettila, okay?
Il silenzio non dur pi di una decina di secondi, ma era davvero carico di significati. Non  sicuro portare la Rocinante su Eros', Sono venuto qui a morire', e infine Non renderla pi difficile di quanto non sia gi'.
S,  solo che... disse Holden. Poi aggiunse: Okay. Fammi... Fammi coordinare con i tecnici. Poi ti... ah, Cristo... poi ti faccio sapere che dicono.
Una cosa, per replic Miller. Dicevi che pensate di deviare questo figlio di puttana? Ricordatevi che non  pi un asteroide.  una nave.
Giusto disse Holden. Un momento dopo, aggiunse: Okay.
Il collegamento s'interruppe con un clic. Miller controll la sua riserva di ossigeno. Rimanevano ancora tre ore nella tuta, ma poteva anche tornarsene alla nave e fare rifornimento con tutta calma. E cos Eros si muoveva, eh? Lui continuava a non sentirlo ma, osservando la superficie curva dell'asteroide, vedeva piccoli microasteroidi, provenienti tutti dalla stessa direzione, che rimbalzavano via. Se la stazione avesse continuato ad accelerare, ne sarebbero arrivati di pi, con maggiore forza. Doveva rientrare nella nave.
Risintonizz il terminale palmare sul canale di Eros. La stazione sotto di lui gorgheggiava e borbottava; lunghi suoni vocalici, lenti, s'irradiavano da l come il canto registrato di una balena. Dopo quella frase rabbiosa e le interferenze elettrostatiche, la voce di Eros pareva in pace. Miller si chiese che genere di musica ci avrebbero fatto Diogo e i suoi amici. I lenti ballabili non sembravano adatti al loro stile. Un fastidioso prurito gli si insinu sulle reni, e lui si spost nella sua tuta per scacciarlo. Quasi senza notarlo, sorrise. Poi scoppi a ridere. Fu attraversato da un'ondata di euforia.
C'era vita aliena nell'universo, e lui la stava cavalcando come una zecca su un cane. La Stazione di Eros si era mossa di sua spontanea volont e sfruttando meccanismi che non poteva nemmeno cominciare a immaginare. Non sapeva quanti anni fossero passati dall'ultima volta che era rimasto sopraffatto dalla meraviglia. Aveva dimenticato quella sensazione. Alz le braccia di lato, allungandole come se potesse abbracciare l'infinito vuoto buio sotto di s.
Poi, con un sospiro, torn a voltarsi verso la nave.
Una volta rientrato nel suo guscio protettivo, Miller si tolse la tuta pressurizzata e colleg la riserva d'ossigeno ai riciclatori per ricaricarla. Con una sola persona di cui occuparsi, perfino con il supporto vitale al minimo sarebbe riuscito a riaverla piena entro un'ora. Le batterie della nave erano quasi completamente cariche. Il suo terminale palmare squill due volte, ricordandogli che era di nuovo giunto il momento dei medicinali antitumorali. Quelli che si era guadagnato l'ultima volta che era stato su Eros. Quelli che avrebbe dovuto assumere per il resto della sua vita. Bella battuta.
Le bombe di fusione erano nella stiva del cargo: scatole grigie e quadrate lunghe quasi il doppio dell'altezza, come mattoni in un mortaio di schiuma adesiva rosa. Miller pass venti minuti a cercare negli armadietti prima di riuscire a trovare una bomboletta di solvente ancora attivo. Lo spruzzo sottile della sostanza puzzava di ozono e olio, e la rigida schiuma rosa si sciolse a contatto con quel liquido. Il detective si accovacci accanto alle bombe e mangi una barretta dal convincente sapore di mele. Julie era seduta accanto a lui, con la testa che riposava senza pesare sulla sua spalla.
C'erano state altre volte in cui Miller aveva scherzato col destino. La maggior parte di esse risaliva a quando era pi giovane e aveva voglia di provare tutto. Ma era capitato anche quando era pi vecchio, pi saggio, pi stanco e affranto dal dolore del divorzio. Capiva benissimo l'anelito verso un essere superiore, un'immensa intelligenza compassionevole in grado di vedere ogni cosa da una prospettiva capace di dissolvere meschinit e malvagit, e di far s che tutto andasse bene. Anche lui continuava a sentire quell'anelito. Solo che non riusciva a convincersi che fosse reale.
Eppure, forse c'era qualcosa di simile a un piano. Forse l'universo l'aveva messo nel posto giusto, al momento giusto, per poter fare ci che nessun altro avrebbe voluto fare. Forse tutto il dolore e le sofferenze che aveva dovuto sopportare, tutte le delusioni e gli anni avvilenti passati a sguazzare nel peggio che l'umanit avesse da offrire, tutto questo era stato inteso a portarlo fin l, in quel momento in cui era pronto a morire per poter far guadagnare un po' di tempo al resto del genere umano.
Sarebbe bello pensare che fosse cos, disse Julie nella sua mente.
S, sarebbe bello concord lui con un sospiro. La visione svan con il suono della sua voce, come un qualsiasi sogno a occhi aperti.
Le bombe erano pi pesanti di quanto non ricordasse. A gravit normale, non sarebbe stato in grado di spostarle. A un terzo di g era dura, ma non impossibile. Uno straziante centimetro dopo l'altro, Miller ne trascin una su un carrello e la trasport fino al portellone pressurizzato. Eros, sopra di lui, cantava tra s e s.
Doveva riposare prima di affrontare la parte pi pesante del lavoro. Il portellone era talmente stretto che lui e la bomba sarebbero potuti passare soltanto uno per volta. Sal sopra la scatola grigia per arrivare al portellone esterno, poi dovette trascinare la bomba con delle cinghie che aveva recuperato dalle reti di carico della stiva. Una volta fuori, avrebbe dovuto legarla alla nave con dei ganci magnetici per impedire alla rotazione di Eros di scaraventarla nel vuoto. Dopo averla tirata fuori e averla legata al carrello, Miller si ferm per riposarsi una mezz'ora.
C'erano pi impatti, ora, segno che Eros stava accelerando per davvero. Ognuno di quei colpi era una fucilata, capace di perforare il suo petto o la nave che aveva dietro di s senza fare una piega, se la sfortuna l'avesse guidato nella giusta direzione. Ma le probabilit che una di quelle rocce mettesse a segno un colpo mirato alla sua minuscola figura che arrancava come una formica lungo la superficie dell'asteroide erano minime. Ad ogni modo, una volta che Eros fosse uscito dalla Fascia, si sarebbero fermati. Ma Eros stava davvero lasciando la Fascia? Miller si rese conto che non sapeva dove fossero diretti. Aveva dato per scontato che la meta fosse la Terra. Probabilmente Holden doveva gi averlo calcolato.
Si sentiva le spalle indolenzite per lo sforzo, ma non troppo. Si preoccup di aver sovraccaricato il carrello. Le ruote erano pi forti dei suoi stivali magnetici, ma potevano sempre essere sopraffatte dalla forza centrifuga. L'asteroide sopra di lui sobbalz: un nuovo, allarmante movimento che non si ripet. Il suo terminale palmare interruppe la voce di Eros, avvertendolo che aveva una richiesta di collegamento in linea. Lui guard lo schermo, si strinse nelle spalle e lasci entrare la chiamata.
Naomi disse, prima che lei potesse parlare. Come te la passi?
Ehi rispose lei.
Il silenzio tra loro si prolung.
Hai parlato con Holden?
S disse lei. Sta ancora cercando di mettere a punto un modo per tirarti via da l.
 una brava persona riconobbe Miller. Fammi il favore di convincerlo a lasciar perdere, okay?
Il silenzio dur abbastanza da mettere Miller un po' a disagio.
Che cosa ci fai, l? chiese Naomi. Come se ci fosse una risposta a quella domanda. Come se tutta la sua vita potesse essere riassunta in una risposta a una semplice domanda. Miller danz intorno a quel che intendeva Naomi e rispose soltanto a ci che aveva detto.
Be', ho legato una bomba nucleare a un carrello di carico. La sto portando verso il portellone di accesso e poi dentro la stazione.
Miller...
Il fatto  che lo stavamo considerando come un semplice asteroide. Ora sappiamo tutti che  un po' semplicistico, ma ci vorr del tempo perch la gente si abitui all'idea: i militari continueranno a vederla come una grossa palla da biliardo, quando in verit  pi simile a un ratto.
Miller parlava troppo in fretta. Le parole gli uscivano fuori a getto continuo. Se non le lasciava spazio, Naomi non avrebbe potuto parlare. E lui non avrebbe dovuto sentire quel che aveva da dirgli. Non avrebbe dovuto impedirle di cercare di dissuaderlo.
Deve avere una qualche struttura. Dei motori, o un centro di controllo. Qualcosa. Se trascino dentro questa bomba, e la porto vicino a qualsiasi cosa stia coordinando questo affare posso distruggerlo. Posso farlo tornare a essere una grossa palla da biliardo. Anche se soltanto per poco tempo, dar a tutti voi un'altra opportunit.
Me lo immaginavo rispose lei. Ha senso.  la cosa giusta da fare.
Miller ridacchi. Un impatto violentemente solido scosse la nave sotto di lui, ripercuotendoglisi nelle ossa con la sua vibrazione. Un pennacchio di gas cominci a fuoriuscire dal nuovo foro. La stazione stava accelerando ancora.
Gi disse Miller. Be'...
Ne stavo parlando con Amos riprese lei. Hai bisogno di un interruttore di sicurezza. In modo che, se dovesse succedere qualcosa, la bomba esploder lo stesso. Se hai i codici di accesso...
Ce li ho.
Bene. Ho un software che puoi installare sul tuo terminale palmare. Dovrai tenere premuto un dito sul tasto d'innesco. Se lo togli per pi di cinque secondi, invier il segnale di detonazione. Se vuoi, posso mandarti il codice.
Per cui dovrei andarmene in giro per la stazione con un dito premuto su un tasto?
Il tono di Naomi veicol una scusa. Potrebbero farti fuori con un colpo alla testa. O trascinarti gi. Pi  lungo l'intervallo, e maggiori sono le probabilit che la protomolecola disabiliti la bomba prima che s'inneschi. Se hai bisogno di pi tempo, posso riprogrammarlo.
Miller fiss la bomba che riposava sul carrello appena fuori dal portello della nave. I suoi display brillavano tutti di verde e dorato. Un sospiro gli appann per un istante l'interno della visiera.
Uhm, no. Cinque va bene. Mandami il software. Dovr impostarlo io, o c' un modo pi immediato di inserire la stringa di armamento e innesco?
C' un percorso d'installazione spieg Naomi. Ti guider passo passo.
Il terminale palmare trill, annunciando la ricezione del nuovo file. Miller lo accett e lo lanci. Era facile quanto inserire un codice di accesso. All'improvviso, gli parve che armare delle bombe di fusione affinch detonassero tutto intorno a lui sarebbe dovuto essere pi difficile.
Ricevuto disse. Siamo pronti. Voglio dire, devo ancora spostare questa bastarda, ma per il resto... ad ogni modo, a che velocit stiamo accelerando, io e questo affare?
Tra poco andr pi veloce di quanto non possa fare la Roci. Quattro g, e continua ad accelerare senza dar segno di voler allentare il gas.
Non riesco a percepirlo replic lui.
Mi dispiace per l'altra volta disse Naomi.
Era una brutta situazione. Abbiamo fatto quel che andava fatto. Come sempre.
Come sempre gli fece eco lei.
Rimasero in silenzio per qualche secondo.
Grazie per il detonatore disse Miller. Di' ad Amos che ho apprezzato il gesto.
Interruppe il collegamento prima che Naomi potesse rispondere. I lunghi addii non erano mai stati il punto forte di nessuno. La bomba riposava sul carrello, con i ganci magnetici in posizione e un'ampia fascia d'acciaio intrecciato a contenerla. Miller si mosse lentamente sulla superficie metallica dei moli. Se il carrello avesse perso la presa su Eros, non avrebbe avuto forza a sufficienza per trattenerlo. Naturalmente, se una di quelle sassate sempre pi frequenti l'avesse colpito, sarebbe stato come farsi sparare, per cui attardarsi da quelle parti non era una buona soluzione. Sgombr la mente da entrambi quei pericoli e si mise al lavoro. Per dieci minuti pieni di tensione, la sua tuta mand un odore di plastica surriscaldata. Tutti i sensori diagnostici salirono nella barra di errore e, quando i riciclatori ebbero risolto il problema, la sua riserva d'aria sembrava ancora buona. Un altro piccolo mistero che non avrebbe mai risolto.
L'abisso sopra la sua testa brillava di astri immobili. Uno di quei puntini luminosi era la Terra. Non sapeva dire quale.
Il portellone di servizio era stato ricavato in una roccia naturalmente sporgente; il percorso in ferro spoglio dei carrelli si perdeva come un nastro d'argento nell'oscurit. Con un grugnito, Miller trascin il carrello, la bomba e il proprio corpo esausto oltre la curva, e la gravit di rotazione torn a premere sui suoi piedi invece che stirargli le ginocchia e la schiena. In preda alle vertigini, inser i codici finch il portellone non si apr.
Di fronte a lui si stendeva Eros, pi buio del cielo vuoto.
Attiv un collegamento tramite terminale attraverso la tuta, chiamando Holden per quella che sarebbe stata l'ultima volta.
Miller rispose quasi immediatamente Holden.
Sto andando dentro disse.
Aspetta. Ascolta, c' un modo in cui potremmo riuscire ad avere un carrello automatico. Se la Roci...
Gi, ma sai com'... sono gi qui. E non sappiamo quanto possa andare veloce questo figlio di puttana. Abbiamo un problema che bisogna risolvere. E questo  l'unico modo.
Le speranze di Holden erano comunque gi tenui. Pro forma. Un gesto, forse anche sentito, pens Miller. Cercare di salvare tutti, fino all'ultimo.
Capisco disse alla fine Holden.
Bene. Allora, una volta che avr azzoppato qualunque cosa dovessi trovare l dentro...
Troveremo un modo per disintegrare la stazione.
Bene. Mi darebbe fastidio essermi sbattuto per niente.
C'... c' niente che vuoi che faccia? Dopo?
Nah disse Miller, poi Julie fu al suo fianco, con i capelli che le fluttuavano intorno come se fosse stata sott'acqua. Rifletteva pi luce delle stelle di quanta non ce ne fosse in realt. Anzi, aspetta. S. Un paio di cose. I genitori di Julie. Sono proprietari della Mao-Kwikowski Mercantile. Sapevano che la guerra stava per scoppiare prima che avesse inizio. Devono avere qualche contatto alla Protogen. Assicurati che non la facciano franca. E, se dovessi vederli, di' loro che mi dispiace di non averla ritrovata in tempo.
Va bene promise Holden.
Miller si accovacci nell'oscurit. C'era altro? Non avrebbe dovuto esserci qualcosa di pi? Un messaggio per Havelock, magari... o Muss. O per Diogo e i suoi amici dell'APE. In quel caso, per, ci sarebbe dovuto essere qualcosa da dire.
Okay riprese Miller. Questo  tutto, allora.  stato un piacere lavorare con te.
Mi dispiace che sia andata cos rispose Holden. Non erano delle scuse per quel che aveva fatto o detto, per ci che aveva scelto o rifiutato.
Gi disse Miller. Ma che ci vuoi fare, eh?
Era la cosa pi vicina a un saluto a cui potessero arrivare. Miller chiuse il collegamento, esegu il codice che gli aveva mandato Naomi e lo attiv. Gi che c'era, riaccese anche il canale di Eros.
Un sussurro delicato, come di unghie che graffiavano un infinito foglio di carta. Accese i fari del carrello e l'ingresso cupo di Eros s'illumin di un grigio industriale, mentre le ombre fuggivano negli angoli bui. La sua Julie immaginaria era in piedi nel fascio di luce, come un faro che rifletteva il bagliore che illuminava lei e contemporaneamente tutte le strutture alle sue spalle, come lo strascico di un lungo sogno, prossimo alla fine.
Miller tolse il freno, spinse il carrello ed entr all'interno di Eros per l'ultima volta.

51.

Holden

Holden sapeva che gli esseri umani erano in grado di tollerare accelerazioni di g estreme per poco tempo. Con l'ausilio di appropriati sistemi di sicurezza, alcuni stuntman professionisti avevano sostenuto impatti di oltre venticinque g ed erano sopravvissuti. Il corpo umano si deformava naturalmente, assorbendo l'energia nei tessuti molli e diffondendo l'impatto in zone pi ampie.
Sapeva anche che il problema, in un'esposizione prolungata a g elevati, consisteva nel fatto che la pressione costante sul sistema cardiovascolare avrebbe cominciato a farne emergere le debolezze. Se un'arteria aveva un qualche punto debole che, quarant'anni pi tardi, si sarebbe probabilmente trasformato in aneurisma, bastavano poche ore a sette g per farla esplodere. I capillari negli occhi cominciavano a perdere sangue. L'occhio stesso si deformava, provocando a volte un danno permanente. E poi c'erano gli organi cavi, come i polmoni e il tratto digestivo. Se vi si ammassava troppa gravit, collassavano.
E, bench le navi da guerra potessero essere manovrate a g molto elevati per brevi periodi di tempo, ogni momento trascorso in accelerazione moltiplicava il pericolo.
Eros non aveva nemmeno bisogno di sparargli contro qualcosa. Bastava che continuasse ad accelerare finch i loro corpi non fossero esplosi per la pressione. La sua console segnava cinque g ma, proprio mentre controllava, pass a sei. Non potevano continuare l'inseguimento. Eros sarebbe riuscito a fuggire. Non potevano far niente per impedirlo.
Ma ancora non diede l'ordine d'interrompere l'accelerazione ad Alex.
Come se Naomi gli avesse letto nella mente, la scritta Non possiamo continuare ancora' apparve sul suo display, con il codice identificativo della vicecomandante in alto sullo schermo.
Fred sta cercando una soluzione. Potrebbe aver bisogno di averci a portata di Eros quando avranno elaborato un piano' rispose. Perfino muovere le dita di quei pochi millimetri necessari a usare i controlli inseriti nel suo sedile per quel preciso scopo era doloroso.
A portata di cosa?' digit Naomi.
Holden non rispose. Non ne aveva idea. Il proprio sangue bruciava con le droghe che lo tenevano allerta e sveglio mentre il suo corpo veniva schiacciato. La dose aveva l'effetto contraddittorio di fargli correre il cervello a velocit doppia e al contempo di non permettergli di riuscire a ragionare veramente. Ma Fred avrebbe trovato qualcosa. C'erano un sacco di persone intelligenti al lavoro sul problema.
E Miller.
Miller stava trasportando a mano una bomba a fusione nel cuore di Eros, in quello stesso momento. Quando il tuo nemico aveva il vantaggio tecnologico dalla sua, non potevi che attaccarlo con il minimo sforzo tecnologico possibile. Forse un detective depresso che trascinava con s una bomba su un carrello sarebbe riuscito a superare le difese di Eros. Naomi aveva detto che non si trattava di magia. Forse Miller ce l'avrebbe fatta e avrebbe fornito loro l'occasione di cui avevano bisogno.
Comunque fosse andata, Holden doveva essere l, anche soltanto per vedere.
Fred' digit Naomi.
Holden apr il collegamento. Fred lo guard con l'espressione di un uomo che tratteneva un sorriso.
Holden disse. Come ve la state passando?
Sei g. Sputi il rospo.'
Bene.  saltato fuori che gli sbirri delle Nazioni Unite hanno rivoltato la rete della Protogen come un calzino, alla ricerca di indizi su quello che  successo. E immaginate un po' chi  saltato fuori come nemico numero uno per i pezzi grossi della Protogen? Il vostro affezionatissimo. All'improvviso tutto  perdonato, e la Terra mi vuole riaccogliere nel suo caldo abbraccio. Il nemico del mio nemico pensa che io sia un bastardo sulla retta via.
Che bello. La milza mi sta per esplodere. Tagli corto.'
L'idea di Eros che si schianti sulla Terra  una brutta cosa. Un evento da estinzione totale, anche se si tratta soltanto di un asteroide. Quelli delle Nazioni Unite hanno guardato il canale di Eros e si sono cacati addosso.
E...'
La Terra si sta preparando a impiegare il suo intero arsenale nucleare di terra. Migliaia di testate. Hanno intenzione di vaporizzare quell'asteroide. La marina militare intercetter quel che rimane dopo l'attacco iniziale e sterilizzer quell'intera area di spazio con un bombardamento nucleare costante. So che  un rischio, ma non abbiamo altro.
Holden resistette al bisogno di scuotere la testa. Non voleva finire con una guancia schiacciata permanentemente sul sedile.
Eros ha schivato la Nauvoo. Sta procedendo a sei g e, secondo quanto dice Naomi, Miller non percepisce alcuna accelerazione. Qualsiasi cosa stia facendo, non ha le nostre stesse limitazioni inerziali. Che cosa gli impedirebbe di schivare di nuovo? A una velocit del genere, i missili non riuscirebbero mai a fare marcia indietro e colpirlo. E su cosa diavolo puntereste i mirini? Eros non riflette pi alcun segnale radar.'
 qui che entrate in scena. Abbiamo bisogno che riusciate a inquadrarlo con un laser. Possiamo usare il sistema di puntamento della Rocinante per guidare le testate verso il bersaglio.
Detesto darle un dispiacere, ma saremo fuorigioco molto prima dell'arrivo di quei missili. Non possiamo tenere il passo. Non possiamo guidare i missili per voi. E, una volta perso il contatto visivo, nessuno potr pi rintracciare Eros.'
Potreste dover impostare l'autopilota disse Fred.
Intendendo: Potreste dover morire tutti nei vostri sedili.'
Ho sempre voluto morire da martire e tutto, ma che cosa le fa pensare che la Roci sia in grado di competere con quell'affare? Non ammazzer il mio equipaggio soltanto perch non siete capaci di inventarvi un piano migliore.'
Fred si chin verso lo schermo, stringendo gli occhi. Per la prima volta, la maschera di Fred venne meno e Holden vide la paura e l'impotenza che nascondeva.
Ascolti, mi rendo conto di quel che le sto chiedendo, ma lei sa qual  la posta in gioco. Non abbiamo altro. Non l'ho chiamata per sentirmi dire che non funzioner. Ci dia una mano o lasci perdere. In questo momento, avvocato del diavolo'  soltanto una definizione educata per pezzo di merda'.
Mi sto schiacciando a morte, probabilmente con danni permanenti, soltanto perch non volevo lasciar perdere, razza di bastardo. E scusa se non sono disposto ad ammazzare i miei soltanto perch me lo dici tu.
Il fatto di dover digitare ogni cosa aveva il vantaggio di contenere gli scatti emozionali. Invece di saltargli alla gola per aver messo in dubbio la sua dedizione alla causa, Holden si limit a scrivere Mi ci faccia pensare' e interruppe il collegamento.
Il sistema ottico di puntamento che sorvegliava Eros indic che l'asteroide stava di nuovo aumentando la propria velocit. Il gigante seduto sul suo petto continu a ingrassare mentre Alex spingeva la Rocinante all'inseguimento. Un indicatore rosso lampeggiante inform Holden che, considerando la durata dell'accelerazione che avevano sostenuto, poteva aspettarsi uno svenimento del dodici per cento dell'equipaggio. L'indice sarebbe salito. Era solo questione di tempo, e avrebbe raggiunto il cento percento. Holden cerc di ricordare la massima accelerazione teorica della Rocinante. Alex l'aveva gi portata per un breve periodo a dodici g, quando erano fuggiti dalla Donnager. Il limite reale era uno di quei numeri irrilevanti, che servivano solo a vantarti delle prestazioni che la tua nave in realt non avrebbe mai raggiunto concretamente. Quindici g? Venti?
Miller non aveva nemmeno percepito un'accelerazione. Quanto potevi andare veloce, se nemmeno riuscivi a percepirlo?
Quasi senza rendersi conto di quello che stava per fare, Holden attiv l'interruttore di spegnimento del motore principale. In pochi secondi si ritrov in caduta libera, squassato da violenti colpi di tosse mentre gli organi cercavano di ritrovare la loro posizione originale all'interno del suo corpo. Quando si fu ripreso abbastanza da riuscire a fare un respiro profondo, il primo da ore, Alex lo contatt in linea.
Cap, hai spento tu i motori? domand il pilota.
S, sono stato io. Basta cos. Eros riuscir a fuggire, a prescindere da quello che facciamo noi. Stiamo soltanto prolungando l'inevitabile, e a rischio della vita dell'equipaggio.
Naomi ruot il sedile e gli rivolse un sorriso triste. L'accelerazione le aveva provocato un occhio nero.
Abbiamo fatto del nostro meglio disse.
Holden si spinse fuori dal sedile, tanto forte da picchiare gli avambracci sul soffitto, poi si spinse di nuovo gi e si addoss a una paratia afferrandosi al sostegno di un estintore. Naomi lo osservava dall'altra parte della plancia, con la bocca atteggiata in una O di sorpresa. Holden sapeva che probabilmente si stava comportando in modo ridicolo, come un bambino petulante che faceva i capricci, ma non riusciva a trattenersi. Lasci la presa sull'estintore e fluttu in mezzo al ponte. Non si era reso conto di aver picchiato sulla paratia con l'altro pugno. Ora che se n'era accorto, il dolore arriv alla mano.
Porca puttana disse. Porca puttana!
Abbiamo...
Abbiamo fatto del nostro meglio? E che diavolo importa? Holden sentiva la testa invasa da una nebbia rossa, e non era tutta colpa della dose. Ho fatto del mio meglio anche per aiutare la Canterbury. Ho cercato di fare la cosa giusta quando ho lasciato che ci prendessero a bordo della Donnager. Hanno forse contato un cazzo, le mie intenzioni?
L'espressione di Naomi si fece imperscrutabile. Le sue palpebre si abbassarono, e lo fiss attraverso gli occhi socchiusi. Le sue labbra si serrarono finch non divennero quasi bianche. Volevano che ti uccidessi, pens Holden. Volevano che uccidessi il mio equipaggio, nell'ipotesi in cui Eros non riuscisse a superare i quindici g, e io non ce l'ho fatta. Il senso di colpa, la rabbia e il dolore si confusero in lui, trasformandosi in qualcosa di inafferrabile e sconosciuto. Non riusc a dare un nome a quella sensazione.
Sei l'ultima persona da cui mi sarei aspettata autocommiserazione disse Naomi, con voce tesa. Dov' il capitano che si chiede sempre: Che cosa possiamo fare, ora, per migliorare la situazione?'
Holden fece un gesto impotente intorno a s. Mostrami il pulsante che devo premere per impedire che l'intera popolazione della Terra venga uccisa, e lo premer.
Fintantoch non uccida te.
Naomi si slacci le cinture e fluttu verso la scala dell'equipaggio.
Vado gi a controllare Amos disse, poi apr il portellone. Fece una pausa. Sono il tuo ufficiale operativo, Holden. Controllare le linee di comunicazione fa parte del mio lavoro. So che cosa ti ha chiesto Fred.
Holden sbatt le palpebre, e Naomi usc. Il portellone si richiuse alle sue spalle con un tonfo che non poteva essere stato pi forte del normale, ma che sembr esserlo comunque.
Holden chiam il cockpit e disse ad Alex di fare una pausa e di prendersi un caff. Il pilota si ferm a met strada, mentre attraversava il ponte, con l'aria di chi volesse dire qualcosa, ma Holden si limit a fargli cenno di andare. Alex si strinse nelle spalle e si allontan.
Quella sensazione liquida gli si era radicata nello stomaco e sbocci in un vero e proprio fremito di panico che gli scosse tutti gli arti. Una qualche parte maligna della sua mente, vendicativa e autoflagellante, insisteva a mostrargli ancora e ancora il film di Eros che si precipitava verso la Terra. Sarebbe precipitato in un rombo furioso dal cielo, come la visione fatta realt dell'apocalisse di ogni religione, con fuoco e terremoti e piogge pestilenziali che flagellavano la Terra. Ma, ogni volta che Eros colpiva la Terra, nella sua mente, era l'esplosione della Canterbury quella che vedeva. Una luce bianca, sconvolgente e improvvisa, e poi nient'altro che il rumore di schegge ghiacciate che percuotevano lo scafo della sua nave come una grandine delicata.
Marte sarebbe sopravvissuto, per un po'. E probabilmente alcune sacche della Fascia avrebbero resistito anche pi a lungo. Avevano la cultura dell'arrangiarsi, del sopravvivere di scarti, vivendo al limite estremo delle proprie risorse. Alla fine, per, senza la Terra, ogni cosa sarebbe morta. Gli esseri umani erano stati fuori dal pozzo di gravit per molto tempo. Abbastanza a lungo da sviluppare la tecnologia necessaria a recidere quel cordone ombelicale, ma non si erano mai presi la briga di farlo davvero. Stagnante. L'umanit, con tutto il suo desiderio di precipitarsi in qualsiasi buco vivibile che riuscisse a raggiungere, era diventata stagnante. Soddisfatta di andarsene in giro su navi costruite pi di mezzo secolo prima, di usare una tecnologia che era rimasta immutata da ancora pi tempo.
La Terra era stata tanto concentrata sui propri problemi che aveva ignorato i suoi figli pi lontani, tranne quando si trattava di pretendere una fetta dei proventi delle loro fatiche. Marte aveva impiegato la sua intera popolazione nel compito di rifare l'intero pianeta, cambiandone il volto da rosso a verde. Cercando di creare una nuova Terra per porre fine alla dipendenza dal vecchio pianeta. E la Fascia era diventata la periferia, i bassifondi del sistema solare, dove tutti erano troppo impegnati a cercare di sopravvivere per poter impiegare del tempo nel tentativo di creare qualcosa di nuovo.
Abbiamo trovato la protomolecola esattamente nel momento ideale perch ci infligga il massimo danno possibile, pens Holden.
Era sembrata una scorciatoia. Un modo per evitare il lavoro pi duro e saltare a pi pari verso lo stadio divino. Ed era passato cos tanto tempo da quando qualcosa aveva rappresentato una minaccia per l'umanit, che non fosse l'umanit stessa, che nessuno era nemmeno pi abbastanza intelligente da essere spaventato. Lo stesso Dresden l'aveva detto: chiunque avesse creato la protomolecola, l'avesse caricata su Phoebe e sparata verso l'umanit, era gi allo stadio divino quando gli antenati degli uomini di oggi erano convinti che la fotosintesi e il flagello fossero delle avanguardie tecnologiche. Eppure Dresden aveva preso quella loro antica macchina di distruzione e l'aveva comunque messa in moto, perch, a ben vedere, gli esseri umani non erano ancora altro che scimmie curiose. Dovevano ancora toccare qualsiasi cosa trovassero con un bastoncino, per vedere che cosa facesse.
La nebbia rossa nella mente di Holden aveva acquisito una strana persistenza lampeggiante. Ci mise un po' per rendersi conto che un indicatore sul suo pannello di controllo si stava accendendo a intermittenza, segnalandogli una chiamata in arrivo dalla Ravi. Holden si diede una spinta contro uno dei sedili che aveva accanto, torn fluttuando verso la sua postazione e apr il collegamento.
Qui la Rocinante. Dite pure, Ravi.
Holden, perch ci siamo fermati? chiese McBride.
Perch non saremmo comunque riusciti a tenere il passo, e il pericolo di morte per l'equipaggio era troppo elevato rispose Holden. Perfino a lui sembr un argomento debole. Da codardi. McBride non sembr farci caso.
Ricevuto. Mi far dare nuovi ordini. Vi far sapere se c' qualche cambiamento.
Holden chiuse il collegamento e fiss la console con sguardo assente. Il sistema di puntamento ottico stava facendo del suo meglio per mantenere Eros nel proprio mirino. La Roci era una buona nave. All'avanguardia. E, dal momento che Alex aveva segnato l'asteroide come una minaccia, il computer avrebbe fatto tutto quel che poteva per continuare a tracciarne i movimenti. Ma Eros era un oggetto in rapida accelerazione a bassa albedo che non rifletteva il radar. Poteva muoversi imprevedibilmente e ad altissime velocit. Era solo questione di tempo, prima che lo perdessero di vista, tanto pi che aveva la precisa intenzione di far perdere le proprie tracce.
Una piccola finestra di dati si apr accanto alle informazioni di posizione sulla console, per informarlo che la Ravi aveva acceso il suo transponder. Tenerlo acceso quando non c'erano minacce apparenti n necessit di passare sotto copertura era una pratica standard, anche per le navi militari. L'ufficiale in sala radio della piccola corvetta della Marina Militare delle Nazioni Unite doveva averlo acceso per abitudine.
La Roci lo registr come una nave conosciuta e lo mostr sul pannello delle minacce assegnandogli un puntino verde che pulsava delicatamente e una targhetta con il nome. Holden lo fiss a lungo con sguardo assente. Poi sgran gli occhi.
Merda esclam Holden, poi apr la linea di comunicazione interna. Naomi, ho bisogno di te in plancia.
Credo che preferirei restare qui per un po' rispose lei.
Holden attiv l'allarme di postazioni di battaglia sulla sua console. Le luci del ponte divennero rosse e un segnale acustico risuon per tre volte.
Vicecomandante Nagata, in plancia disse. Avrebbe potuto mettergli il muso pi tardi. Se lo meritava. In quel momento, per, non c'era tempo da perdere.
Naomi fu sul ponte operativo in meno di un minuto. Holden si era gi allacciato le cinture sul suo sedile ed era intento a rivedere i registri di comunicazione. Naomi and alla propria postazione e si allacci le cinture. Gli rivolse uno sguardo interrogativo - Alla fine ci tocca morire, insomma?' - ma non disse niente. Se Holden avesse risposto che era cos, lei avrebbe obbedito. Sent una punta di ammirazione mista a irritazione nei suoi confronti. Trov quel che cercava nei registri prima di parlare.
Okay disse. Abbiamo avuto il contatto radio con Miller dopo che Eros  scomparso dai radar. Giusto?
S,  cos conferm lei. Ma la sua tuta non  abbastanza potente da trasmettere oltre il guscio di Eros per lunghe distanze, per cui una delle navi attraccate ha amplificato il proprio segnale.
Il che vuol dire che, qualsiasi cosa stia facendo Eros per annullare il segnale radar, non ha effetto sulle trasmissioni dall'esterno.
Mi pare corretto replic Naomi, con crescente curiosit nel tono di voce.
E tu hai ancora i codici di controllo delle cinque navi cargo dell'APE sulla sua superficie, giusto?
S, signore. Poi, un attimo dopo: Oh, cazzo.
Okay disse Holden, girando il suo sedile per guardare Naomi con un gran sorriso in volto. Perch la Roci e ogni altra nave militare del sistema solare hanno un interruttore che serve a spegnere il proprio transponder?
Per evitare che un nemico possa prendere a bersaglio il segnale per farle saltare in aria spieg lei, ricambiando il suo sorriso.
Holden fece di nuovo girare il sedile e cominci ad aprire un canale di comunicazione con la Stazione di Tycho.
Vicecomandante, sarebbe cos gentile da usare i codici di controllo che le ha fornito Miller per riaccendere quelle cinque navi cargo dell'APE e riattivare i loro transponder? A meno che il nostro ospite su Eros non possa andare pi veloce delle onde radio, credo che abbiamo risolto il problema dell'accelerazione.
Ricevuto, capitano rispose Naomi. Anche se era rivolta dall'altra parte, Holden riusciva a sentire il sorriso nella sua voce, e questo sciolse l'ultimo gelo che gli attanagliava lo stomaco. Avevano un piano. Avrebbero fatto la differenza.
Chiamata in arrivo dalla Ravi disse Naomi. Vuoi che te la passi prima di accendere i transponder?
Diavolo, s.
La linea frusci.
Capitano Holden. Abbiamo ricevuto i nostri nuovi ordini. A quanto pare, inseguiremo quell'asteroide ancora per un po'.
McBride aveva la voce di qualcuno che era appena stato mandato a morire. Stoica.
Forse vorr trattenersi per un altro paio di minuti replic Holden. Abbiamo un'alternativa.
Mentre Naomi attivava i transponder sulle cinque navi cargo dell'APE che Miller aveva lasciato attraccate sulla superficie di Eros, Holden illustr il piano a McBride e poi, su una linea separata, a Fred. Quando questi lo richiam con l'approvazione entusiasta del piano da parte sua e del comando della Marina Militare delle Nazioni Unite, le cinque navi cargo gi emettevano il loro lamento, dichiarando all'universo intero la propria posizione. Un'ora dopo, il pi grande stormo di armi nucleari interplanetarie della storia del genere umano era stato lanciato ed era in rotta verso Eros.
Vinceremo noi, pens Holden mentre guardava i missili volare come un nugolo di puntini rossi sul suo display di minaccia aerea. Sconfiggeremo questa cosa. E, per di pi, il suo equipaggio sarebbe rimasto in vita. Nessun altro doveva morire.
Tranne...
C' Miller in linea disse Naomi. Probabilmente ha notato che abbiamo riacceso le navi.
Holden sent un nodo formarglisi nello stomaco. Miller sarebbe stato l, su Eros, quando fossero arrivati quei missili. Non tutti avrebbero potuto festeggiare la vittoria.
Ehi, Miller. Come te la passi? chiese, non riuscendo a evitare del tutto che la sua domanda assumesse un tono da funerale.
La voce di Miller era incostante e mezza coperta dalle interferenze, ma non cos incomprensibile da non permettere a Holden di udirne il tono e di sapere che tutta la loro festa stava per andare a puttane.
Holden disse Miller. Abbiamo un problema.

52.

Miller

Uno. Due. Tre.
Miller rimise il pollice sul terminale palmare, riazzerando l'innesco. Le doppie porte che aveva di fronte un tempo erano state uno dei mille meccanismi silenziosamente automatici della stazione. Si erano aperte, affidabili e perfette sulle loro rotaie magnetiche, forse per anni. Ora, qualcosa di nero con una superficie simile alla corteccia di un albero vi cresceva come un rampicante attorno ai lati, deformandone il metallo. Oltre la porta c'erano i corridoi del porto, i magazzini, il casin. Tutto ci che era stato la Stazione di Eros e che era ora l'avanguardia di una forza d'invasione aliena. Per raggiungerlo, per, Miller doveva riuscire a forzare quella porta incastrata. In meno di cinque secondi. Con indosso una tuta ambientale.
Pos di nuovo il terminale palmare e allung rapidamente le mani verso la sottile fessura nel punto in cui s'incontravano le porte. Uno. Due. La porta si spost di un centimetro, lasciando colare fuori fiocchi di materia nera. Tre.
Quattro.
Riprese il terminale in mano e azzer l'innesco.
Quella merda non avrebbe funzionato.
Miller si sedette a terra accanto al carrello. Il canale di Eros sussurrava e borbottava, apparentemente inconsapevole del piccolo invasore che grattava la pelle della stazione. Miller fece un lungo respiro profondo. La porta non si muoveva. Doveva oltrepassarla.
Naomi non sarebbe stata contenta.
Con la sua mano libera, Miller allent la cinghia di metallo intessuto intorno alla bomba finch non fu libera di oscillare un po' avanti e indietro. Lentamente, con molta cautela, ne alz un angolo. Poi, sempre controllando lo stato del sensore, ci infil sotto il terminale palmare, con l'angolo di metallo che spingeva forte sul touchscreen proprio sul pulsante di attivazione. L'innesco rimase verde. Se la stazione avesse sobbalzato o si fosse spostata, avrebbe comunque avuto cinque secondi per riprenderlo.
Si poteva fare.
Con entrambe le mani libere, Miller si accan sulla porta. Altre croste nere continuarono a cadere mentre allargava le porte abbastanza da vederci attraverso. Il corridoio pi in l era quasi rotondo. Quei rampicanti neri ne avevano riempito gli spigoli fino a fargli assumere l'aspetto di un enorme vaso sanguigno essiccato. Le uniche luci erano quelle del suo casco e un milione di minuscoli puntini che volteggiavano per aria come lucciole blu. Quando la voce sul canale di Eros pulsava, aumentando momentaneamente d'intensit, le lucciole diminuivano e poi tornavano come prima. La tuta ambientale rifer la presenza di atmosfera respirabile, con concentrazioni pi elevate del previsto di argon, ozono e benzene.
Uno dei puntini luminosi lo super fluttuando, vorticando sull'onda di correnti invisibili. Miller lo ignor, continuando a spingere le porte, ampliando il varco centimetro per centimetro. Ora poteva far passare un braccio intero per tastare la crosta sul pavimento. Sembrava abbastanza solida da sostenere il peso del carrello. Quella era una benedizione. Se fosse stata fanghiglia aliena alta fino al ginocchio, avrebbe dovuto trovare un altro modo di trasportare la bomba. Tirare il carrello su quella superficie tondeggiante sarebbe gi stato abbastanza difficile cos com'era.
Nessuna requie per i malvagi, disse Julie Mao nella sua mente. Nessuna pace per i giusti.
Miller si rimise al lavoro.
Quando ebbe aperto la porta abbastanza da riuscire ad attraversarla, era coperto di sudore. Aveva le braccia e la schiena indolenzite. La crosta nera cominci a crescere a partire dal corridoio, protendendo i suoi tentacoli verso il portellone pressurizzato, sempre tenendosi sui bordi, dove le pareti incontravano il pavimento o il soffitto. Il bagliore blu riempiva di s l'aria. Eros stava uscendo dal corridoio rapido quanto Miller faceva il suo ingresso. Pi rapido, anche.
Miller trascin su il carrello con entrambe le mani, tenendo d'occhio il terminale. La bomba si mosse un po', ma non abbastanza da perdere pressione sul pulsante d'innesco. Una volta arrivato nel corridoio, Miller riprese il terminale in mano.
Uno. Due.
Il peso della bomba aveva scavato una nicchietta sul touchpad, ma quello funzionava ancora. Miller afferr la maniglia del carrello e spinse in avanti, con la superficie irregolare e organica sotto i suoi piedi che si riverberava nelle vibrazioni degli sbalzi e dei tremolii del carrello.
C'era gi morto una volta, l dentro. Era stato avvelenato. Gli avevano sparato. Quei corridoi, o altri molto simili a quelli, erano stati il suo campo di battaglia. Suo e di Holden. Ora erano irriconoscibili.
Attravers un ampio spazio quasi completamente vuoto. L, la crosta si assottigliava, e le paratie metalliche del magazzino emergevano di tanto in tanto. Un LED brillava ancora sul soffitto, con la sua luce bianca e fredda che filtrava nell'oscurit tutto intorno.
Il corridoio lo port fino al livello dei casin; la struttura architettonica continuava a indirizzare i visitatori in quello stesso punto. La corteccia aliena era quasi del tutto scomparsa, ma lo spazio era stato trasformato. Le macchine dei pachinko erano ancora ordinate su lunghe file, mezze fuse o esplose o, in alcuni casi, ancora funzionanti ed esortanti a inserire le informazioni finanziarie indispensabili per sbloccare le loro lucine sgargianti e gli effetti sonori festosi e celebrativi. I tavoli da gioco erano ancora visibili sotto grandi calotte fungiformi di gel translucido e colloso. Lungo le pareti e i soffitti alti come cattedrali, lunghe costole nere s'increspavano di fili simili a capelli che emanavano un bagliore in punta senza per offrire alcuna illuminazione.
Si lev un grido, e il suono fu attutito dalla tuta di Miller. L'audio del canale di trasmissione sembrava pi forte e completo, ora che era penetrato sotto la pelle di Eros. Miller fu colto dall'improvviso, vivido ricordo di quando era piccolo e aveva guardato il video di un bambino che era stato inghiottito da una mostruosa balena.
Qualcosa di grigio, grande quanto i due pugni di Miller messi assieme, gli vol accanto quasi troppo veloce per essere visto. Non era un uccello. Qualcosa si mosse dietro un distributore automatico rivoltato. Miller si rese conto di cosa mancasse. C'erano state un milione e mezzo di persone su Eros, e una gran parte di loro era stata l, nel livello dei casin, quando era giunta la loro personale apocalisse. Eppure non c'erano corpi. Anzi, no. Non era vero. Quella crosta nera, quei milioni di rigagnoli scuri sopra di lui con quel loro morbido riflesso oceanico. Quelli erano i cadaveri di Eros, trasformati. Carne umana, rimodellata. Un allarme della tuta lo avvert che stava andando in iperventilazione. L'oscurit cominci a addensarsi ai margini del suo angolo visivo.
Miller cadde in ginocchio.
Non svenire, figlio di puttana, si disse. Non svenire o, se lo fai, perlomeno cadi in modo che il tuo peso si schianti sul dannatissimo pulsante d'innesco.
Julie gli pos una mano sulla sua. Miller poteva quasi sentirla, e si riprese. Julie aveva ragione. Erano soltanto cadaveri. Soltanto persone morte. Vittime. Soltanto un'altra fetta di carne riciclata, proprio come qualunque puttana abusiva che era stata accoltellata a morte in alberghi da due soldi su Ceres. Proprio come tutti i suicidi che si gettavano fuori dai portelloni pressurizzati. Certo, la protomolecola aveva mutilato la carne in modo strano, ma non cambiava la sostanza di quel che era. Non cambiava quel che era lui.
Quando sei uno sbirro, disse a Julie, ripetendo quel che diceva a tutti i novellini che gli erano stati affiancati durante la sua carriera non puoi permetterti il lusso di provare emozioni. Devi fare il tuo dovere.
E allora fa' il tuo dovere, disse lei dolcemente.
Miller annu. Si rialz. Fa' il tuo dovere.
Come in risposta al pensiero, il suono nella sua tuta cambi, e la voce di Eros attravers cristallina un centinaio di frequenze diverse prima di esplodere in un violento flusso di ci che Miller pens essere hindi. Voci umane. Finch le voci umane non ci svegliano, pens, senza riuscire a ricordare esattamente da dove venisse quella frase.
Da qualche parte, nella stazione, doveva esserci... qualcosa. Un meccanismo di controllo, una fonte di energia o qualunque cosa la protomolecola stesse usando al posto di un motore. Miller non sapeva che forma avrebbe avuto o in che modo sarebbe stato difeso. Non aveva idea di come potesse funzionare, a parte l'ipotesi che, se l'avesse fatto saltare, probabilmente non gli avrebbe fatto granch bene.
E allora torniamo indietro, disse a Julie. Torniamo indietro a quel che sappiamo.
La cosa che stava crescendo nelle viscere di Eros, usando il guscio roccioso dell'asteroide come proprio esoscheletro inarticolato, non aveva tagliato fuori i porti. Non aveva spostato le pareti interne o ricreato le sale e i passaggi del livello dei casin. Per cui, la disposizione della stazione doveva essere piuttosto corrispondente a ci che era stata un tempo. Okay.
Qualunque cosa usasse per far muovere la stazione attraverso lo spazio, stava usando un fottio di energia. Okay.
E allora trova il punto caldo. Con la sua mano libera, Miller controll le condizioni della tuta ambientale. La temperatura era di ventisette gradi: calda, ma lungi dall'essere insopportabile. Si avvi a passo svelto verso il corridoio del porto. La temperatura diminu; lo sbalzo era di meno di un centesimo di grado, ma c'era. E va bene. Poteva andare in ogni corridoio, trovare quale fosse il pi caldo, e seguirlo fino in fondo. Quando avesse trovato un posto nella stazione che fosse, per dire, di tre o quattro gradi pi caldo del resto, quello sarebbe stato il punto. Ci avrebbe piazzato il carrello accanto, avrebbe alzato il pollice e avrebbe contato fino a cinque.
Nessun problema.
Quando torn al carrello, qualcosa di dorato con il morbido aspetto di un'erica stava crescendo attorno alle ruote. Miller le ripul meglio che pot, ma una di esse ormai emetteva un cigolio. Non ci poteva fare niente.
Spingendo il carrello con una mano mentre con l'altra teneva premuto il pulsante d'innesco di emergenza, Miller si addentr pi a fondo nella stazione.
Lei  mia diceva la non-mente di Eros. Era rimasta incastrata su quella frase per la gran parte di quell'ultima ora.  mia. ... mia.
Va bene borbott Miller.  tutta tua.
Aveva la spalla dolorante. Il cigolio della ruota era peggiorato, e quel rumore stridulo risuonava attraverso la follia delle anime dannate di Eros. Sentiva il pollice che cominciava a formicolare per quella pressione costante di quel non farsi saltare in aria per un altro po'. A ogni livello che risaliva, la gravit di rotazione si attenuava e il Coriolis si faceva sempre pi notare. Non era proprio come su Ceres, ma quasi, e Miller ebbe l'impressione di essere tornato a casa. Si ritrov a non vedere l'ora di finire quel lavoro. S'immagin di ritorno nel suo buco, con un pacco da sei birre e un po' di musica dalle casse che fosse stata composta da un vero musicista invece di quella casuale glossolalia decerebrata della stazione morta. Magari un po' di jazz.
Chi avrebbe mai pensato che l'idea di un po' di jazz sarebbe stata invitante?
Provate a prendermi, succhiacazzi disse Eros. Ormai sono andato, andato, andato. Andato, andato, andato.
I livelli interni della stazione erano al contempo familiari e strani. Lontano dalla tomba di massa al livello dei casin, si vedeva meglio quel che era stata la vecchia vita di Eros. Le fermate della metropolitana continuavano a brillare, annunciando dei guasti alla linea e consigliando di avere un po' di pazienza ai gentili viaggiatori. I riciclatori d'aria ronzavano piano. Il pavimento era relativamente pulito e vuoto. Quel senso di quasi normalit faceva spiccare ancor pi stranamente i cambiamenti in corso. Fronde scure ricoprivano le pareti con disegni vorticanti a forma di nautilo. Fiocchi di quella roba cadevano pigramente dal soffitto, vorticando nella gravit rotazionale come fuliggine. Eros manteneva ancora la sua gravit di rotazione, ma nessun'altra derivante dall'esagerata accelerazione con cui si stava muovendo. Miller scelse di non cercare di capire.
Un nugolo di affari grossi quanto una palla da softball e simili a ragni zampettarono attraverso il corridoio, lasciandosi dietro una scia di sostanza luccicante e appiccicosa. Fu soltanto quando Miller si ferm per spazzarne via uno dal carrello, che si rese conto che quelle cose erano mani mutilate, con le ossa sporgenti dei polsi carbonizzate e rimodellate. Una parte del suo cervello grid per l'orrore, ma era in un angolino distante, facile da ignorare.
Quella protomolecola meritava rispetto. Per essere qualcosa che si era aspettata di trovare procarioti anaerobi al suo arrivo, si stava dando un gran da fare per adattarsi a quello che invece aveva per le mani. Miller si ferm per controllare i sensori della tuta. La temperatura si era alzata di mezzo grado da quando aveva lasciato i casin, e di un altro decimo di grado da quando era entrato in quello specifico corridoio. Anche la radiazione di fondo stava salendo, e la sua povera carne gi martoriata stava assorbendo altre onde. La concentrazione di benzene era scesa, e la tuta stava intercettando altre molecole pi insolite - tetracene, antracene, naftalene - dal comportamento sufficientemente strano da confonderne i sensori. Dunque era la direzione giusta. Miller si chin in avanti, mentre il carrello opponeva resistenza alla sua spinta come un bambino annoiato. Da quel che ricordava, la disposizione strutturale era pi o meno come quella di Ceres, e Miller conosceva Ceres come le sue tasche. Salendo di un livello, o forse due, avrebbe trovato una confluenza di servizi tra i livelli pi bassi, con valori pi elevati di g e i sistemi energetici che si comportavano meglio a gravit bassa. Sembrava un buon posto per far crescere un centro di comando e controllo. Un buon punto per posizionare un cervello.
Andato, andato, andato disse Eros. E andato.
Era buffo, pens Miller, come le rovine del passato dessero forma a tutto ci che veniva dopo. Un principio che sembrava funzionare a tutti i livelli; una delle grandi verit dell'universo. Nei tempi antichi, quando l'umanit viveva ancora completamente sul fondo di un pozzo di gravit, le strade tracciate dalle legioni romane erano diventate asfalto e poi cemento armato senza mai cambiare nemmeno una curva o un dosso. Su Ceres, Eros o Tycho, la portata standard dei corridoi era stata determinata dalle attrezzature minerarie costruite per far passare i mezzi e le gru terrestri, che a loro volta erano state progettate per procedere lungo percorsi abbastanza larghi per il passaggio di un carro trainato da un mulo.
E ora l'alieno, quella cosa venuta da fuori, dalla vasta oscurit, cresceva lungo i corridoi, i passaggi, i condotti e i percorsi della metropolitana disposti l da una manciata di ambiziosi primati. Si chiese come sarebbe stato se la protomolecola non fosse stata catturata da Saturno, se avesse trovato il modo di giungere nel brodo primordiale terrestre. Niente reattori a fusione, niente razzi di navigazione interstellare, niente carne complessa di cui appropriarsi. Che cos'avrebbe fatto di diverso, se non avesse dovuto adattarsi alle scelte progettate da un'altra evoluzione?
Miller, gli disse Julie. Continua a muoverti.
Miller sbatt le palpebre. Era in piedi nel bel mezzo di un passaggio vuoto, alla base di una rampa di accesso. Non sapeva per quanto tempo fosse rimasto perso nei suoi pensieri.
Anni, forse.
Fece un lungo sospiro e cominci a risalire la rampa. I corridoi sopra di lui risultavano considerevolmente pi caldi dell'ambiente circostante. Di quasi tre gradi. Si stava avvicinando. Non c'era luce, per. Tolse il pollice formicolante e mezzo addormentato dal pulsante della sicura, accese la piccola torcia d'emergenza a LED del terminale e torn a disattivare l'interruttore d'innesco appena prima di arrivare a quattro.
Andata e andata e... e... e e e.
Il canale di Eros gemeva, un coro di voci che chiacchieravano in russo e in hindi, che sovrastavano quella vecchia voce solitaria e che a loro volta venivano sommerse da un ululato profondo e stridente. Il canto di una balena, forse. La tuta di Miller gli fece educatamente notare che gli rimaneva ancora una mezz'ora di ossigeno. Lui spense l'allarme.
La stazione di transito era cresciuta troppo. Pallide fronde pullulavano lungo i corridoi, trasformandosi in liane. Insetti riconoscibili - mosche, scarafaggi e ragni d'acqua - strisciavano lungo quei lunghi cavi bianchi e spessi a ondate decise. Tentacoli di quel che sembrava bile articolata andavano avanti e indietro, lasciandosi dietro uno strato di larve che si contorcevano frenetiche. Erano vittime della protomolecola tanto quanto la popolazione umana. Povere bestie.
Non puoi riprenderti il rasoio disse Eros, con voce che pareva quasi trionfante. Non puoi riprenderti la Razor.  andata e andata e andata.
La temperatura saliva pi in fretta, ora. Gli ci volle qualche minuto per determinare che faceva leggermente pi caldo nel verso della rotazione. Riprese a spingere il carrello. Poteva percepire il cigolio: un piccolo tremito fastidioso che gli saliva nelle ossa della mano. Tra la massa della bomba e i cuscinetti difettosi della ruota, le sue spalle cominciavano a fargli decisamente male. Era un bene che poi non gli toccasse riscaricare quell'affare a terra.
Julie lo aspettava nell'oscurit. Il sottile raggio del terminale palmare di Miller le pass attraverso. I suoi capelli fluttuavano; la gravit di rotazione, in fondo, non aveva alcun effetto sui fantasmi della mente. Julie aveva un'espressione grave in viso.
Come fa a saperlo?, chiese.
Miller si ferm. Di tanto in tanto, durante tutta la propria carriera, un qualche testimone immaginario diceva qualcosa, usava una certa frase, rideva per la cosa sbagliata, e lui capiva che da qualche parte, nella sua mente, c'era una nuova prospettiva sul caso.
Quello era un momento del genere.
Non puoi riprenderti il rasoio gracchi Eros.
La cometa che ha trasportato la protomolecola nel sistema solare era una roccia morta, non una nave, disse Julie, con le labbra scure completamente immobili. Era solo un proiettile. Un proiettile di ghiaccio con la protomolecola in ibernazione profonda. Era diretto verso la Terra, ma ha mancato il bersaglio e invece  stato attratto da Saturno. Il suo carico non l'ha deviato. Non l'ha guidato. Non ha navigato.
Non ne aveva bisogno disse Miller.
Ora per sta navigando, osserv Julie. Sta andando verso la Terra. Come fa a sapere che deve andare sulla Terra? Da dove viene quell'informazione? Sta parlando. Da dove ha preso la forma grammaticale?
Chi  la voce di Eros?
Miller chiuse gli occhi. La sua tuta gli fece presente che gli rimanevano venti minuti di ossigeno.
Non puoi riprenderti la Razorback!  andata, andata e andata!
Oh, cazzo esclam Miller. Oh, Cristo.
Lasci andare il carrello, voltandosi verso la rampa, la luce e gli ampi corridoi della stazione. Ogni cosa stava oscillando, la stazione stessa tremava come se fosse stata sull'orlo dell'ipotermia. Solo che, ovviamente, non era cos. A tremare era lui. Era tutto nella voce di Eros. Era stato l fin dall'inizio. Avrebbe dovuto saperlo.
Forse lo sapeva.
La protomolecola non conosceva n l'inglese, n l'hindi, n il russo, n nessun altro dei linguaggi in cui aveva sproloquiato. Tutto questo era stato nelle menti e nei software dei morti di Eros, codificato nei neuroni e nei programmi di grammatica che la protomolecola aveva assorbito. Assorbito, non distrutto. Aveva mantenuto le informazioni, i linguaggi e le strutture cognitive complesse, costruendosi su di loro come l'asfalto sulle strade costruite dalle legioni.
I morti di Eros non erano morti. Juliette Andromeda Mao era viva.
Miller aveva un sorriso cos largo che gli facevano male le guance. Con una mano guantata, cerc di stabilire un collegamento. Il segnale era troppo debole. Non riusciva a passare. Ordin al suo contatto in superficie di attivarsi e ottenne una connessione.
La voce di Holden giunse attraverso la linea.
Ehi, Miller. Come te la passi?
Quelle parole erano delicate, quasi come delle scuse. Come un addetto dell'ospizio che faceva il carino con i moribondi. Una scintilla di fastidio gli incendi la mente, ma mantenne la voce ferma.
Holden disse. Abbiamo un problema.

53.

Holden

 vero, ma abbiamo appena capito come risolverlo rispose Holden.
Non credo. Vi allego i dati medici registrati dalla mia tuta ribatt Miller.
Pochi secondi pi tardi, quattro colonne di numeri apparvero su una finestra secondaria dello schermo di Holden. Sembrava tutto piuttosto normale, bench ci fossero alcune sottigliezze che soltanto un tecnico sanitario, come Shed, sarebbe stato in grado di interpretare correttamente.
Okay disse Holden. Fantastico. Ti stai irradiando un po'. Ma a parte questo...
Miller lo interruppe.
Ti pare che io stia soffrendo di ipossia? chiese.
I dati della sua tuta indicavano 87mmHg, tranquillamente sopra il minimo.
No rispose Holden.
C' qualche cosa che potrebbe rendere allucinati o fuori di testa? Alcol, oppiacei... qualcosa del genere?
Non che io veda disse Holden, facendosi sempre pi impaziente. Di che si tratta? Stai cominciando ad avere delle visioni?
Non pi del solito rispose Miller. Volevo solo mettere le mani avanti con quelle stronzate, perch so gi che cosa mi dirai adesso.
Smise di parlare e la radio sibil e frusci nell'orecchio di Holden. Quando Miller parl di nuovo, dopo diversi secondi di silenzio, la voce aveva assunto un tono diverso. Non era propriamente supplicante, ma abbastanza prossima a quello da far sentire a disagio Holden sul suo sedile.
Lei  viva.
C'era soltanto una lei nell'universo di Miller. Julie Mao. Uhm, okay. Non sono sicuro di come poter rispondere a questo.
Dovrai prendere per buona la mia parola, e accettare che non sto cadendo preda di un crollo emotivo o di un episodio psicotico, o qualcosa del genere. Ma Julie  qui. Sta pilotando Eros.
Holden osserv di nuovo i dati della tuta, ma quelli continuavano a riportare valori normali; tutti i numeri, tranne forse quelli relativi alle radiazioni, comodamente fissi sul verde. La composizione del suo sangue non sembrava nemmeno rivelare che Miller fosse particolarmente stressato per essere un tipo che si trasportava da solo la bomba di fusione del proprio funerale.
Miller, Julie  morta. Abbiamo visto entrambi il corpo. Abbiamo visto che  stata la protomolecola, a farlo.
Gi. Abbiamo visto il suo corpo, questo  certo. Abbiamo dato per scontato che fosse morta per via dei danni riportati...
Non aveva polso disse Holden. Nessuna attivit cerebrale, nessun metabolismo.  un modo decisamente affidabile per stabilire che una persona  morta.
Come facciamo a sapere che cosa significa morto' per la protomolecola?
Non... fece per dire Holden, poi si ferm. Non possiamo, immagino. Ma la mancanza di battito  un ottimo inizio.
Miller scoppi a ridere.
Abbiamo visto entrambi di cosa si alimenta, Holden. Quelle casse toraciche con un solo braccio che si trascinano in giro, pensi che abbiano una pulsazione? Questa merda non  stata alle nostre regole fin dal primo giorno, e ti aspetti che lo faccia ora?
Holden sorrise tra s e s. Miller aveva ragione.
Okay. Allora che cos' che ti fa pensare che Julie non sia soltanto una cassa toracica e una massa di tentacoli?
Pu darsi che lo sia, ma non sto parlando del suo corpo disse Miller. Lei  qui. La sua mente.  come se stesse pilotando la sua vecchia pinaccia da corsa. La Razorback. Sono ore che ne parla alla radio, e non l'avevo riconosciuta. Ora che l'ho fatto per,  tutto fottutamente chiaro.
E allora perch si dirige verso la Terra?
Non lo so riconobbe Miller. Sembrava interessato, eccitato. Pi vivo di quanto Holden non l'avesse mai sentito.Forse la protomolecola vuole andare l e la sta costringendo. Julie non  stata la prima persona a essere infettata, ma  la prima che  sopravvissuta abbastanza a lungo da arrivare da qualche parte. Pu darsi che sia il cristallo originario, e che tutto quello che la protomolecola sta facendo sia costruito su di lei. Non ne sono sicuro, ma posso scoprirlo. Devo solo trovarla e parlare con lei.
Quel che devi fare,  portare quella bomba ovunque siano i controlli e innescarla.
Non posso farlo rispose Miller. Ovvio che non poteva.
Non importa, pens Holden. Tra poco meno di trenta ore non sarete altro che polvere radioattiva.
E va bene. Riuscirai a trovare la tua ragazza in meno di... Holden fece ricalcolare alla Roci una stima dei tempi d'impatto per i missili in arrivo ...ventisette ore?
Perch? Che cosa succede, tra ventisette ore?
La Terra ha sparato il suo intero arsenale nucleare interplanetario verso Eros qualche ora fa. Abbiamo semplicemente acceso i transponder sulle cinque navi che hai fatto arrivare in superficie. I missili hanno quelli come bersaglio. La Roci ha calcolato che mancano ventisette ore all'impatto, basandosi sulla corrente curva di accelerazione. Le marine militari marziana e delle Nazioni Unite stanno venendo l a sterilizzare l'area non appena avranno finito di bombardare. Per assicurarsi che niente riesca a fuggire o a filtrare attraverso le maglie.
Cristo.
Gi disse Holden con un sospiro. Mi dispiace di non avertelo detto prima. Ho avuto un sacco di roba per le mani, e mi  un po' passato di mente.
Ci fu un altro lungo silenzio in linea.
Puoi fermarli replic Miller. Spegni i transponder.
Holden gir il sedile per guardare Naomi. Lei aveva dipinta in faccia la stessa espressione da che cos' che ha appena detto?' che Holden sapeva di avere sulla sua. La donna riport i dati medici della tuta sulla sua console, poi avvi il sistema medico della Roci e cominci a fargli eseguire un esame diagnostico completo. Le implicazioni erano chiare. Pensava che ci fosse qualcosa di sbagliato, in Miller, che non era immediatamente evidente dai dati che gli erano stati forniti. Se la protomolecola l'avesse infettato, usandolo come diversivo dell'ultimo secondo...
Non se ne parla, Miller. Questa  la nostra ultima opportunit. Se la mandiamo a monte, Eros riuscir a entrare nell'orbita della Terra, spruzzando fanghiglia marrone da tutte le parti. Non esiste che ci assumiamo un rischio del genere.
Ascolta disse Miller, con il tono che si alternava tra la supplica precedente e una crescente frustrazione. Julie  qui dentro. Se riesco a trovarla, a trovare un modo per parlarle, posso fermare tutto questo senza bisogno di testate nucleari.
E che farai, chiederai alla protomolecola di non infettare la Terra, se non le spiace, quando invece  sempre stato ci per cui  stata progettata? Vuoi fare appello alla sua natura magnanima?
Miller fece un'altra pausa prima di parlare di nuovo.
Ascolta, Holden, credo di sapere che cosa stia succedendo, qui. Questo affare era inteso per infettare organismi monocellulari; le forme di vita pi elementari, giusto?
Holden si strinse nelle spalle, poi ricord che non avevano un collegamento video e disse: Okay.
Non  andata cos, ma la protomolecola  una bastarda,  furba. Si adatta.  entrata in un ospite umano, un organismo multicellulare complesso. Aerobico. Con un cervello funzionante. Per niente simile a ci per cui era stata progettata. Ha sempre improvvisato, fin dall'inizio. Quel casino sulla nave mimetica... quello era il suo primo tentativo. Abbiamo visto che cosa stava facendo con Julie in quel bagno su Eros. Stava imparando come fare a lavorare con noi.
Dove vuoi andare a parare? domand Holden. Non avevano ancora addosso la pressione del tempo, visto che i missili erano a pi di un giorno di distanza, ma non riusc a mascherare l'impazienza nel suo tono.
Quel che sto dicendo,  che Eros non  ci che chi ha progettato la protomolecola aveva in mente.  il loro piano, predisposto per funzionare nei miliardi di anni della nostra evoluzione. E, quando improvvisi, lo fai con quel che hai. Usi quello che funziona. Julie  il modello di riferimento. Il suo cervello, le sue emozioni, sono dappertutto. Vede questo viaggio verso la Terra come una corsa, e si sta gi beando della vittoria. Vi sta denigrando, perch non riuscite a starle dietro.
Aspetta disse Holden.
Non sta attaccando la Terra, sta tornando a casa. Per quanto ne possiamo sapere, non  nemmeno diretta verso la Terra. Forse verso Luna.  l che  cresciuta. La protomolecola le si  attaccata addosso, usando la sua struttura, il suo cervello. E cos Julie l'ha infettata tanto quanto la protomolecola ha infettato lei. Se riesco a farle capire quello che sta succedendo, forse posso negoziare con lei.
Come fai a saperlo?
Chiamala un'intuizione rispose Miller. Ci so fare con le intuizioni.
Holden fischi, mentre l'intera situazione cambiava diametralmente aspetto nella sua testa. Quella nuova prospettiva lo stordiva.
Ma la protomolecola vuole ancora obbedire al proprio programma disse Holden. Non abbiamo idea di cosa sia, esattamente.
Posso dirti per certo che non si tratta di far fuori gli esseri umani. Chi ce l'ha sparata contro due miliardi di anni fa non sapeva nemmeno che diavolo fossero, gli esseri umani. Qualunque cosa avesse bisogno di fare, necessitava di biomassa, e ora ce l'ha.
Holden non pot impedirsi di sbuffare a quelle parole.
E allora? Non intendevano farci alcun male? Dici sul serio? Credi che, se ci mettiamo a spiegare che preferiremmo non vederla atterrare sulla Terra, quella roba sar semplicemente d'accordo e si diriger altrove?
Non quella roba' precis Miller. Lei.
Naomi alz gli occhi verso Holden, scuotendo la testa. Non c'era niente di sbagliato nei dati organici di Miller.
Sono al lavoro su questo caso da... cazzo, quasi un anno ormai disse il detective. Mi sono arrampicato nella sua vita, ho letto la sua corrispondenza, ho conosciuto i suoi amici. La conosco.  la persona pi indipendente che ci possa essere, e ci ama.
Ci? chiese Holden.
Noi, la gente. Julie ama gli esseri umani. Ha rinunciato a essere la ragazzina ricca e viziata, e si  unita all'APE. Ha appoggiato la causa della Fascia perch era la cosa giusta da fare. Non potr ucciderci, se si rende conto di quello che sta accadendo. Devo solo trovare un modo per spiegarglielo. Posso farlo. Datemi una possibilit.
Holden si pass una mano tra i capelli, facendo una smorfia per quanto erano unti. Un paio di giorni a g elevati non erano compatibili con la doccia.
Non posso farlo disse Holden. La posta in gioco  troppo alta. Andiamo avanti con il piano. Mi dispiace.
Vi batter disse Miller.
Cosa?
Okay, forse no. Avete un fottio di potenza di fuoco. Ma la protomolecola ha trovato il modo di aggirare l'inerzia. E Julie...  una combattente, Holden. Se vi mettete a sfidarla, io punto i miei soldi su di lei.
Holden aveva visto il video di Julie che combatteva contro i suoi assalitori a bordo della nave mimetica. Era stata metodica e spregiudicata nel difendersi. Aveva condotto una lotta senza quartiere. Holden aveva visto il lampo selvaggio nei suoi occhi quando si era sentita in trappola e minacciata. Soltanto le corazze d'assalto degli aggressori avevano impedito che facesse loro molti pi danni prima che venisse bloccata.
Holden si sent rizzare i capelli sulla nuca all'idea che Eros si mettesse a combattere sul serio. Per il momento, si era accontentato di sfuggire ai loro goffi attacchi. Che cosa sarebbe successo se fosse entrato in guerra?
Potresti trovarla disse Holden. E usare la bomba.
Se non riesco a convincerla rispose Miller  quel che vi propongo. La trover. Le parler. Se non riesco a persuaderla, la far fuori, e potrete trasformare Eros in una nube di polvere. Mi sta bene. Ma dovete darmi il tempo di provarci a modo mio, prima.
Holden guard Naomi, che lo fissava. Il suo viso aveva un colorito cinereo. Holden voleva trovare una risposta nella sua espressione, sapere che cosa avrebbe dovuto fare basandosi su quel che pensava lei. Non vi trov niente. Spettava a lui decidere.
Hai bisogno di pi di ventisette ore? chiese finalmente Holden.
Sent Miller lasciar andare un respiro. Nella sua voce c'era una gratitudine che era, a suo modo, pi imbarazzante di quanto non fosse stata la supplica.
Non lo so. Ci sono un paio di migliaia di chilometri di tunnel, quaggi, e nessuno dei sistemi di transito  in funzione. Devo andarmene in giro trascinandomi appresso questo dannatissimo carrello. Per non dire che non so nemmeno che cosa sto cercando, esattamente. Ma datemi un po' di tempo. Trover la soluzione.
E sai che, se non dovesse funzionare, la dovrai uccidere. Dovrai uccidere te stesso e Julie.
Lo so.
Holden fece calcolare alla Roci quanto tempo avrebbe impiegato Eros a raggiungere la Terra alla sua velocit attuale. I missili lanciati dalla Terra stavano ricoprendo la distanza molto pi rapidamente di quanto non stesse facendo Eros. Quegli IPBM non erano altro che reattori Epstein superpotenti con delle testate nucleari sul davanti. I loro limiti di accelerazione erano i limiti funzionali del reattore Epstein stesso. Se i missili non fossero giunti a destinazione, Eros avrebbe comunque impiegato una settimana prima di arrivare sulla Terra, anche mantenendo un'accelerazione costante.
C'era un margine di flessibilit.
Aspetta, fammi mettere a punto un piano disse Holden a Miller, poi chiuse il collegamento. Naomi, i missili stanno volando in linea retta verso Eros, e la Roci stima che la intercetteranno tra ventisette ore, pi o meno. Quanto tempo guadagneremmo se trasformassimo quella retta in una curva? Quanto  lunga la curva che possiamo tracciare, lasciando ai missili la possibilit di raggiungere Eros se si avvicina troppo?
Naomi inclin la testa da un lato, fissandolo sospettosa attraverso gli occhi socchiusi.
Che cosa hai intenzione di fare?
Magari dare a Miller la possibilit di sventare la prima guerra tra specie.
Ti fidi di Miller? disse lei con una veemenza sorprendente. Pensi che sia un matto. L'hai sbattuto fuori dalla nave perch ritenevi che fosse uno psicopatico e un assassino, e ora lo lascerai parlare a nome dell'umanit con un semidio alieno che vuole farci a pezzi?
Holden dovette reprimere un sorriso. Dire a una donna arrabbiata quanto fosse affascinante quando si adirava l'avrebbe fatta smettere di essere carina molto rapidamente. E poi, aveva bisogno che quell'idea avesse senso per lei. Solo cos avrebbe saputo se aveva ragione.
Una volta mi hai detto che Miller aveva ragione, anche se io pensavo che avesse torto.
Non era un'assoluzione generale disse Naomi, scandendo le parole come se stesse parlando con un bambino ritardato. Ho detto che ha fatto bene a sparare a Dresden. Questo non significa che Miller sia stabile.  in pieno suicidio, Jim.  ossessionato dalla sua ragazza morta. Non riesco nemmeno a immaginare che cosa pu passargli per la testa in questo momento.
Concordo. Ma lui  l, sul posto, e ha buon occhio per osservare e capire le cose cos come sono. Questo tizio ci ha rintracciati fino su Eros, basandosi sul nome che abbiamo scelto per la nostra nave. Piuttosto impressionante, no? Non mi aveva nemmeno mai incontrato, eppure dalle sue ricerche mi conosceva abbastanza bene da sapere che mi sarebbe piaciuto chiamare la mia nave con il nome del cavallo di Don Chisciotte.
Naomi scoppi a ridere. Ma davvero?  da l che viene?
Per cui, quando dice che conosce Julie, io gli credo.
Naomi fece per dire qualcosa, poi s'interruppe.
Credi che sarebbe in grado di battere le testate? chiese poi, piano.
Lui crede che lei ne sia capace. E pensa di poterla convincere a non ammazzarci tutti. Devo dargli questa possibilit. Glielo devo.
Anche se significa distruggere la Terra?
No disse Holden. Non gli devo tanto.
Naomi fece un'altra pausa. La sua rabbia svan.
E allora ritarda l'impatto, senza annullarlo del tutto disse Naomi.
Gli faremo guadagnare del tempo. Quanto possiamo fargli avere?
La donna si accigli, osservando i numeri. Holden poteva quasi vedere le soluzioni che le si incastravano nella mente. Poi Naomi sorrise, e la sua aggressivit fu sostituita da quello sguardo malizioso che le veniva quando si ricordava di essere molto intelligente.
Tutto quello che vuoi.
Volete fare cosa? chiese Fred.
Deviare le testate dalla loro rotta per dare un po' di tempo a Miller, ma non cos tanto da non poterle pi usare su Eros se ce ne fosse bisogno disse Holden.
 semplice aggiunse Naomi. Le sto inviando istruzioni dettagliate.
Inquadratemi la faccenda disse Fred.
La Terra ha impostato il puntamento dei suoi missili sui cinque transponder dei cargo su Eros spieg Naomi, sovrapponendo il suo piano alla finestra di comunicazione video. Voi avete navi e stazioni sparse per tutta la Fascia. Usate il programma di riconfigurazione dei transponder che lei stesso ci ha dato tempo fa, e continuate a far passare quegli stessi codici sulle navi e stazioni lungo questi vettori per attirare i missili in un lungo arco che alla fine torner verso Eros.
Fred scosse la testa.
Non funzioner. Non appena il comando della Marina delle Nazioni Unite vedr quello che stiamo facendo, diranno ai missili di smetterla di seguire quei codici, e cercheranno un modo di colpire Eros per conto loro rispose. E saranno anche molto incazzati con noi.
Gi, saranno incazzati. Questo  certo disse Holden. Ma non riavranno i loro missili. Appena prima che cominciate ad attirare i missili fuori rotta, noi lanceremo un massiccio tentativo di hacking da posizioni multiple verso i missili.
Per cui penseranno che un nemico stia cercando di tendergli una trappola, e disattiveranno i codici per la riprogrammazione in volo disse Fred.
Gi rispose Holden. Gli diremo che li stiamo per ingannare, cos smetteranno di ascoltare e, una volta che avranno smesso di farlo, li inganneremo.
Fred scosse di nuovo la testa, stavolta dando a Holden l'impressione di un uomo spaventato che volesse uscire quatto quatto dalla stanza.
Non c' verso che io vi appoggi in tutto questo disse. Miller non riuscir a ottenere un qualche accordo magico con gli alieni. Finiremo per bombardare Eros, qualsiasi cosa succeda. Perch ritardare l'inevitabile?
Perch spieg Holden sto cominciando a pensare che potrebbe essere meno pericoloso in questo modo. Se usiamo i missili senza prima disarmare il centro di comando di Eros... il cervello di Eros... o quello che , non sappiamo se funzioner, ma sono piuttosto sicuro che le nostre possibilit diminuiscano. Miller  l'unico che pu farlo. E questi sono i suoi termini.
Fred profer un'oscenit.
Se Miller non riesce a convincerla, la far fuori. Su questo mi fido di lui disse Holden. Andiamo, Fred. Conosce quei missili bene quanto me. Meglio. Li caricano con carburante sufficiente a fare due volte il giro dell'intero sistema solare. Non ci perdiamo niente, se diamo a Miller un po' pi di tempo.
Fred scosse la testa una terza volta. Holden vide la sua espressione farsi pi dura. Non avrebbe acconsentito. Prima che potesse dire di no, Holden aggiunse: Si ricorda quella scatola con il campione della protomolecola, e tutti gli appunti del laboratorio? Vuole sapere qual  il mio prezzo, per quella?
Lei replic piano Fred, scandendo ogni parola  completamente fuori di testa, cazzo.
La vuole comprare o no? chiese Holden. Lo vuole, quel biglietto magico per avere un posto al tavolo? Ora conosce il mio prezzo. Dia a Miller la sua occasione, e il campione  suo.
Sarei curioso di sapere come hai fatto a convincerli disse Miller. Stavo cominciando a pensare che probabilmente ero fottuto.
Non ha importanza rispose Holden. Ti abbiamo fatto avere il tempo che volevi. Va' a trovare la ragazza e salva l'umanit. Rimaniamo in attesa di tue notizie. E pronti a farti diventare pulviscolo nucleare' rimase non detto. Non ce n'era bisogno.
Stavo pensando a dove andare, se per caso riesco a parlarle disse Miller. Aveva l'aria gi sconfitta in partenza di un uomo con un biglietto della lotteria. Voglio dire, dovr pur parcheggiare questo affare da qualche parte.
Se sopravviviamo. Se riuscir a salvarla. Se il miracolo avviene.
Holden si strinse nelle spalle, anche se nessuno poteva vederlo.
Dalle Venere disse.  un postaccio tremendo.

54.

Miller

No e no mormorava la voce di Eros. Juliette Mao, che parlava nel sonno. No e no e no...
Andiamo disse Miller. Andiamo, pezzo di merda. Devi essere qui.
Le infermerie erano invase da rigogliose formazioni organiche troppo cresciute; spirali nere con filamenti di bronzo e acciaio che risalivano su per le pareti, incrostando i tavoli operatori, nutrendosi dei narcotici, steroidi e antibiotici che erano caduti fuori dagli armadietti rotti. Miller scav con una mano in quel disordine, mentre l'allarme della tuta continuava a trillare. Il suo ossigeno aveva il sapore acido dell'aria passata troppe volte attraverso un riciclatore. Il pollice, ancora premuto sul tasto d'innesco di sicurezza, alternava formicolio a fitte di dolore intenso.
L'ex poliziotto spazz via una crescita dall'aspetto fungino da sopra una scatola che non era ancora stata rotta e trov il chiavistello. Quattro cilindri di gas medico: due rossi, uno verde, uno blu. Guard i sigilli. La protomolecola non li aveva ancora corrosi. Rosso: anestetico. Blu: azoto. Prese il verde. La capsula di protezione sull'erogatore era ancora intatta. Fece un lungo sospiro in quella sua aria in esaurimento. Ancora qualche ora. Pos il terminale palmare (uno... due...), tolse il sigillo (tre...), inser l'erogatore nell'impianto della tuta (quattro...) e rimise il dito sul terminale. Rimase l in piedi, percependo il freddo della bombola d'ossigeno nella mano mentre la tuta ricalcolava la durata della sua vita. Dieci minuti, un'ora, quattro ore. La pressione del cilindro medico raggiunse quella della tuta, e Miller stacc la bocchetta. Altre quattro ore. Si era guadagnato altre quattro ore.
Era la terza volta che riusciva a rifornirsi in emergenza da quando aveva parlato con Holden. La prima era stata in una stazione di vigili del fuoco, la seconda in un'unit di supporto al riciclaggio d'aria. Se avesse fatto ritorno al porto, probabilmente avrebbe trovato dell'ossigeno non compromesso negli armadietti dei rifornimenti e sulle navi attraccate. Se fosse tornato fino in superficie, nelle navi dell'APE ne avrebbe trovato in quantit.
Ma non c'era tempo. Non stava cercando ossigeno; stava cercando Juliette. Si stir le ossa. Le rigidit che sentiva nel collo e nella schiena minacciavano di diventare crampi. I livelli di anidride carbonica nella tuta erano ancora elevati, per quanto accettabili, anche con il nuovo ossigeno aggiunto alla miscela. La tuta aveva bisogno di manutenzione, e di un filtro nuovo. Avrebbe dovuto attendere. Alle sue spalle, la bomba sul carrello se ne stava sulle sue.
Doveva trovarla. Da qualche parte, in quel labirinto di corridoi e sale, in quella citt morta, Juliette Mao li stava guidando verso la Terra. Aveva individuato quattro punti caldi. Tre di questi erano buoni candidati per il suo progetto originale di immolazione nucleare: fulcri di cavi e filamenti neri alieni che s'intrecciavano in grossi nodi dall'aspetto organico. Il quarto era un reattore da laboratorio da due soldi che si stava avviando lentamente verso la fusione. Gli ci erano voluti quindici minuti per attivare lo spegnimento di emergenza, e probabilmente avrebbe fatto meglio a non sprecare quel tempo prezioso. Ovunque fosse andato, per, niente Julie. Perfino la Julie della sua immaginazione era sparita, come se per il fantasma non avesse pi posto, ora che sapeva che la donna reale era ancora viva. Gli mancava averla intorno, anche se era stata soltanto una visione.
Un'ondata s'incresp attraverso l'infermeria, e tutte le escrescenze aliene si alzarono e si abbassarono come limatura di metallo al passaggio di un magnete. Il cuore di Miller acceler, pompando adrenalina nelle vene, ma non successe una seconda volta.
Doveva trovarla. Doveva trovarla in fretta. Sentiva che la stanchezza lo stava esaurendo, con i suoi denti aguzzi che gli mordicchiavano il fondo del cervello. Non riusciva pi a pensare con la necessaria lucidit. Se fosse stato su Ceres, se ne sarebbe tornato al suo buco, avrebbe dormito per tutto il giorno e avrebbe ripreso ad affrontare il problema con rinnovata energia. L per non era una scelta possibile.
Chiuso il cerchio. Aveva chiuso il cerchio. Una volta, in un'altra vita, si era addossato il compito di ritrovarla; poi, quando aveva fallito, era andato in cerca di vendetta. Ora, aveva di nuovo la possibilit di trovarla, di salvarla. E, se anche stavolta non ci fosse riuscito, trascinava con s un miserabile carrello con le ruote cigolanti che gli sarebbe servito da vendetta.
Miller scosse la testa. Stava avendo troppi momenti come quello, in cui si perdeva nei suoi pensieri. Strinse con pi vigore il carrello caricato con la bomba a fusione, si chin in avanti e usc fuori. La stazione tutto intorno a lui scricchiolava come immaginava che avrebbe potuto fare una vecchia nave d'acqua, con le assi piegate dalle ondate di acqua salata e dal grande tiro alla fune delle maree tra la Terra e Luna. L per era roccia, e Miller non riusciva a immaginare quali forze potessero essere in azione. Sperava che non fosse niente che potesse interferire con il segnale tra il suo terminale e il carico che trasportava. Non voleva essere involontariamente ridotto a una massa dei suoi atomi componenti.
Era sempre pi chiaro che non sarebbe riuscito a perlustrare l'intera stazione. L'aveva saputo fin dall'inizio. Se Julie si era nascosta in un qualche luogo recondito, in una qualche nicchia o in un buco, come un gatto in fin di vita, non l'avrebbe trovata. Era diventato un giocatore d'azzardo, che scommetteva contro ogni probabilit calcolata di riuscire a pescare le carte giuste per la sua scala a incastro. La voce di Eros cambi; aveva diverse voci ora, che cantavano qualcosa in hindi. Una filastrocca da bambini. Eros si armonizzava con s stesso in una crescente ricchezza di voci. Ora che sapeva come ascoltarla, il detective ud la voce di Julie che si faceva largo tra le altre. Magari era sempre stata l. La frustrazione che provava Miller si avvicinava al dolore fisico. Era cos vicina, eppure non riusciva a raggiungerla del tutto.
S'immise di nuovo nel complesso di corridoi principali. Le infermerie erano state un buon posto dove cercarla. Plausibile. Ma infruttuoso. Aveva cercato nei due laboratori biologici mercantili. Niente. Aveva provato l'obitorio, le celle della polizia. Era perfino arrivato fino al magazzino delle prove, trovando cesti e cesti di droghe di contrabbando e armi confiscate sparpagliati sul pavimento come foglie morte in un grande parco. Tutto questo aveva significato qualcosa, un tempo. Ogni elemento era stato una parte di un singolo dramma umano, in attesa di essere portato alla luce, parte di un processo, o perlomeno di un'udienza. Un banco di prova per il giorno del giudizio, ormai rinviato per sempre. Niente aveva pi senso.
Qualcosa di argentato lo super volando, pi veloce di un uccello, poi qualcos'altro e poi uno stormo, che sfrecciava sopra la sua testa. La luce si rifletteva su quel metallo vivente, brillante come le scaglie di un pesce. Miller osserv la molecola aliena che improvvisava nello spazio sopra di lui.
Non puoi fermarti qui, disse Holden. Devi smetterla di correre e trovare la strada giusta.
Miller si guard alle spalle. Il capitano era l in piedi, reale e immaginario, nel punto dove sarebbe stata la sua Julie.
Be', questo s che  interessante, pens.
Lo so disse.  solo che... non so dove sia andata. E... be', guardati intorno.  un posto piuttosto grande, sai?
Puoi fermarla tu, oppure lo far io, disse il suo Holden immaginario.
Se solo sapessi dov' andata disse Miller.
Non l'ha fatto, rispose Holden. Non  mai andata da nessuna parte.
Miller si volt a fissarlo. Lo stormo argentato rimestava sopra di loro, stridendo come un nugolo d'insetti o un motore da mettere a punto. Il capitano sembrava stanco. L'immaginazione di Miller gli aveva attribuito una sorprendente chiazza di sangue agli angoli della bocca. E poi non era pi Holden; era Havelock. L'altro terrestre. Il suo vecchio partner. E infine era Muss, con gli occhi smorti come i suoi.
Julie non era andata da nessuna parte. Miller l'aveva vista nella stanza d'albergo, quando ancora credeva che dalla sua tomba non potesse risalire nient'altro che un lezzo di morte. Prima. Era stata messa in un sacco. E l'avevano portata via, altrove. Gli scienziati della Protogen l'avevano recuperata, avevano raccolto la protomolecola e avevano diffuso la carne rimodellata di Julie attraverso tutta la stazione, come api che impollinassero un campo di fiori selvatici. Le avevano dato l'intera stazione ma, prima di farlo, l'avevano messa in un qualche posto in cui pensavano sarebbe stata al sicuro.
Una stanza blindata. Finch non fossero stati pronti a distribuire quella cosa, dovevano averla voluta contenere. Far finta che potesse essere contenuta. Era improbabile che si fossero presi il disturbo di ripulire dopo aver preso ci che serviva loro. Non  che sarebbe venuto qualcun altro a usare quello spazio, per cui era possibile che l'avessero lasciata l. E questo restringeva il suo campo di ricerca.
Dovevano esserci dei reparti di isolamento nell'ospedale, ma era improbabile che la Protogen avesse usato una struttura in cui medici e infermiere non appartenenti alla Protogen potessero chiedersi che cosa stesse accadendo. Sarebbe stato un rischio superfluo.
E va bene.
Potevano essersi impiantati in una delle fabbriche manifatturiere del porto. C'erano un sacco di posti, laggi, che richiedevano soltanto manodopera meccanica. Ancora una volta, per, c'era il rischio che venissero scoperti o interrogati sul loro operato prima che la trappola fosse pronta a scattare.
Una drug house, disse Muss nella sua mente. Volevano riservatezza e controllo. Estrarre il morbo dal cadavere della ragazza ed estrarre la roba buona dai semi di papavero sar pure un tipo di chimica differente, ma  pur sempre un crimine.
Giusto disse Miller. E vicino al livello dei casin... anzi, no. Non  cos. I casin erano il secondo stadio. Il primo stadio era la minaccia radioattiva. Hanno messo un mucchio di persone nei rifugi radioattivi e le hanno fritte per potenziare la protomolecola, e poi hanno infettato il livello dei casin.
E allora, dove la metteresti una cucina per la droga vicino ai rifugi antiradiazioni?, chiese Muss.
Lo sciame d'argento continuava a rimestarsi sopra di loro, virando a sinistra e a destra, diffondendosi nell'aria. Riccioli metallici cominciarono a piovere gi, lasciandosi dietro sottili tracce di fumo mentre cadevano.
Se avessi accesso completo alle risorse della stazione? Nei sistemi di controllo ambientale di riserva.  una struttura d'emergenza. Non ci passa nessuno, a meno che non si debba fare un inventario. E dentro ci sarebbe gi tutto l'equipaggiamento necessario all'isolamento. Non sarebbe difficile.
E, visto che la Protogen gestiva il contratto di sicurezza di Eros da prim'ancora che arrivassero le squadre di criminali da sacrificare, avrebbe potuto farlo molto facilmente, disse Muss, sorridendo senza gioia. Visto? Lo sapevo che avresti trovato la soluzione.
Per meno di un secondo, Muss svan e, al suo posto, c'era Julie. La sua Julie. Era sorridente e bellissima. Raggiante. I capelli le fluttuavano intorno come se stesse nuotando in assenza di gravit. E poi spar. L'allarme della sua tuta lo avvert della presenza di un'atmosfera sempre pi corrosiva.
Tieni duro disse all'aria infuocata. Sto arrivando.
Erano passate meno di trentatr ore dal momento in cui aveva capito che Juliette Andromeda Mao non era morta a quello in cui aveva aperto i controlli di emergenza e trascinato il suo carrello nella sala di controllo ambientale di riserva di Eros. Le linee semplici e pulite e la disposizione volta alla minimizzazione della possibilit di errore di quel posto erano ancora evidenti sotto le escrescenze della protomolecola. Appena evidenti. Grovigli di filamenti scuri e spirali di nautilo addolcivano gli spigoli di pareti, pavimento e soffitto. Anelli di tentacoli spuntavano da quest'ultimo come barba dei frati. Le familiari luci a LED brillavano sotto quelle morbide escrescenze, ma ancora pi luce proveniva dallo sciame di puntini blu che baluginavano sospesi per aria. Il suo primo passo lo fece sprofondare fino alla caviglia in un soffice tappeto organico; avrebbe dovuto lasciare fuori il carrello con la bomba. La sua tuta segnal un potente miscuglio di gas insoliti e molecole aromatiche, ma tutto ci che riusciva a sentire Miller era il suo stesso odore.
Tutte le sale interne erano state rimodellate. Trasformate. Miller attravers le aree di controllo delle acque di scarico come un sub in una grotta sottomarina. Le luci blu gli sciamavano intorno mentre passava, e qualche decina di esse gli s'incoll alla tuta e rimase l, continuando a brillare. Lui esit prima di pulirle via dalla visiera del casco, pensando che gli avrebbero lasciato una strisciata come di libellule morte, ma quelle si limitarono a risalire nell'aria. Gli schermi per il monitoraggio del riciclo d'ossigeno erano ancora accesi, con migliaia di allarmi e di rapporti di guasti che delineavano la ragnatela di protomolecola che copriva i pannelli. Nelle vicinanze c'era dell'acqua che scorreva.
Lei era in un nodulo di analisi di materiale pericoloso, adagiata su un letto di quei filamenti neri che le fuoriuscivano dalla spina dorsale fino a sembrare un gigantesco cuscino da fiaba composto dai suoi stessi capelli fluenti. Piccoli puntini di luce blu le brillavano sul viso, sulle braccia, sul seno. Quegli speroni ossei che le tiravano la pelle erano cresciuti diventando lunghi collegamenti, quasi architettonici, con le rigogliose escrescenze che la circondavano. Le sue gambe erano sparite, perse in quel groviglio di tentacoli alieni; a Miller fece venire in mente una sirena che aveva scambiato la sua coda con un'intera stazione spaziale. Aveva gli occhi chiusi, ma lui li vedeva muoversi e danzare sotto le palpebre serrate. E respirava.
Miller le and accanto. Non aveva proprio lo stesso viso della sua Julie immaginaria. La vera Julie aveva la mascella pi ampia, e il suo naso non era dritto come se lo ricordava lui. Non si accorse di stare piangendo finch non cerc di asciugarsi le lacrime, cozzando contro il casco con una mano guantata. Avrebbe dovuto arrangiarsi sbattendo le palpebre finch non gli si fosse schiarita la vista.
Quello che aveva cercato per tutto quel tempo, in lungo e in largo per l'universo, era proprio l.
Julie disse, posandole la mano libera sulla spalla. Ehi, Julie. Sveglia. Ho bisogno che ti svegli, ora.
La sua tuta possedeva delle riserve mediche. Se fosse stato necessario, avrebbe potuto somministrarle una dose di adrenalina o anfetamine. Ma prefer scuoterla dolcemente, come faceva con Candace la domenica mattina, quando era ancora sua moglie, in una qualche vita passata, distante e quasi dimenticata. Julie aggrott le sopracciglia, apr la bocca e la richiuse.
Julie. Devi svegliarti, ora.
Lei mugugn e alz debolmente un braccio per respingerlo.
Torna da me disse Miller. Devi tornare, ora.
Lei apr gli occhi. Non erano pi umani: la sclera era chiazzata di spirali rosse e nere, e l'iride era dello stesso blu luminoso delle libellule. Non era pi umana, ma era ancora Julie. Le sue labbra si mossero senza emettere suono. E poi:
Dove mi trovo?
Sulla Stazione di Eros disse Miller. Il posto non  pi quello che era un tempo. Non  pi nemmeno dove era un tempo, ma...
Premette una mano sul letto di filamenti, valutandone la resistenza, e poi appoggi un'anca vicino a lei, come se si fosse seduto sul suo letto. Il proprio corpo era dolorosamente esausto, e anche pi leggero del normale. Non come in bassa gravit. Quel galleggiamento irreale non aveva niente a che vedere con la carne sfinita.
Julie cerc di parlare di nuovo, con difficolt; si ferm e riprov.
Chi sei?
Gi, non ci siamo presentati, vero? Mi chiamo Miller. Un tempo ero un detective della Star Helix Security, su Ceres. I tuoi genitori ci avevano affidato un incarico, solo che era pi una faccenda da amici altolocati. Io avrei dovuto rintracciarti, prenderti e rimandarti gi nel pozzo di gravit.
Un incarico di rapimento? chiese lei. La sua voce era pi ferma ora. Il suo sguardo pi concentrato.
Un lavoro di routine disse Miller, poi sospir. Ma ho mandato tutto a puttane, in un certo senso.
Gli occhi di Julie si chiusero debolmente, ma continu a parlare.
Mi  successo qualcosa.
Gi. Ti  successo qualcosa.
Ho paura.
No, no, no. Non avere paura. Va tutto bene. In un modo un po' del cazzo, ma va tutto bene. Ascolta, in questo momento l'intera stazione si sta dirigendo verso la Terra. Molto in fretta.
Stavo sognando di gareggiare. E di tornare a casa.
Gi. Bisogna che smetti di farlo.
I suoi occhi si aprirono di nuovo. Sembrava persa, angosciata, sola. Una lacrima le scese lungo una guancia, scintillante e blu.
Dammi la mano disse Miller. No, dico davvero. Ho bisogno che mi reggi una cosa.
Lei sollev piano una mano, come un'alga trascinata in una dolce corrente. Miller prese il suo terminale, lo pos sul palmo di lei e premette il pollice di Julie sull'interruttore d'innesco.
Reggilo cos. Non lasciarlo andare.
Che cos'? chiese lei.
 una storia lunga. Tu non togliere il dito.
Gli allarmi della tuta gridarono quando slacci i sigilli del suo casco. Miller li spense. Quell'aria era strana: sapeva di aceto e cumino, e c'era un odore profondo, potente, muschiato, che lo fece pensare a un animale in ibernazione. Julie lo guard mentre si toglieva i guanti. In quello stesso momento, la protomolecola si stava fondendo con lui, invadendogli la pelle e gli occhi, preparandosi a fare con lui quello che aveva fatto con tutti gli altri esseri su Eros. A Miller non importava. Riprese il terminale e poi intrecci le dita a quelle di Julie.
Sei tu che guidi tutto questo, Julie disse. Lo sai? Voglio dire, te ne accorgi?
Le sue dita erano fresche tra le proprie, ma non fredde.
Riesco a sentire... qualcosa rispose. Fame? No, non fame, ma... voglio qualcosa. Voglio tornare sulla Terra.
Questo non possiamo farlo. Ho bisogno che cambi rotta replic Miller. Che cos'aveva detto Holden? Dalle Venere.' Dirigiamoci verso Venere, invece.
Ma non  quello che vuole disse lei.
 quel che abbiamo da offrirgli rispose Miller. Poi, un momento dopo, aggiunse: Non possiamo tornare a casa. Dobbiamo andare verso Venere.
Lei rimase in silenzio per un lungo istante.
Sei una combattente, Julie. Non hai mai permesso che qualcuno prendesse decisioni al posto tuo. Non cominciare a farlo ora. Se andiamo verso la Terra...
Divorer anche loro. Come ha divorato me.
Gi.
Lei alz gli occhi verso di lui.
Gi ripet Miller. Proprio cos.
Che cosa succeder su Venere?
Moriremo, forse. Non lo so. Ma non porteremo con noi tutta quella gente, e saremo sicuri che nessuno potr mettere le mani su questa schifezza disse, facendo un gesto a indicare la grotta che li circondava. E, se non moriamo, allora... be', questo s che sarebbe interessante.
Non credo di riuscirci.
S che ci riesci. Tu sei pi intelligente della cosa che sta facendo tutto questo. Sei tu ad avere il controllo. Portaci su Venere.
Le libellule sciamarono intorno ai loro corpi, e la luce blu prese a pulsare: pi luminosa, poi spenta, pi luminosa e poi spenta. Quando Julie prese la sua decisione, Miller glielo lesse in faccia. Tutto intorno a loro, le luci brillarono intense e la grotta fu sommersa dal blu; poi tutto torn com'era prima. Miller sent qualcosa in fondo al collo, come le prime avvisaglie di una gola secca. Si chiese se avrebbe avuto il tempo di disattivare la bomba. Poi guard Julie. Juliette Andromeda Mao. Pilota dell'APE. Erede al trono della Mao-Kwikowski. Il cristallo seminale di un futuro che andava oltre ogni cosa che avesse mai potuto immaginare. Avrebbe avuto tutto il tempo del mondo.
Ho paura gli disse Julie.
Non averne replic lui.
Non so che cosa succeder.
Nessuno lo sa mai. E poi, non devi farlo da sola.
Sento qualcosa in fondo alla mente. Vuole qualcosa che non capisco.  cos vasto.
Di riflesso, Miller le baci una mano. Sent una fitta di dolore in fondo allo stomaco. Un senso di malessere. Una nausea momentanea. Le prime avvisaglie della sua trasformazione in Eros.
Non ti preoccupare disse. Staremo bene.

55.

Holden

Holden sognava.
Aveva avuto sogni lucidi per la maggior parte della vita, per cui quando si ritrov seduto nella cucina dei suoi genitori, nella vecchia casa del Montana, mentre parlava con Naomi, seppe che cosa stava succedendo. Non riusciva a capire esattamente quel che stesse dicendo, ma Naomi continuava a spostarsi i capelli dagli occhi mentre mangiava biscotti e beveva t. E, mentre Holden scopriva di non riuscire a prendere un biscotto dal piatto per mangiare anche lui, ne sent il profumo; il ricordo dei biscotti al cioccolato di madre Elise era bellissimo.
Era un bel sogno.
La cucina lampeggi di rosso, e qualcosa cambi. Holden percep un che di sbagliato, sent il sogno scivolare da ricordo confortante a incubo. Cerc di dire qualcosa a Naomi ma non riusc a formulare le parole. La stanza s'illumin di rosso una seconda volta, ma lei non sembrava accorgersene. Holden si alz, and verso la finestra della cucina e guard fuori. Quando la stanza lampeggi di luce rossa una terza volta, vide che cos'era a provocare quell'effetto. Dal cielo piovevano meteoriti, lasciandosi dietro gigantesche scie color del sangue. In qualche maniera, Holden cap che erano pezzi di Eros mentre si schiantavano attraverso l'atmosfera. Miller aveva fallito, l'attacco nucleare era fallito.
Julie era tornata a casa.
Si volt per dire a Naomi di fuggire, ma dei tentacoli neri erano emersi dal pavimento e l'avevano avvolta, trapassandole il corpo in pi punti, fuoriuscendole dagli occhi e dalla bocca.
Holden cerc di correre da lei, di aiutarla, ma non riusciva a muoversi e, quando guard gi, vide che i tentacoli avevano afferrato anche lui. Uno gli si avvilupp attorno al petto e lo tenne fermo. Un altro gli scivol in gola.
Si svegli con un grido in una stanza buia con una luce rossa che lampeggiava. Qualcosa attorno al petto lo tratteneva. Preso dal panico, cerc di togliersela di dosso, rischiando di strapparsi le unghie della mano sinistra prima che la razionalit gli ricordasse dove si trovava. Era sul ponte operativo, sul suo sedile, con le cinture allacciate a gravit zero.
Si mise un dito in bocca, cercando di alleviare il dolore del danno che si era procurato graffiando la fibbia del sedile, e fece qualche respiro profondo con il naso. La plancia era vuota. Naomi dormiva nella sua cabina. Alex e Amos erano fuori servizio, presumibilmente a letto anche loro. Avevano passato quasi due giorni senza riposarsi durante l'inseguimento ad alta velocit di Eros. Holden aveva ordinato a tutti di farsi un pisolino e si era offerto volontario per fare il primo turno.
E poi si era addormentato come un sasso. Non andava bene.
La stanza lampeggi di rosso un'ennesima volta. Holden scosse la testa per scacciare definitivamente il sonno e concentr la sua attenzione sulla console. Una luce rossa di allarme pulsava, e Holden pass le dita sullo schermo per aprire il menu. Era il pannello di minaccia. Qualcosa li stava inquadrando con un mirino laser.
Apr lo schermo di minaccia e attiv i sensori. L'unica nave nel raggio di milioni di chilometri era la Ravi, ed era essa che li stava prendendo di mira. Secondo i registri automatici, aveva cominciato a farlo soltanto da pochi secondi.
Holden allung una mano per attivare le comunicazioni e chiamare la Ravi, quando la sua spia di messaggi in entrata lampeggi sul terminale. Apr il collegamento e, un secondo pi tardi, la voce di McBride disse: Rocinante, interrompete ogni manovra, aprite il portellone esterno e preparatevi a essere abbordati.
Holden si accigli fissando la console. Che si trattasse di un qualche strano scherzo?
McBride, qui Holden. Ehm... cosa?
La risposta dell'altro capitano giunse in un tono secco e perentorio, per niente incoraggiante.
Holden, apra i portelloni e si prepari all'abbordaggio. Se vedo attivarsi anche un solo sistema difensivo, aprir il fuoco sulla vostra nave. Mi ha capito bene?
No rispose lui, incapace di nascondere il fastidio che provava. Non ho capito bene. E non le permetter di abbordarmi. Che diavolo sta succedendo?
Ho ricevuto ordine dal comando della Marina delle Nazioni Unite di prendere il controllo della vostra nave. Lei  stato accusato di aver interferito con un'operazione militare della Marina delle Nazioni Unite, di aver illecitamente requisito risorse belliche della Marina delle Nazioni Unite, e di una lista di altri crimini che non star qui a leggerle in questo istante. Se non si arrender con effetto immediato, saremo costretti ad aprire il fuoco su di voi.
Oh disse Holden. La Marina Militare delle Nazioni Unite aveva scoperto che i loro missili stavano cambiando rotta, aveva tentato di riprogrammarli, e aveva scoperto che non rispondevano pi.
Si erano arrabbiati.
McBride riprese Holden dopo un momento. Abbordarci non servir a niente. Non possiamo restituirvi quei missili. E non  necessario. Stanno semplicemente compiendo una piccola deviazione.
La risata di McBride sembr pi l'abbaiare secco di un cane infuriato prima del morso.
Deviazione? disse lei. Lei ha appena consegnato tremilacinquecentosettantatr missili termonucleari interplanetari ad alto impatto nelle mani di un traditore, nonch acclarato criminale di guerra!
Holden rimase di stucco.
Intende Fred? Credo che la parola traditore' sia un tantino severa...
McBride lo interruppe.
Disattivate i transponder fittizi che stanno deviando i nostri missili e riattivate quelli sulla superficie di Eros, o apriremo il fuoco sulla vostra nave. Avete dieci minuti per obbedire.
Il collegamento s'interruppe con un clic. Holden fiss la console con un misto di sconcerto e indignazione, poi scroll le spalle e attiv l'allarme di richiamo alle postazioni di battaglia. Tutte le luci dei ponti si accesero di un rosso violento. Il segnale di allarme risuon per tre volte. In meno di due minuti, Alex si fiond su per la scala verso il cockpit e, trenta secondi dopo, Naomi si precipit verso la sua postazione operativa.
Alex parl per primo.
La Ravi  a quattrocento chilometri da noi disse. Il lidar dice che ha i cannoni pronti a far fuoco, e che ci hanno nel mirino.
Scandendo ogni parola, Holden disse: Non aprite - ripeto, non aprite - i nostri cannoni e non provate a prendere di mira la Ravi per il momento. Limitatevi a tenerla d'occhio e preparatevi ad attivare l'assetto difensivo se dovesse far fuoco. Non facciamo niente che possa provocarla.
Vuoi che cominci a disturbare le frequenze? chiese Naomi alle sue spalle.
No, sarebbe una mossa aggressiva. Ma prepara un pacchetto di contromisure e tieni il dito pronto sul pulsante disse Holden. Amos, sei nella sala motori?
S, cap. Qua sotto siamo pronti a partire.
Porta il reattore al cento percento e trasferisci i controlli dei cannoni di difesa ravvicinata sul tuo pannello. Se ci sparano da cos vicino, Alex non avr il tempo di pilotare e di rispondere all'attacco. Se vedi un puntino rosso sullo schermo di minaccia, apri subito il fuoco di sbarramento. Ricevuto?
Ricevuto rispose Amos.
Holden esal un lungo sospiro tra i denti, poi apr di nuovo il collegamento con la Ravi.
McBride, qui Holden. Non ci arrenderemo, non ci lasceremo abbordare e non ottempereremo alle vostre richieste. Che cosa vogliamo fare?
Holden disse McBride. Il vostro reattore si sta attivando. Vi state preparando a combattere?
No, ci stiamo solo preparando a cercare di sopravvivere. Perch, stiamo combattendo?
Un'altra risata secca.
Holden replic McBride. Perch ho la sensazione che lei non stia prendendo sul serio la situazione?
Oh, la sto prendendo molto sul serio rispose Holden. Non voglio che lei mi faccia fuori e, che ci creda o meno, non ho alcun desiderio di far fuori lei. Le testate stanno facendo una piccola deviazione, ma non si tratta di qualcosa per cui valga la pena di morire tra le fiamme. Non posso darle quel che mi chiede, e non sono interessato a passare i prossimi trent'anni in una prigione militare. Lei non ci guadagna niente a spararci addosso e, se dovessimo arrivare a tanto, io risponder al fuoco colpo su colpo.
McBride interruppe il collegamento.
Capitano disse Alex. La Ravi sta manovrando. Sta rilasciando interferenze. Credo che sia pronta ad attaccare in corsa.
Merda. Holden era stato convinto di poterla dissuadere.
Okay, andiamo in assetto difensivo. Naomi, avvia le contromisure. Amos: hai il dito su quel pulsante?
Pronto rispose Amos.
Non premere finch non vedrai partire un missile. Non voglio forzargli la mano.
Un'accelerazione improvvisa e soverchiante schiacci Holden sul sedile. Alex aveva cominciato a manovrare.
Da questa distanza, forse posso eluderla. Impedirle di posizionarsi adeguatamente per aprire il fuoco disse il pilota.
Fallo allora, e apri i cannoni.
Ricevuto replic Alex; la sua calma professionale da pilota non riusc a mascherare l'eccitazione per la possibile battaglia in arrivo.
Ho interrotto il loro segnale di puntamento disse Naomi. Il loro sistema laser non  nemmeno lontanamente paragonabile a quello della Roci. Mi sono limitata a sommergerlo di interferenze.
Un hurr per il portafoglio gonfio del ministero della difesa su Marte replic Holden.
La nave sobbalz di colpo per una serie di manovre selvagge.
Dannazione disse Alex, con voce tesa per il g instabile di quelle brusche sterzate. La Ravi ci sta bersagliando con i suoi cannoni di difesa ravvicinata.
Holden controll il suo schermo di minaccia e vide quelle lunghe strie baluginanti di proiettili in arrivo. I colpi erano largamente fuori bersaglio. La Roci segnal che la distanza tra le due navi era di trecentosettanta chilometri: una distanza piuttosto elevata perch un sistema di puntamento computerizzato riuscisse a colpire una nave in manovra casuale con un colpo mirato partito da un'altra nave in manovra casuale.
Rispondiamo al fuoco? grid Amos sulla linea interna.
No! url di rimando Holden. Se ci avessero voluti morti, ci avrebbero sparato dei missili. Non diamogli ragioni di volerci morti.
Cap, le stiamo arrivando alle spalle disse Alex. La Roci  troppo pi veloce. Avremo una soluzione di fuoco tra meno di un minuto.
Ricevuto replic Holden.
Ne approfitto per fare fuoco? chiese Alex, con il suo stupido accento marziano che svaniva man mano che cresceva la tensione.
No.
Hanno appena spento il loro laser di puntamento annunci Naomi.
Il che significa che hanno abbandonato l'idea di superare il nostro schermo di interferenze replic Holden e sono passati al puntamento radar.
Molto meno preciso disse speranzosa Naomi.
Una corvetta come quella ha una dozzina di missili. Basta che ci colpiscano con uno solo di quelli, per farci secchi. E a questa distanza...
Lo schermo di minaccia della sua console emise un trillo delicato, mettendolo al corrente che la Roci aveva appena calcolato una soluzione di fuoco per colpire la Ravi.
Ho un varco! grid Alex. Faccio fuoco?
No! rispose Holden. Sapeva che, all'interno della Ravi, stavano ricevendo l'allarme dai sensori che gli comunicava di essere nel mirino del nemico. Fermatevi, li esort Holden con la pura forza di volont. Per favore, non costringetemi a uccidervi.
Uh disse Alex a voce bassa. Oh.
Alle spalle di Holden, quasi nello stesso istante, Naomi disse: Jim?
Prima che Holden potesse chiedere qualcosa, Alex irruppe sulla linea.
Ehi, capitano. Eros  appena tornata visibile.
Cosa? domand Holden; nella mente gli si form un'immagine lampo dell'asteroide che coglieva di sorpresa le due navi in battaglia, come un cattivo dei cartoni animati.
Gi disse Alex. Eros.  appena rispuntata sul radar. Qualunque cosa stesse facendo per bloccare i nostri sensori, ha smesso.
E che cosa sta facendo? chiese Holden. Identificatemi una rotta.
Naomi apr i dati dei sensori sulla sua console e cominci a lavorarci su, ma Alex fece prima di lei.
S disse. Hai visto giusto. Sta cambiando rotta. Continua a dirigersi verso il sole, ma ha deflesso la sua corsa da quella precedente, evitando la Terra.
Se mantiene questa traiettoria a velocit costante, intervenne Naomi direi che si sta dirigendo verso Venere.
Wow esclam Holden. Stavo solo scherzando.
Bello scherzo comment Naomi.
Bene. Qualcuno dica a McBride che non ha pi bisogno di spararci addosso, ora.
Ehi disse Alex, con voce pensierosa. Se abbiamo disattivato i ricettori di quelle testate, significa che non possiamo disinnescarle, giusto? Mi chiedo dov' che le butter Fred.
Che diavolo ne so replic Amos. Per ha appena disarmato completamente la Terra. Dev'essere fottutamente imbarazzante per loro.
Conseguenze involontarie sospir Naomi. Siamo sempre l. Conseguenze involontarie.
Eros che si schiantava su Venere fu l'evento pi ampiamente trasmesso e registrato della storia. Quando l'asteroide aveva raggiunto il secondo pianeta del sistema solare, diverse centinaia di navi si erano radunate in quell'orbita. I vettori militari avevano cercato di allontanare i civili, ma era tutto inutile. Erano troppi. Il video della discesa di Eros fu catturato dalle telecamere sui mirini dei militari, dai telescopi delle navi civili e dagli osservatori di due pianeti e cinque lune.
Holden avrebbe voluto essere l per osservare da vicino, ma Eros aveva accelerato dopo aver cambiato rotta, quasi come se l'asteroide fosse stato impaziente di far finire quel viaggio una volta adocchiata una destinazione certa. Lui e il suo equipaggio sedettero nella cambusa della Rocinante e osservarono la scena nei notiziari. Amos aveva rinvenuto un'altra bottiglia di surrogato di tequila da chiss dove e ne vers dosi generose nelle loro tazze da caff. Alex aveva impostato una velocit di crociera a un terzo di g, verso Tycho. Non c'era nessun bisogno di affrettarsi.
Era tutto finito. Non restava altro che godersi i fuochi d'artificio.
Holden allung una mano e prese quella di Naomi, stringendola mentre l'asteroide faceva il suo ingresso nell'orbita di Venere e sembrava fermarsi. Ebbe l'impressione di poter sentire l'intera razza umana che tratteneva il respiro. Nessuno sapeva che cosa avrebbe fatto Eros - anzi, Julie - ora. Nessuno aveva pi parlato con Miller dopo l'ultima volta che l'aveva fatto Holden; Miller non aveva pi risposto al suo terminale palmare. Nessuno sapeva esattamente che cosa fosse successo sull'asteroide.
Quando giunse la fine, fu bellissima.
Entrando nell'orbita di Venere, Eros si dissolse come un puzzle. L'asteroide gigante si divise in una dozzina di grossi tronconi, allungandosi attorno all'equatore del pianeta in una lunga collana. Poi quella dozzina di pezzi si divisero a loro volta in un'altra dozzina, e poi via via continuando, una nuvola di semi frattali che si spargeva sull'intera superficie del pianeta, svanendo nella spessa coltre di nubi che solitamente nascondeva Venere alla vista.
Wow disse Amos, con tono quasi reverente.
 stato magnifico comment Naomi. Vagamente inquietante, ma magnifico.
Non rimarranno l per sempre disse Holden.
Alex si scol l'ultimo goccio di tequila nella sua tazza, poi se ne vers ancora dalla bottiglia.
Che vuoi dire, cap? chiese.
Be', tiro a indovinare. Ma dubito che le entit che hanno costruito quella protomolecola volessero semplicemente buttarla laggi. C'era un piano pi grande all'opera. Abbiamo salvato la Terra, Marte e la Fascia. La domanda da farsi ora : che cosa succede, adesso?
Naomi e Alex si scambiarono un'occhiata. Amos serr le labbra. Sullo schermo, Venere scintill mentre grandi archi lampeggianti danzavano su tutto il pianeta.
Cap disse Amos. Cos mi fai passare lo sballo, sai?

Epilogo

Fred

Frederick Lucius Johnson. Ex colonnello delle forze armate della Terra. Il Macellaio della Stazione di Anderson. E ora anche della Stazione di Thoth. Primo ministro non eletto dell'APE. Aveva affrontato la morte una dozzina di volte, aveva perso amici per colpa della violenza, della politica e del tradimento. Era sopravvissuto a quattro tentativi di assassinio, dei quali soltanto due risultavano a verbale. Aveva ucciso un assalitore armato di pistola con un semplice coltello da tavola. Aveva impartito ordini che avevano posto fine a centinaia di vite, e se n'era sempre assunto la responsabilit.
Eppure, parlare in pubblico lo innervosiva terribilmente. Non aveva senso, ma cos era.
Signore e signori, ci troviamo a un bivio...
Al ricevimento sar presente la generalessa Sebastian gli disse la sua segretaria personale. Si ricordi di non chiederle del marito.
Perch? Non l'avr mica ucciso, eh?
No, signore. Il fatto  che le sue scappatelle sono eccessivamente pubbliche, e la generalessa  un pochino suscettibile sull'argomento.
Quindi potrebbe volere che lo uccida per davvero.
Pu sempre proporglielo, signore.
Il camerino dietro le quinte era sui toni del rosso e dell'ocra, con un divano di pelle nera, una parete a specchio e un tavolo su cui erano state apparecchiate fragole idroponiche e bottigliette d'acqua attentamente mineralizzata. Il capo della sicurezza di Ceres, una donna dal viso severo di nome Shaddid, l'aveva scortato dai moli fino alla sala conferenze, tre ore prima. Da allora, Fred si era messo a camminare nervosamente - tre passi avanti, un giro, tre passi indietro - come il capitano di un'antica nave di lungo corso sul cassero di poppa.
Altrove, nella stazione, i rappresentanti delle fazioni precedentemente in guerra erano stati fatti accomodare in stanze separate, con segretari appositi. La maggior parte di loro odiava Fred, il che non era un gran problema. La maggior parte di loro lo temeva. Non per via del suo ruolo all'interno dell'APE, naturalmente, ma per via della protomolecola.
La frattura politica tra la Terra e Marte era probabilmente insanabile; le forze terrestri in combutta con la Protogen avevano orchestrato un tradimento troppo grave per poter essere scusate, e troppe vite erano state perse da entrambe le parti perch la pace in arrivo potesse essere qualcosa di simile a quella che era stata prima. I pi ingenui in seno all'APE pensavano che sarebbe stato un bene: un'opportunit di mettere un pianeta contro l'altro. Fred sapeva che non era cos. Fintantoch tutte e tre le potenze - la Terra, Marte e la Fascia - non avessero raggiunto una pace autentica, sarebbero inevitabilmente ricadute in una vera guerra.
Se solo la Terra o Marte pensassero alla Fascia come a qualcosa di pi che a un fastidio da schiacciare una volta umiliato il loro vero nemico... Ma, in verit, il sentimento antimarziano sulla Terra era ancora pi forte adesso che durante la guerra aperta, e mancavano soltanto quattro mesi alle elezioni su Marte. Un cambio radicale nel sistema di governo marziano avrebbe potuto allentare le tensioni o, al contrario, peggiorare incommensurabilmente la situazione. Entrambe le fazioni avrebbero dovuto allargare le loro visioni verso il quadro generale.
Fred si ferm di fronte a uno specchio, si sistem la tunica per la centesima volta e fece una smorfia.
Da quand' che sono diventato una specie di stramaledetto consulente matrimoniale? chiese.
Non stiamo parlando ancora della generalessa Sebastian, dico bene, signore?
No. Non faccia caso a quel che ho detto. Che cos'altro devo sapere?
C' la possibilit che Blue Mars tenti di rovinarle l'intervento. Qualche agitatore e cartelli, niente armi. Il capitano Shaddid ha gi in custodia cautelare alcuni dei loro esponenti, ma altri potrebbero essere riusciti a infiltrarsi lo stesso.
Va bene.
Ha delle interviste organizzate con due emittenti politiche locali e un'agenzia giornalistica con base su Europa.  probabile che il giornalista di Europa le chieda di Anderson.
Va bene. Notizie da Venere?
Sta succedendo qualcosa, laggi rispose la sua segretaria.
Non  morto, allora.
A quanto pare no, signore.
Fantastico disse lui, amareggiato.
Signore e signori, ci troviamo a un bivio. Da una parte, abbiamo la minaccia concreta della distruzione reciproca, e dall'altra...
Dall'altra, lo spauracchio di Venere, pronto a balzare fuori dal suo pozzo di gravit e a massacrarvi tutti nel sonno. L'unico campione esistente  in mio possesso; si tratta della migliore speranza che abbiate, se non l'unica, di capire quali siano le sue reali intenzioni e capacit. Il campione  stato nascosto, per evitare che possiate semplicemente invaderci e prenderlo con la forza. Ed  questo l'unico motivo per cui ora vi trovate qui riuniti ad ascoltare le mie parole. Quindi, che ne dite di mostrare un po' di rispetto?
Il terminale della sua segretaria trill, e lei lo consult brevemente.
 il capitano Holden, signore.
Devo proprio?
Sarebbe meglio se si sentisse parte dell'impresa, signore. Ha molti precedenti di comunicati stampa amatoriali.
E va bene. Fatelo entrare.
Le settimane trascorse da quando la Stazione di Eros si era dissolta nei densi cieli di Venere erano state tranquille per Holden, ma accelerazioni a g prolungate come quella che la Rocinante aveva effettuato per inseguire Eros continuavano a mostrare i loro effetti sul lungo periodo. I capillari che gli erano esplosi negli occhi erano guariti; i lividi dovuti alla pressione elevata erano spariti dal suo viso e dal collo. Soltanto una leggera esitazione nel portamento lasciava intuire gli intensi dolori alle articolazioni, mentre le cartilagini ancora dovevano tornare alla loro forma naturale. Postura da accelerazione, la chiamavano nei tempi andati, quando Fred era stato un'altra persona.
Ehi disse Holden. Stai bene, vestito cos. Hai visto le ultime notizie da Venere? Torri di cristallo alte due chilometri. Che cosa pensi che siano?
Colpa tua? sugger Fred, con tono gioviale. Avresti potuto dire a Miller di dirigere Eros verso il sole.
Gi, perch delle torri di cristallo alte due chilometri sulla superficie del sole non sarebbero per niente preoccupanti replic Holden. Sono fragole, quelle?
Serviti pure lo imit Fred. Non era riuscito a mangiare niente fin dal mattino.
Allora disse Holden con la bocca piena di frutta. Pensi davvero che mi faranno causa per tutta questa faccenda?
Per aver dato via unilateralmente tutti i diritti minerari e di sviluppo di un intero pianeta su un canale radio aperto?
Gi rispose Holden.
Immagino che gli effettivi proprietari di quei diritti ti faranno probabilmente causa, s disse Fred. Se mai riusciranno a capire chi siano.
Non  che potresti darmi una mano? chiese Holden.
Sar soltanto un testimone al tavolo rispose Fred. Non sar io a fare le leggi.
E allora che cos' che ci fate tutti, qui? Non potrebbe esserci una specie di amnistia? Abbiamo recuperato la protomolecola, rintracciato Julie Mao su Eros, fatto fuori la Protogen e salvato la Terra.
Voi avete salvato la Terra?
Abbiamo dato una mano precis Holden, ma la sua voce aveva un tono pi cupo. La morte di Miller affliggeva il capitano. Fred sapeva come ci si sentiva.  stato uno sforzo congiunto.
La segretaria personale di Fred si schiar la gola e lanci un'occhiata verso la porta. Dovevano cominciare ad avviarsi.
Far quel che posso promise Fred. Ho un sacco di altre cose per le mani, ma far quel che posso.
E Marte non pu riprendersi la Roci disse Holden. Il diritto navale sul salvataggio dice che ormai quella nave  mia.
Non credo che la vedranno cos, ma far quel che posso.
Continui a ripetere la stessa cosa.
Continua a essere tutto quello che posso fare.
E gli parlerai di lui, vero? domand Holden. Miller. Merita qualcosa.
Il cinturiano che  ritornato su Eros di sua spontanea volont per salvare la Terra? Puoi dirlo forte, che parler loro di lui.
Non il cinturiano'. Lui. Josephus Aloisus Miller.
Holden aveva smesso di mangiare fragole a ufo. Fred incroci le braccia.
Vedo che ti sei informato disse Fred.
Gi. Be'... non lo conoscevo cos bene.
Come tutti gli altri, del resto replic Fred, addolcendosi un po'. So che  dura, ma non abbiamo bisogno di un uomo reale con una vita complessa. Abbiamo bisogno di un simbolo per la Fascia. Di un'icona.
Signore intervenne la segretaria. Dobbiamo davvero andare, adesso.
 stato proprio questo a portarci qui rispose Holden. Icone. Simboli. Persone senza nomi. Tutti quegli scienziati della Protogen pensavano soltanto a biomasse e popolazioni. Non a Mary, che lavorava agli approvvigionamenti e che coltivava fiori nel tempo libero. Nessuno di loro ha ucciso lei.
Credi che non l'avrebbero fatto?
Credo che, se dovevano ucciderla, le dovevano perlomeno di sapere il suo nome. Tutti i loro nomi. E tu devi a Miller di non lasciare che lo trasformino in qualcosa che non  mai stato.
Fred rise. Non riusc a trattenersi.
Capitano disse. Se mi stai suggerendo di modificare il mio discorso alla conferenza di pace e di non dire che  stato un nobile cinturiano a sacrificarsi per la Terra, ma di dire piuttosto una cosa del tipo: Abbiamo avuto la fortuna di avere un ex poliziotto con tendenze suicide sul posto', allora capisci come funzionano queste cose meno di quanto pensassi. Il sacrificio di Miller  uno strumento, e ho intenzione di usarlo.
Anche se lo rende anonimo? chiese Holden. Anche se lo trasforma in qualcosa che non  mai stato?
Soprattutto se lo rende qualcosa che non  mai stato disse Fred. Ti ricordi com'era?
Holden si accigli, poi qualcosa balugin nel suo sguardo. Divertimento. Un ricordo.
Era un po' un rompicoglioni, vero? disse Holden.
Quell'uomo era capace di avere un'apparizione divina con trenta angeli svestiti al seguito, con Dio che annunciava che in fondo il sesso era una cosa positiva, e farla sembrare vagamente deprimente.
Era un brav'uomo replic Holden.
No. Non lo era ribatt Fred. Ma sapeva fare il suo lavoro. E ora devo andare a fare il mio.
Fagliela vedere disse Holden. E... amnistia. Mi raccomando, parla di amnistia.
Fred s'incammin lungo il corridoio curvo, seguito dappresso dalla sua segretaria. Quelle sale conferenze erano state disegnate per occasioni pi piccole. Faccende banali. Esperti di colture idroponiche che sfuggivano a mogli e mariti e figli per ubriacarsi e parlare di come coltivare germogli di fagioli. Minatori che si radunavano per discutere di minimizzazione dei rifiuti e smaltimento degli scarti. Gare tra bande musicali delle scuole. E invece, quei pavimenti coperti di moquette industriale e quelle pareti di roccia levigata avrebbero dovuto ospitare il fulcro della storia. Era colpa di Holden se quell'ambiente logoro e insignificante ora gli ricordava il detective morto. Prima non era successo.
Le delegazioni erano sedute su versanti opposti della sala. C'erano i generali, i rappresentanti politici e i segretari generali della Terra e di Marte, le due grandi potenze convenute per quell'invito su Ceres. Nella Fascia. Un territorio reso neutrale perch nessuna delle due parti lo prendeva sufficientemente in considerazione per preoccuparsi delle sue rivendicazioni. La storia dell'umanit li aveva portati fin l, a quel momento, e ora, nei minuti successivi, il compito di Fred sarebbe stato quello di cambiare quella traiettoria.
Il nervosismo era svanito. Sorridendo, Fred sal sulla pedana dell'oratore, sul podio.
Sul pulpito.
Ci fu un applauso di cortesia. Qualche sorriso, qualche fronte aggrottata. Fred sorrise. Non era pi un uomo. Era un simbolo, un'icona. Una narrazione di s stesso e delle forze in gioco nel sistema solare.
E, per un momento, fu tentato. In quella esitazione tra un respiro e la parola che sarebbe seguita, una parte di lui si chiese che cosa sarebbe successo se avesse sparpagliato i tasselli della storia e avesse parlato di s come uomo, del Joe Miller che aveva conosciuto per un breve periodo, della responsabilit che tutti loro condividevano di dover abbattere l'immagine che si erano costruiti gli uni degli altri e di riconoscere le persone genuine, difettose, conflittuali che erano in realt.
Sarebbe stata una nobile maniera di fallire.
Signore e signori disse. Ci troviamo a un bivio. Da una parte, abbiamo la minaccia concreta della distruzione reciproca, e dall'altra...
Fece una pausa a effetto.
Dall'altra, le stelle..
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FINE.
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Ringraziamenti.
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La nascita e la crescita di questo libro, come quella di un figlio,  dovuta a un gran numero di persone. Vorrei esprimere la mia pi profonda gratitudine per i miei agenti, Shawna e Danny, e ai miei editori DongWon e Darren. Fondamentale, inoltre, nel primo stadio di formazione di questo volume,  stato l'apporto di Melinda, Emily, Terry, Ian, George, Steve, Walter e Victor, del gruppo di scrittura New Mexico Critical Mass, e anche di Carrie, che ne ha letto una bozza prematura. Un ringraziamento supplementare a Ian, che ha dato una mano con un po' di calcoli, e che non ha alcuna responsabilit per gli errori che ho commesso nel recepirli. Devo moltissimo anche a Tom, Sake Mike, Non-Sake Mike, Porter, Scott, Raja, Jeff, Mark, Dan e Joe. Grazie ragazzi, per esservi prestati al beta testing. E, finalmente, un ringraziamento speciale agli autori di Futurama e a Bender Bending Rodriguez per avermi tenuto d'occhio il pargolo mentre ero impegnato a scrivere.
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FINE.